28/08/2026
Da LUDUM - Science Center Catania
L’UOMO CHE VOLEVA SPIEGARE LA SICILIA
Il 27 agosto 2009 moriva Santi Correnti, lo storico che dedicò la vita a raccontare una Sicilia diversa da quella cupa e immobile entrata nell’immaginario collettivo.
La Sicilia è terra di grandi scrittori, diretti come un pugno nello stomaco, uomini che raccontarono ciò che vedevano attraverso una prospettiva tutta loro, perché nessuno descrive il mondo com’è, lo descrive come gli appare.
V***a vide i vinti, Pirandello le maschere, Sciascia il potere e l’impostura, Bufalino una luce mescolata alla morte.
Da queste voci immense nacque anche l’immagine di una Sicilia condannata a essere sempre uguale a se stessa.
Molto prima dei luminosi misteri di Camilleri, Correnti provò a contraddire questa visione, a raccontare un’altra Isola, non innocente, ma nemmeno colpevole di tutto.
Nato a Riposto nel 1924, si laureò in Lettere classiche con una tesi su Virgilio interamente in latino, poi in Storia e filosofia, insegnò negli Stati Uniti e nel 1970 istituì all’Università di Catania la prima cattedra italiana di Storia della Sicilia, tenendola fino al 1996. Fondò anche l’Istituto Siciliano di Cultura Regionale e la “Rivista Storica Siciliana”.
Correnti voleva liberare la Sicilia dall’equazione mafia, arretratezza e sconfitta.
Si indignava contro chi la descriveva soltanto attraverso le sue piaghe, compresi Giorgio Bocca, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino.
Il suo entusiasmo, però, qualche volta lo conduceva all’eccesso opposto, quasi vicino a un negazionismo oltranzista.
Nel tentativo di difendere l’Isola, rischiava di perdonarle troppo, come certe madri che, davanti al figlio colto con la pietra in mano, domandano chi abbia provocato il picciriddu.
Mafia, miseria e responsabilità politiche esistevano, ma Correnti temeva che quelle ombre inghiottissero Archimede, i Vespri, l’arte, la lingua e la dignità di un popolo.
Non rimase chiuso nell’università. Negli anni in cui nascevano le televisioni private siciliane capì che quei piccoli schermi, ricevuti da antenne capricciose sui balconi, potevano diventare cattedre popolari. Curò “Alla scoperta di Catania” su Telejonica e “L’Almanacco” su Antenna Sicilia, raccontando storia, proverbi e curiosità, passando dal latino al siciliano con naturalezza.
Prima che la divulgazione diventasse una moda, lui la praticava davanti alle famiglie riunite attorno al televisore.
Scrisse quasi cento libri su storia, folklore, mafia e letteratura. Definì Catania “semprerifiorente”, città capace di rinascere dalle proprie ceneri.
Fu anche consigliere comunale a Riposto, una breve esperienza politica, forse perché con i secoli si discute meglio che con i consiglieri.
Oggi molti suoi libri sono difficili da reperire, diverse opere furono pubblicate da piccole case editrici siciliane poi scomparse.
Sopravvivono nelle biblioteche, nei mercatini e nelle case di chi ebbe la fortuna di comprarle, mentre servirebbero nuove edizioni capaci di conservarle e discuterle.
A diciassette anni dalla sua morte possiamo dirlo: Correnti difese troppo la Sicilia?
Probabilmente sì. La idealizzò? Qualche volta.
Eppure, in una terra abituata a denigrarsi prima ancora che lo facciano gli altri, quell’eccesso d’amore servì a ristabilire l’equilibrio.
La Sicilia non aveva bisogno di essere assolta da tutto, aveva bisogno di essere conosciuta per intero. Santi Correnti dedicò la vita a questo tentativo.
Fonri : Il ricordo di Santi Correnti, studioso dell’Ateneo di Catania – Italiani
Arrivederci, prof. Santi Correnti! – Bollettino d’Ateneo, Università degli Studi di Catania
Santi Correnti, storico e combattente senza spada armato dall’amore per la Sicilia – NewSicilia
Santi Correnti – Pro Loco di Riposto, ripubblicato da Randazzo blog
Santi Correnti – Dizionario biografico e bibliografia, Wikipedia Italia