Amici del Teatro "Regina Margherita" di Racalmuto - AG.

Amici del Teatro "Regina Margherita" di Racalmuto - AG. L' obiettivo di questa pagina è quello di fare visitare lo stabile a chi si trova in gita in questi luoghi.

03/09/2026
03/09/2026
28/08/2026

Da LUDUM - Science Center Catania
L’UOMO CHE VOLEVA SPIEGARE LA SICILIA

Il 27 agosto 2009 moriva Santi Correnti, lo storico che dedicò la vita a raccontare una Sicilia diversa da quella cupa e immobile entrata nell’immaginario collettivo.

La Sicilia è terra di grandi scrittori, diretti come un pugno nello stomaco, uomini che raccontarono ciò che vedevano attraverso una prospettiva tutta loro, perché nessuno descrive il mondo com’è, lo descrive come gli appare.
V***a vide i vinti, Pirandello le maschere, Sciascia il potere e l’impostura, Bufalino una luce mescolata alla morte.

Da queste voci immense nacque anche l’immagine di una Sicilia condannata a essere sempre uguale a se stessa.

Molto prima dei luminosi misteri di Camilleri, Correnti provò a contraddire questa visione, a raccontare un’altra Isola, non innocente, ma nemmeno colpevole di tutto.

Nato a Riposto nel 1924, si laureò in Lettere classiche con una tesi su Virgilio interamente in latino, poi in Storia e filosofia, insegnò negli Stati Uniti e nel 1970 istituì all’Università di Catania la prima cattedra italiana di Storia della Sicilia, tenendola fino al 1996. Fondò anche l’Istituto Siciliano di Cultura Regionale e la “Rivista Storica Siciliana”.

Correnti voleva liberare la Sicilia dall’equazione mafia, arretratezza e sconfitta.

Si indignava contro chi la descriveva soltanto attraverso le sue piaghe, compresi Giorgio Bocca, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino.

Il suo entusiasmo, però, qualche volta lo conduceva all’eccesso opposto, quasi vicino a un negazionismo oltranzista.

Nel tentativo di difendere l’Isola, rischiava di perdonarle troppo, come certe madri che, davanti al figlio colto con la pietra in mano, domandano chi abbia provocato il picciriddu.

Mafia, miseria e responsabilità politiche esistevano, ma Correnti temeva che quelle ombre inghiottissero Archimede, i Vespri, l’arte, la lingua e la dignità di un popolo.

Non rimase chiuso nell’università. Negli anni in cui nascevano le televisioni private siciliane capì che quei piccoli schermi, ricevuti da antenne capricciose sui balconi, potevano diventare cattedre popolari. Curò “Alla scoperta di Catania” su Telejonica e “L’Almanacco” su Antenna Sicilia, raccontando storia, proverbi e curiosità, passando dal latino al siciliano con naturalezza.

Prima che la divulgazione diventasse una moda, lui la praticava davanti alle famiglie riunite attorno al televisore.

Scrisse quasi cento libri su storia, folklore, mafia e letteratura. Definì Catania “semprerifiorente”, città capace di rinascere dalle proprie ceneri.

Fu anche consigliere comunale a Riposto, una breve esperienza politica, forse perché con i secoli si discute meglio che con i consiglieri.

Oggi molti suoi libri sono difficili da reperire, diverse opere furono pubblicate da piccole case editrici siciliane poi scomparse.

Sopravvivono nelle biblioteche, nei mercatini e nelle case di chi ebbe la fortuna di comprarle, mentre servirebbero nuove edizioni capaci di conservarle e discuterle.

A diciassette anni dalla sua morte possiamo dirlo: Correnti difese troppo la Sicilia?

Probabilmente sì. La idealizzò? Qualche volta.

Eppure, in una terra abituata a denigrarsi prima ancora che lo facciano gli altri, quell’eccesso d’amore servì a ristabilire l’equilibrio.
La Sicilia non aveva bisogno di essere assolta da tutto, aveva bisogno di essere conosciuta per intero. Santi Correnti dedicò la vita a questo tentativo.

Fonri : Il ricordo di Santi Correnti, studioso dell’Ateneo di Catania – Italiani
Arrivederci, prof. Santi Correnti! – Bollettino d’Ateneo, Università degli Studi di Catania
Santi Correnti, storico e combattente senza spada armato dall’amore per la Sicilia – NewSicilia
Santi Correnti – Pro Loco di Riposto, ripubblicato da Randazzo blog
Santi Correnti – Dizionario biografico e bibliografia, Wikipedia Italia

26/08/2026

Sabato 29 agosto, a Racalmuto, nei locali della Fondazione Sciascia, una serata dedicata a Fernando Cavallaro, scomparso il 26 aprile del 2025. Il suo accurato lavoro ha contribuito alla crescita della Fondazione, assicurandole un assetto normativo che tutela opportunamente lo straordinario patrimonio appartenuto a Leonardo Sciascia, suo amico di sempre. La sua volontà di proteggere l'eredità morale di un amico rimane nello spirito e nella lettera della Fondazione Sciascia come in tanti ricordi legati a Racalmuto e alla campagna della Noce.

Ministero della Cultura Regione Siciliana Regione Siciliana Assessorato dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

11/08/2026

Il cinema palermitano piange Cristiano Daniele Giamporcaro, il giovane regista morto nelle acque di Lampedusa

09/08/2026

L' Antico Copricapo Siciliano chiamato "Mèusa" - Taormina, foto di fine 800'

Mèusa= antico berretto, provvisto di una lunga falda posteriore, portato da pastori e contadini, dalla forma della milza.

Camilleri impiega ‘mèusa’ sia nel significato di ‘milza’ (“interiora di bovino bollite e cosparse di caciocavallo, la cosiddetta mèusa” dal libro Il Cane di Terracotta, 192)

Sia in quello di ‘copricapo’ “Una mèusa (copricapo a forma di milza)”
(dal libro La scomparsa di Pato', 7)
(dal Libro Il cane di Terracotta,192.)

31/07/2026

L'iniziativa promossa dal ministero della Cultura, offre l'ingresso gratuito nei musei, nei parchi e nei luoghi storici.
𝗟𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗹'𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗾𝘂𝗶 👇
https://www.balarm.it/Es06

29/07/2026

LUGLIO 1943 Il Tempio della Concordia di Agrigento protetto da sacchi di sabbia durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Foto Robert Capa

Luglio 1943, gli americani sono sbarcati in Sicilia e Andrea Camilleri è sfollato con la famiglia a Serradifalco. Chiede e ottiene dal comando americano il permesso di tornare a Porto Empedocle per sincerarsi della salute del padre, del quale non ha notizie da due settimane. Percorre molti chilometri in bici, ma alla fine lo sforzo è ripagato da una buona notizia: il padre sta bene.
Tornando a casa, si chiede se la Valle dei Templi, un posto a lui caro, non sia stata devastata dai bombardamenti. E invece è ancora lì. Davanti al Tempio della Concordia vede un soldato americano che scatta fotografie dalle più disparate angolazioni, non è mai contento. Ma poi accade qualcosa. Un rumore fortissimo.
Due aerei, uno tedesco e uno americano, si stanno dando battaglia a bassa quota. Il fotografo, così come Camilleri, si butta a terra e come una mitragliatrice la sua macchina fotografica spara scatti a ripetizione. Quando i due aerei scompaiono, il fotografo scrive il suo nome su un foglio e lo dà a Camilleri, a cui quel nome non dice niente.

Imparerà più tardi chi era quell'uomo: Robert Capa, il più grande fotoreporter di guerra.
Fonte: Meraviglie, di Alberto Angela.

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele, 14
Racalmuto
92020

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