Peucetia Murex

Peucetia Murex Gruppo Amatori della Pietra della Murgia di Puglia. Dalla Conoscenza si ha la Consapevolezza di Essere Uomo della Molto Storica e Rigogliosa Nostra Terra

POSSIAMO ESSERE STATI PARTE DI UN'ALBERO, UN FRUTTO, UN ANIMALE  O ANCHE DI UN'ALTRO ESSERE UMANOQuando passeggiando nel...
13/04/2026

POSSIAMO ESSERE STATI PARTE DI UN'ALBERO, UN FRUTTO, UN ANIMALE O ANCHE DI UN'ALTRO ESSERE UMANO

Quando passeggiando nella nostra splendida campagna, passando sotto una grande quercia, tutti crediamo di sapere da dove vengono gli alberi; metti un seme nella terra, aggiungi acqua, aspetti, poi qualcosa di verde spunta e comincia a crescere.

Una quercia pesa cinque o sei quintali, ma da dove è uscita tutta quella massa.

Gli alberi vengono dal suolo, le radici scendono in profondità, l'albero assorbe cose che si trasformano in legno, sembra logico, ma si è sperimentato che il suolo perde pochissimo della sua massa.

Quindi se non è il terreno a formare i quintali della sua materia fisica allora sarà l'aqua.

L'albero beve acqua costantemente, l'acqua è due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, quando un albero processa l'acqua la separa e usa l'idrogeno, l'ossigeno viene rilasciato nell'atmosfera che è da dove proviene proprio l'ossigeno che stai respirando adesso.

Ma il legno non è fatto di idrogeno ma di carbonio.

Il carbonio è la spina dorsale di ogni molecola organica, di ogni parete cellulare, di ogni fibra di un albero.

Quasi tutta la massa fisica di un albero, il tronco, le radici, la corteccia, i rami non provengono dal suolo o dall'acqua, la risposta è altrove.

La massa viene dall'aria, da un gas invisibile che fluttua nell'atmosfera, l'anidride carbonica CO2

Gli alberi prendono anidride carbonica dall'aria attraverso piccoli fori sulle foglie chiamati stomi, il CO2 entra, l'albero rompe la molecola, separa il carbonio e lo usa come materia prima.

Legando atomi di carbonio in molecole lunghe e complesse che diventeranno glucosio, cellulosa, lignina, le fibre rigide del legno, l'ossigeno rimanente viene rilasciato di nuovo nell'atmosfera.

Una quercia di sei quintali è formata da aria solidificata, ogni barca, ogni tavolo di legno, ogni foglio di carta, ogni foresta, è stata anidride carbonica invisibile che fluttuava nell'aria.

Gli alberi sono macchine che estraggono materia dall'aria usando l'energia del sole con la fotosintesi che permette di immagazzinare quell'energia necessaria a forzare l'apertura del CO2 e separare il carbonio.

Tu mangi piante o animali che hanno mangiato piante, ogni caloria che consumi proviene dal carbonio che una volta era CO2 atmosferico, il carbonio nei tuoi muscoli, nelle tue ossa, nel tuo cervello, era aria,.

Sei aria riorganizzata unita da legami elettromagnetici e alimentata da luce solare antica.

Ogni atomo di carbonio del tuo corpo è stato una volta nell'atmosfera, una pianta lo ha catturato e passato attraverso la catena alimentare prima di arrivare a te.

Prima di questo il carbonio è stato in altri organismi, sei una configurazione temporanea di atomi che sono stati innumerevoli cose prima e lo saranno dopo.

Ora non potrai camminare sotto una quercia senza sentire che sei davanti a una delle trasformazioni più straordinarie dell'universo.

Vito Nardone sdw

LA CALCARARimanenze del passato che testimoniano l'assetto di antichi paesaggi.La calcara è un'antica fornace in pietra,...
20/01/2026

LA CALCARA

Rimanenze del passato che testimoniano l'assetto di antichi paesaggi.

La calcara è un'antica fornace in pietra, spesso seminterrata e a forma di cilindro o cono, utilizzata per secoli nelle campagne per produrre calce viva dalla cottura di rocce calcaree a temperature elevatissime usando legna da ardere.
Questo processo richiedeva una lunga cottura, giorni, settimane, la calce era cruciale per malte, intonaci e impermeabilizzazione di cisterne.
Vita rurale, la calcara diventava punto di incontro e festa per la comunità, soprattutto a primavera, concludendo un ciclo produttivo fondamentale.
In foto, un intervento di manutenzione, recupero e restauro di una calcara rurale, muretti a secco e porzione di roccia affiorante site nell'agro del comune di Putignano.
Il costruito storico era conservato in stato di abbandono con la struttura allo stato di rudere ma ben inserita nell'equilibrio del territorio. Lo stato di oblio, tuttavia, se da un lato ha lasciato la costruzione all'azione del degrado, dall'altro ha permesso la conservazione di un significativo esempio di architettura rurale e con essa di sistemi insediativi e costruttivi peculiari del luogo.

IL VIAGGIO DELLE OLIVEdalla cima degli alberi ..... alla tavola dei consumatori.L'uso dell'olio è antico come i grandi u...
03/10/2025

IL VIAGGIO DELLE OLIVE
dalla cima degli alberi ..... alla tavola dei consumatori.

L'uso dell'olio è antico come i grandi ulivi che da oltre mille anni fanno parte dei paesaggi della Puglia, furono innestati su ceppi di olivastro, arbusto che cresceva spontaneo nella f***a macchia mediterranea, oggi a questi si aggiungono: le piantagioni di alberelli, più idonei per la raccolta, e i moderni frantoi per la lavorazione.
La mia è una passione ormai pluriennale quella di raccogliere le olive per farmi la mia scorta annuale di olio extra vergine, essenziale per la rinomata dieta mediterranea.
Ci troviamo al centro della Puglia sulle soleggiate colline di sud-est. Questi uliveti si estendono su terreni prevalentemente rocciosi, non hanno irrigazione, i trattamenti antiparassitari vengono ridotti al minimo, vengono evitati i trattamenti al suolo con diserbanti e la concimazione è fatta con sostanze organiche.
Alcuni giorni prima della raccolta, vengono sistemate le reti sotto gli alberi, per evitare la dispersione delle olive al suolo.
In altri casi si crea uno spiazzo circolare di terreno battuto, intorno alle piante, per favorire la raccolta di quelle che cadono per l'avvenuta maturazione o per l'azione del vento.
Le olive che cadono sulle reti e quelle raccolte da terra sono una modesta percentuale e subiscono una lavorazione a parte. Usando le stesse reti, o altre più resistenti, sistemate al momento sotto gli alberi, le olive vengono raccolte con l'ausilio di strumenti manuali a mò di pettine, passati sui rami.
Dalle scale, rastrelli e pertiche per ba***re i rami più alti ora passiamo all'uso di macchinari, che alleviano la fatica dell'uomo, come gli abbacchiatori o gli scuotitori.
Una volta che tutti i rami sono privi di olive, si allontanano le frasche dalle reti e si raccattano le olive fuggiasche, si alzano i lati del telo e si forma un unica massa di frutti neri e verdastri frammisti a foglie, il tutto si riversa in cassette forate che consentono una buona areazione e così le olive vengono trasportate al frantoio.
Fino a qualche anno fa il frantoio dove portavo le olive che avevo raccolto, venivano lavate, private dei corpi estranei e molite in una vasca circolare, sotto il peso di grosse ruote di pietra, diventando una succulenta pasta omogenea.
Questa pasta, dosata su fiscoli a forma di disco, va sotto le presse per la spremitura finale. Per mezzo di una macchina separatrice si allontana il liquido acquoso contenuto nelle olive e l'olio sgorga col suo colore verde-ambrato, già pronto all'uso.
Oggi al frantoio la linea della spremitura delle olive si è dotata di macchinario a ciclo continuo che hanno il procedimento identico a quello di mille anni fa, con la differenza nella velocità di lavorazione, norme igieniche più severe che vanno a vantaggio della qualità.
Non mi resta che andare a ritirare le mie comode lattine da cinque litri di nettare degli ulivi.

29/09/2025

Insieme per San Michele

SAN MICHELE ARCANGELOMichele, principe celeste, il più blasonato degli arcangeli, a lui il compito della lotta contro il...
14/09/2025

SAN MICHELE ARCANGELO
Michele, principe celeste, il più blasonato degli arcangeli, a lui il compito della lotta contro il male, raffigurato con la corazza e la spada da guerriero nell'atto di sconfiggere Satana, rappresentato sotto forma di serpente o di drago.
Le origini del culto sono bizantine, il primo santuario a lui dedicato fu il Michaeliom a Bisanzio ad opera dell'imperatore Costantino che in origine fu un feroce massacratore di cristiani.
San Michele gli si manifestò e prima della battaglia sul ponte Milvio contro l'esecito di Massenzio ebbe l'apparizione di una croce in cielo con la scritta "In hoc signo vinces" in questo segno vincerai.
Costantino fece contrassegnare con la croce tutte le armi, i carri e gli stendardi e vinta la battaglia, l'imperatore ordinò la fine delle persecuzioni contro i cristiani, e convertitosi, fece costruire a Costantinopoli il grande santuario dedicato all'Arcangelo, ponendo la città sotto la sua protezione celeste.
In Italia il culto micaelico è attestato dal V secolo in Puglia a seguito delle apparizioni di San Michele a Monte Sant'Angelo sul Gargano al vescovo Lorenzo Maiorano poi diventato Santo, ebbe così inizio una nuova era spirituale che dalla Sacra Grotta sul Gargano si diffuse i tutta l'Italia fino ad oltrepassare i confini attirando Papi, Imperatori, Principi regnanti, nobili e fedeli da ogni nazione.
Legarono il proprio nome e la loro storia a quella del Santuario di Monte Sant'Angelo e dell'Arcangelo Michele i Longobardi, originariamente ariani e poi convertiti al cristianesimo grazie a Teodolinda, affascinata dal guerresco Michele che divenne il protettore di questa gente.
I Longobardi s'impegnarono a diffondere nelle popolazioni vicine la venerazione per l'Arcangelo ed elevarono la chiesa di Monte Sant'Angelo a Santuario nazionale, al tempo stesso, la fama e il culto si spargeva in tutta l'Europa, che nel breve giro di anni fu punteggiata di santuari al culmine di alture, montagne e colline.

IL CAPASONEUna tradizione che affonda le radici nel tempo, intorno all' VIII-VII secolo a.C. quando venivano prodotti es...
09/09/2025

IL CAPASONE
Una tradizione che affonda le radici nel tempo, intorno all' VIII-VII secolo a.C. quando venivano prodotti essenzialmente vasi, coppe, recipienti di varie forme e colori, ritrovati in numerosi scavi archeologici come corredi funerari.
Storie di vita racchiuse in grandi giare di terracotta sapientemente lavorate dagli artigiani pugliesi che man mano affinavano sempre più le loro tecniche, contenitori che gelosamente custodiscono i riti e l'essenza di usanze.
Smaltati all'esterno e di capacità variabile dai 230 ai 260 litri, un emblema del radicato senso di appartenenza alla terra natia, è sufficiente osservarlo nella sua imponenza.
Esige il rispetto imposto dalla poderosa mole e dall'ingegnosa articolazione della sua struttura, ad una precisa distanza dal fondo, è collocato un piccolo foro che consente di spillare vino o olio, limpido allontanando le fecce, un piatto di terracotta era il coperchio sigillato con un misto di paglia, calce e cenere.
Il Capasone con il tempo e con l'evoluzione dei metodi di conservazione dei cibi, ha cambiato funzionalità, trasformandosi in un vero e proprio oggetto di alto design, in grado di arredare e decorare gli spazi domestici in modo esclusivo, preservando l'originalità rustica e con un chiaro attaccamento a tempi antichi.

01 INDIZI SUL FIUME CANAMONTE SANNACE è uno dei più noti fra gli insediamenti della Puglia antica.I dati archeologici co...
25/01/2025

01 INDIZI SUL FIUME CANA

MONTE SANNACE è uno dei più noti fra gli insediamenti della Puglia antica.
I dati archeologici consentono di affermare l'esistenza di un nucleo stabile già nell'età del ferro, tra IX e VII secolo a.C., e avanzare ipotesi su frequentazioni precedenti in coincidenza con altri siti della Puglia centrale.
Certamente la continuità fu favorita dalla felice posizione geografica dell'insediamento, la stessa che determinò la scelta iniziale del sito.
La sommità della collina, costituita da un pianoro ondulato di forma quasi circolare, è delimitata, ad eccezione del lato sud, da fianchi scoscesi e impervi.
Si affaccia ad un'ampia fascia pianeggiante, il Canale di Frassineto, particolarmente adatta alle coltivazioni e favorita da abbondanza di acqua, assicurava una notevole produttività agricola.
C'è traccia dell'esistenza di un fiume denominato, Cana, che scorreva nell'attuale solco del Canale di Frassineto e del Canale di Pirro, sfociava nell'Adriatico a sud di Fasano.
Lo stanziamento Peuceta di Monte Sannace data la sua posizione geografica privilegiata era il nucleo più importante di altri piccoli insediamenti sparsi nella zona della pianura, posizione che lo accomuna a numerosi insediamenti del Primo Ferro individuati anche in Basilicata e in Calabria come Serra di Vaglio e Ferrandina sulla vallata del Basento, Caraguso sul Cavone, Francavilla sul Raganello, Turano sul Crati e Amendolara sullo Straface.

Vito Nardone da libri di storia locale

PERCHE' PEUCETIA MUREXCiao, sono Vito Nardone, curatore della pagina Peucetia Murex che ho voluto dedicare ad una mia pa...
25/11/2024

PERCHE' PEUCETIA MUREX

Ciao, sono Vito Nardone, curatore della pagina Peucetia Murex che ho voluto dedicare ad una mia passione e a quelli che come me hanno dentro l'amore per il paese, il luogo d'origine, interesse per la conoscenza dell'uomo e della storia della sua amata terra.
Terra di Puglia, Terra che fu dei Peuceti, Terra di Bari, Terra delle Murge, Terra dei Trulli del Mare e delle Grotte.
Terra esposta alle diverse vicende della storia a causa della sua posizione geografica e delle contese che su di essa si erano svolte per secoli.
Terra abitata sin dalla preistoria e poi dai Peuceti che fermarono l'avanzata dei Greci oltre la cora tarantina, conquistata dai Romani, i quali avendone intuito l'importanza, la sottrassero ai Greci e la contesero strenuamente al Cartaginese Annibale.
Dopo i Romani vi passarono diverse popolazioni ed eserciti: Goti, Bizantini, Longobardi, Saraceni, poi di nuovo Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Catalani, Francesi, Spagnoli, Austriaci, Tedeschi, Turchi, Ungheresi, Russi.
Ciascuna di queste popolazioni portò il proprio patrimonio storico e culturale, le proprie consuetudini di vita, la propria lingua e le proprie convinzioni religiose, l'impronta della loro presenza negli usi, nei costumi, nelle tradizioni, nella lingua, nell'arte, in molti atteggiamenti mentali e quotidiani.
Per la comprensione del patrimonio storico e artistico ho dovuto con molto rispetto e con vivo senso di gratitudine avvicinarmi agli storici locali, ai raccoglitori di memorie municipali, a quanti mossi dall'amore per il loco natio non risparmiano fatiche per salvare dall'oblio documenti e memorie del passato, meritano essi viva riconoscenza perchè tanta parte della storia locale sarebbe rimasta ignota.
La caratteristica dei post pubblicati è da cogliere nella felice sintesi tra ricerca, fondata sempre sulle fonti, conoscenza delle tradizioni orali, talvolta incerte, talvolta leggende, ed esigenza di presentare al grande pubblico in un linguaggio semplice e piano le materie che tratta, finendo di fare una meritoria azione di divulgazione, evitando che la storia rimanga patrimonio di pochi eruditi vista l'ansia di sapere che caratterizza la società contemporanea.
Il mio auspicio è che questa pagina sia determinante a risvegliare la cultura e la passione tua che mi stai leggendo, di conquistare nuove leve e coinvolgere gli amministratori locali ad appoggiare e sostenere tutte le iniziative culturali che fanno onore alla nostra terra.
Vito Nardone

PS Entra nella pagina Peucetia Murex per vedere i numerosi post già pubblicati e se sono di tuo gradimento metti "mi piace" alla pagina 😉

IL TRAINOCiò che questo mezzo di spostamento ha significato nel territorio murgiano, terra di contadini, pastori e artig...
14/11/2024

IL TRAINO
Ciò che questo mezzo di spostamento ha significato nel territorio murgiano, terra di contadini, pastori e artigiani, una terra segnata dai lavori agricoli e della pastorizia. Dai loro paesi i contadini ed il loro padrone si spostavano con questo antico mezzo, con due ruote a raggi e trainato di solito da uno o due muli, per andare a coltivare i campi che circondavano le masserie, dove molte volte vi restavano per alcune settimane, o ripercorrevano la stessa strada per tornare a casa. Il viaggio con il carro, detto anche U Traìne, era segnato da pericoli durante lo spostamento, perchè a sbarrare la strada potevano esserci briganti e malfattori, o perchè la strada era impervia.
Il traino era anche utilizzato durante i lavori di mietitura: dopo aver mietuto il grano, con la carratura veniva trasportato attraverso capienti traini sull’aia, per essere disposto a forma di un grande cerchio. Il sole caldo del mese di luglio, asciugava il grano e lo rendeva friabile sotto il calpestio degli zoccoli dei muli che ruotavano intorno, con l’uomo al centro che teneva le redini.

BABBO NATALE ABITA A BARISiamo nel 1087, e Bari si è appena lasciata alle spalle un periodo di grandezza e prosperità av...
09/11/2024

BABBO NATALE ABITA A BARI

Siamo nel 1087, e Bari si è appena lasciata alle spalle un periodo di grandezza e prosperità avendo avuto il ruolo di capitale bizantina del thema di Longobardia, prestigio perso con la conquista normanna.
L'abate Elia del monastero di San Benedetto, situato fuori le mura, prende in mano la situazione dopo un sogno in cui San Nicola aveva esplicitamente mostrato la sua volontà di riposare nella nostra città.
I marinai baresi partirono in missione con tre navi, destinazione Andriake, il porto di Mira, l'odierna Demre turca, si diressero verso la chiesa ove riposavano le spoglie di San Nicola. Fingendosi pellegrini, passarono all'azione, vincendo le resistenze dei monaci e trafugando le reliquie, che presero il largo.
All'altezza di San Giorgio, pochi chilometri a sud di Bari, l'ultima sosta. Era l'alba del 9 maggio 1087, quando alcune barche si avvicinarono all'insenatura apprendendo la notizia e portandola in città. In serata l'ingresso trionfale delle navi in porto, dove la folla festante si assiepava per assistere all'evento più straordinario della sua storia.
Le reliquie furono prese in consegna dall'abate Elia, che si impegnò di custodirle nella chiesa di San Benedetto fino a quando non fosse stata approntata una nuova chiesa dove sorgeva l'antica residenza del catapano bizantino.
Bari è la città di San Nicola, vescovo originario dell'asia minore dove era nato alla fine del III secolo, già in vita fu figura emblematica e trasversale all'interno della cristianità. SI affermo anche nel culto ortodosso e più laicamente nel mondo germanico protestante e addirittura oltre oceano in virtù dello speciale legame con i più piccoli, consacrato dai tanti miracoli in loro favore.
Non tutti sanno dell'antica legenda del vero Babbo Natale, un'uomo anziano, dalla carnagione olivastra, barba e capelli grigi accompagnato da un asino, il vescovo Nicola che si adoperava in favore dei bambini più poveri: una volta, per sfamare gli abitanti più piccoli di una città, pare salpasse con un battello dopo averlo caricato di grano, frutta e verdura. Lui stesso bussò alle porte delle case dove abitavano i bambini poveri, facendo loro dono di quelle prelibatezze.
Da allora San Nicola ritorna ogni anno sulla terra per lasciare un dono a tutti i bambini, parte da Bari, dunque, quel Santa Claus cui l'irriverenza consumistica lo abbia potuto trasformare in un gioviale vecchietto sovrappeso che con la sua slitta e le sue renne partono oggi per convenzione dalla gelida Lapponia, ma Babbo Natale abita in Puglia, la terra in cui Nicola aveva scelto di riposare per sempre.

ALL'ATTENZIONE DI TUTTI, IN MODO PARTICOLARE AGLI AMMINISTRATORI LOCALI DEL NOSTRO TERRITORIOLA FOTOSINTESIMiliardi di a...
28/08/2024

ALL'ATTENZIONE DI TUTTI, IN MODO PARTICOLARE AGLI AMMINISTRATORI LOCALI DEL NOSTRO TERRITORIO

LA FOTOSINTESI

Miliardi di anni fa l'ossigeno era pochissimo, poi alcuni microrganismi impararono a produrne tantissimo, fu una rivoluzione che stravolse la vita terrestre.
E' senza dubbio la più rivoluzionaria invenzione della vita.
Permette di sfruttare una fonte di energia quasi inesauribile, il Sole, per crescere e prosperare.
E' la fotosintesi il processo che ha completamente sconvolto gli ecosistemi, permettendo però la nascita, lo sviluppo e l'evoluzione di milioni di specie che oggi popolano la terra, uomo compreso.
La fotosintesi è un processo molto complesso coinvolge molte molecole che agiscono di concerto. Può essere però riassunto in alcuni passaggi che dimostrano come la luce funge da motore di tutto.
Un fotone di luce colpisce una molecola di clorofilla strappandole un elettrone che aumenta la propria energia. La clorofilla recupera l'elettrone che le manca da una molecola d'acqua, dopo vari processi, ciò che risulta è una molecola di ossigeno liberata nell'aria e l'elettrone eccitato che passa attraverso varie molecole che servono a trasformare l'anidride carbonica in zuccheri per alimentare la cellula.
Le piante verdi sulla terra producono 165 miliardi di tonnellate di ossigeno l'anno, mentre alghe e cianobatteri in mare ne emettono altri 135.
Un'altra conseguenza riguarda l'atmosfera, negli strati più elevati l'ossigeno diventa, sotto l'azione dei raggi solari, ozono, una molecola costituita da tre atomi di ossigeno.
Questo gas, estremamente reattivo, si riforma continuamente e costituisce uno strato che protegge la vita dall'azione dei raggi Uv, così potenti che possono modificare il Dna delle cellule e causare tumori.
Tutto, ma proprio tutto il cibo che mangiamo viene dai vegetali, il plancton che si nutre di microscopiche alghe, i pesci che brucano sul fondo, fino alle pecore, le mucche e i cavalli mangiano vegetali poi a loro volta gli erbivori vengono catturati dai predatori carnivori.
Siamo dipendenti dalle piante verdi e dalle alghe del mare che fanno la fotosintesi, che si rivela, anche ai giorni nostri, il punto centrale di tutta la vita sulla terra.

PIU' VERDE NELLE NOSTRE CITTA' E MARE PULITO E NIENTE SPRECO DI SUOLO AGRICOLO E SALVAGUARDIA DEI POCHI BOSCHI RIMASTI

grazie per l'attenzione

Vito Nardone

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Pippo E Irene Laterza, Mariagiovanna Lon...
28/08/2024

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Pippo E Irene Laterza, Mariagiovanna Longo, Dino Frittoli, Giovanni Fanigliuolo, Patrizia Bianco, Franco Giotta, Angela Caramia, Carlo Pelle, Luigia Bressan, Paolo Bianco, Natasha Slivinska, Gaetano Bitetto, Mario Derobertis, Francesco Lentini, Elisabetta Papanice, Mara Lattarulo, Raffaele Macchiusi, Sandro Soglia, Lorenzo d'Amone, Silvana Laterza, Vincenzo Campanella, Pierino Giotta, Mery Nardone, Marcello Trisolini, Fabio Fusillo, Graziano Montanaro, Nicola Sisto, Giuseppe Troilo, Andrea Casulli, Giuseppe Laera, Jose' Lerario, Dino De Simone, Ida Ladiana

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