29/07/2026
Venerdì 24 luglio 2026 si è svolta una conferenza stampa organizzata dalla Consigliere Regionale Anna Maria Bigon e Diego Quaglio per la lista Civica “Pressana Più”, con lo scopo di denunciare il rischio di stallo della condotta irrigua “L.E.B. - Fratta”, un’opera finanziata nel 2019 e non ancora completata.
Il progetto prevede l’utilizzo di acque provenienti dall’Adige, tramite il canale L.E.B., in sostituzione delle derivazioni dal fiume Fratta nelle province di Verona e Padova. Lunga 19 chilometri, con una portata fino a 2.500 litri, dovrebbe servire oltre 7.000 ettari, circa 2.000 imprese agricole in un comprensorio di 92.000 contribuenti e 200.000 cittadini residenti.
L’opera è finalizzata a sostituire integralmente il prelievo irriguo dal Fratta-Gorzone, storicamente contaminato da PFAS di origine industriale, evitando la diffusione di tali contaminanti su terreni e produzioni agricole del comprensorio.
Il cantiere iniziato nel 2022 doveva concludersi nel 2024. Ad oggi siamo sopra al 70% dell’esecuzione con ritardi dovuti nel 2022 al conflitto russo-ucraino e conseguente rincaro dei materiali per 2,5 milioni di euro, nel 2023 altri rincari per 3 milioni di euro per il ricorso a sabbia di cava e nel 2024 ulteriori aggravi conseguenti ad eventi alluvionali.
Il quadro complessivo ammonta oggi ad oltre 44 milioni di euro spesi, in un progetto complessivo del valore di 47 milioni di euro. Mancano attualmente cinque milioni di euro per non lasciare incompiuta quest’opera.
L’evento ha visto la partecipazione di decine di persone, dei consiglieri comunali di Pressana Più e altri consiglieri di paesi limitrofi, di associazioni ambientaliste quali Perla Blu di Cologna Veneta e del circolo PD di Cologna Veneta.
Si è ribadito il principio “chi inquina paga”, sottolineando l’ingiustizia di porre il costo residuo di un’opera di interesse generale, a carico della comunità. Tale costo oltretutto è significativamente inferiore ad interventi pubblici già finanziati, rispetto ai quali permangono diffuse perplessità circa la capacità di produrre benefici ambientali e sanitari.
Molte sono state le domande da parte dei presenti, una delle quali riguardava come sia possibile continuare a prelevare acqua dal fiume Adige, già ora in evidente difficoltà a causa dei cambiamenti climatici in atto. Tutto questo dovrebbe orientare le scelte da parte di chi ci governa verso la conservazione delle poche risorse a disposizione, invece che ad un continuo sfruttamento, magari provando a risolvere il problema più a monte.
Anna Maria e la lista Civica “Pressana Più” vi danno appuntamento nei prossimi mesi per sapere cosa è stato deciso in Consiglio Regionale, convinti che la nostra azione possa favorire la conclusione di una vicenda da troppo tempo dimenticata.