18/05/2026
SULLA SCUOLA DI QUINGENTOLE
In relazione alla notizia del probabile ridimensionamento della scuola primaria di Quingentole, il gruppo di minoranza consigliare di “Quingentole Vive” esprime la propria solidarietà e il sostegno alla petizione promossa dai genitori degli alunni e dall’amministrazione comunale.
Consapevoli che la scuola rappresenta il fulcro di una società da un punto di vista educativo, sociale, ricreativo e di crescita complessiva, al contempo affermiamo la necessità di una riflessione di più ampio respiro riguardo alla sopravvivenza delle nostre piccole realtà e, conseguentemente, dei servizi offerti.
Il problema della scuola ha origini lontane in quanto Quingentole, come parecchi altri piccoli paesi del nostro territorio, ha subito un depauperamento dovuto soprattutto all’avvento dell’era industriale con la conseguente progressiva chiusura delle piccole attività agricole cui sono seguite le attività artigianali e commerciali. Ciò ha comportato lo spopolamento del paese e l’emigrazione dei cittadini in cerca di condizioni di vita migliori. Nel dopoguerra i residenti erano circa 3500, ora si arriva a poco più di 1000.
Questo processo è tutt’ora in corso, con forte denatalità, mantenuta sopra lo zero per la nascita di bambini di altre nazionalità, ma rivelatosi comunque insufficiente per mantenere in vita una scuola regolare.
Con la drastica sparizione di imprese locali e non solo, il paese si sta progressivamente depauperando.
Si aggiungano la mancanza di risorse derivanti dal taglio di contributi statali, il nostro comune come tanti piccoli comuni limitrofi, si trova in difficoltà nella gestione ed erogazione di servizi congrui alla comunità. Anche l’istruzione risente di questa problematica, la protesta attuata è legittima e si ripete da anni; già nel lontano 1997 la nostra piazza era gremita di persone, cartelli e movimenti contro lo spauracchio di una possibile chiusura.
Per questo si sarebbero già dovuti mettere in atto negli anni, progetti lungimiranti e di più ampio respiro, quali la promozione di uno sviluppo del territorio per favorire attività lavorative, la messa a disposizione di unità abitative per le giovani famiglie, far divenire Quingentole, che è un gioiellino di paese, maggiormente attrattivo.
Il venir meno di una scuola, determinerebbe sicuramente un impoverimento della nostra comunità, oltre alle difficoltà di carattere pratico elencate nelle motivazioni delle proteste. Ma non dimentichiamo che, oltre alla scuola, esistono servizi indispensabili per tutti i cittadini, anziani, giovani e famiglie, che necessitano di essere mantenuti e potenziati.
Occorre per questo abbattere le barriere campanilistiche ormai superate dai tempi, per pensare all’univocità di un territorio nel suo insieme. Si tratta di intraprendere un processo necessario e indifferibile nella consapevolezza che i processi in corso, prima di tutto l’andamento demografico, l’invecchiamento della popolazione, le prospettive di crescita del bisogno di assistenza sociale, impongono di mettere insieme risorse, sinergie e professionalità per migliorare il futuro della qualità della vita dei nostri cittadini in termini di servizi e welfare.
“Quingentole Vive” crede vivamente in questo progetto e si impegna ad attuare tutte le iniziative atte a perseguire l’obiettivo, non più rinviabile, di costruire proposte di aggregazione tra Comuni contermini perché da soli non si va ormai da nessuna parte. Quindi lo slogan “salviamo la scuola di Quingentole” non deve restare fine a se stesso, ma deve rappresentare un processo più ampio e diventare “salviamo la vita di Quingentole”.