07/08/2019
Municipio di Ragusa
Estratto dal Registro delle deliberazioni adottate dal Podestà coi poteri del Consiglio Comunale
Per la riconferma al diritto di Ragusa ad appellarsi città e riconoscimento del suo "Stemma Municipale"
L'anno 1927, (Anno V°) il giorno dieci del mese di Giugno nel Palazzo di Città di Ragusa.
Il Cavaliere Dr. Spadola Salvatore, Podestà del Comune, nominato con R. Decreto del 23.12.1926 assistito da sottoscritto Segretario Capo del Comune.
Considerato che Ragusa è Città antichissima, traendo origini da epoca oltremodo remota, perché corrisponde all'antico e chiaro nome di Hybla Heraea, della quale si hanno tracce sin dall'anno 491 a.C. in cui Ippocrate di Gela, divenuto padrone di Camarina (città vicina, la cui potenza voleva accrescere), l'assediò rimanendovi estinto sotto le sue mura, stendendosi ad est della sponda di questo fiume Irminio e a Ovest fino al principio dell'altipiano, che comprendeva il quartiere di Santa Maria delle Scale, del Carmine e di Santa Veneranda;
Che a confermare come nell'Hybla Heraea, mutatasi poi nel nome di Ragusa l'anno 330 d.C. , fosse identificato l'odierno Comune, sta il fatto che i monti di Ragusa sono proprio i monti allora detti Erei (delle cui fresche acque, abbondanza di alberi e di frutta ne ha lusinghiera-mente descritto Diodoro ed ove più volte passarono e sostarono i Cartaginesi) i quali, allorché sul finire della prima guerra Punica i Romani s'impossessarono degli Stati di Gerone (che possedeva tutta la costa Orientale di Sicilia) rimasero indicati come confini e precisamente quelli preesistenti cioè "I Monti Erei ed il fiume Irminio";
Che, come lo provano i sepolcreti scavati nella roccia, dal lato del mezzogiorno, nella Valle di Vilardo sino ai terreni di Santa Domenica e nella Valle del Gonfalone, deve affermarsi che la detta Hybla Heraea fu una grande città sedente nell'altipiano e nel basso colle e che, durante il periodo dei Siculi, fu la più interessante Città del vastissimo territorio sia per la sua posizione topografica che per l'industre operosità dei suoi abitanti, anzitutto come più agricoltori , ragione per cui esercitò sulle popolazioni contermini una prevalenza ed una egemonia;
E che Ragusa (Hybla Heraea) fosse effettivamente molto ricca e popolosa lo afferma lo stesso scrittore arabo siculo Edrisi nella sua geografia dal Titolo "Sollazza di chi brama di percorrere le regioni" (Vedi Amari M., Storia dei Musulmani III, 811, Biblioteca Arabo Sicula, 1-75): "Ragusa è forte e nobile terra, d'antica Civiltà e di fondazione primitiva, circondata di fiumi e riviere, ricche di macine e di mulini, bella di edifici, larga di Piazze, possiede una ricca pianura con vaste e feraci terre da seminare.
Le scorre a Levante il fiume e sboccando in mare vi fa un bel porto, dove le navi entrano per lasciare e prendere i carichi. Indi avviene che ai mercati ragusani tragga dente da tutti i paesi e da tutte le regioni, altrimenti non avrebbe avuto tanto ardimento da ribellarsi più volte al dominio arabo, che, animata sempre dallo spirito d'indipendenza, mal volentieri sopportava, rimanendone pertanto debellata e subendo le conseguenze della rivolta;
E che, quando l'Edrisi afferma di scorrerle a Levante il fiume il quale sbocca a mare facendovi un bel porto, deve ritenersi che si alluda al fiume Irminio ed alla spiaggia del territorio ragusano cui fa capo Mazzarelli, che allora prendeva nome di Plaga Heraea, ciò che identificava ancora meglio l'ubicazione dell'antica città, come può anche rilevarsi chiaramente da dati migliatici dell'Itinerario dell'Imperatore Antonino e dall'accenno fatto da Silio Italico nel suo poema "Punica" che, immediatamente dopo Camarina , nomina l'audax Hybla;
Che essa, quando i Re di Siracusa pensavano al sorgere di una grande rinata civiltà greco unitaria nel mare di Sicilia e nel Tirreno e nello Ionio, combatté fenici e romani, ma divenne colonia romana; che più volte, con quello spirito d'indipendenza che sempre l'ha animata si ribellava al giogo arabo, ma pur troppo, subiva, con rapine e saccheggi, la stessa sorte che all'isola intera era serbata toccare, cioè di soggiacere alla potenza musulmana;
Considerato che Essa, data in feudo al normanno Goffredo dal Conte Ruggero (1093-1094), fu da questi elevata alla suprema dignità di Contea, godendo molti e speciali privilegi alla pari di altre importanti sicule Città come Siracusa e Catania e Noto; che, fino a poco dopo del Vespro, fu terra demaniale; che, fra tutti i Comuni della Contea, eccelse soprattutto per essere stata centro e sede della gestione comitale e dimora preferita dei Conti e di tutte le famiglie feudatarie, tanto vero che, per la sua importanza, nel 1195 fu visitata dall'imperatore Arrigo di Casa Sveva;
Che, quando e Chiaramonti e Cabrera ed Alvarez, su i quali cadeva prodigo il favore dei Re di Spagna, cavavano denaro e sangue ai figli suoi, seppe scrollare possente i fianchi alla rivolta, e fu allora che perdette il primato della Signoria, perché la Sede della gestione comitale fu trasferita nella vicina Modica; ma, con tutto ciò, continua a conservare il primato morale nella Contea, essendo, come lo Amico scriveva poco prima del 1762, "Paese opulentissimo, ricco di cospicue famiglie r che forma la migliore parte della Contea" (vedi Massa Andrea: La Sicilia in prospettiva, Città e terre esistenti, 292);
Che dopo il famoso terremoto dell'11 gennaio 1693 (nel quale perirono, su 9946 abitanti, 5000 abitanti, caddero il Castello feudale con le quattro torri che lo fiancheggiavano, crollarono i due splendidi templi di San Giorgio in stile gotico con ca****la ornata da 18 statue del Gagini, e di San Giovanni in Stile dorico con ricche pitture ed arredi), la città cominciò ad essere riedificata con vivo fervore (spostandosi un po dal fiume e prolungandosi nell'altipiano ove sono sorti ora altri nuovi quartieri), come rilevasi da ruderi che esistono dall'ultima casa di Ragusa Inferiore (quartiere Ibla), nella riva del fiume, e dalla pregevole Chiesa di Santa Maria delle Scale, il solo edificio bizantino che resistette alla violenza del terremoto e che è il maggiore monumento dell'antichità, ragione per cui l'emblema del Comune è quello, da tempo immemorabile adottato, portante il motto "CREVIT RAGUSIA HYBLAE RUINIS";
Considerato che, dopo il terremoto del 1693, Ragusa subì la divisione in due Comuni (Auspice Almirante di Castiglia Conte di Modica a mezzo del suo Procuratore Generale D. Giovanni Antonio Romeo) come rilevasi dal Decreto di Divisione 17 aprile 1695 e nel quale Ragusa ha sempre l'appellativo di Città, e che poscia, con altro del 10 marzo 1703, fu riunita comprendendovi anche tutto il "nuovo abitato posto sopra il Piano del Carmine fatto e fabbricato dopo i terremoti" disponendo che "niuna persona di qua avanti, di qualunque stato grado e condizione che sia, ardisca o presuma di servirsi di nominare la detta città di Ragusa col distintivo di città vecchia e città nuova, ma doverla nominare col semplice nome di Città di Ragusa;
Che per Decreto 10 dicembre 1865, in seguito ad insistenze degli abitanti di Ragusa Inferiore, tornò ad essere divisa e "la frazione del Comune di Ragusa, denominata Ragusa Inferiore, fu costituita in Comune distinto conservando la stessa sua denominazione di Ragusa Inferiore": anacronismo di quei tempi, che il Governo di S. E. Mussolini ha ora corretto facendone decretare la riunione in unico Comune che appellasi Ragusa, come l'unico nome che ha diritto il poter derivare la sua origine dall'Hybla Heraea, sulle cui rovine sorse e risorse;
Considerato che Ragusa, con alla testa il patriota e cospiratore Nicastro Luciano, dava dal 1848 al 1859 il suo contributo al movimento rivoluzionario e Carbonari e Mazziniani preparavano una nuova coscienza d'italianità e che fu la prima Città della Sicilia che nel 1860 (16-17 maggio) diede il segnale della rivolta innalzando il vessillo tricolore sulla sua chiesa maggiore (San Giovanni Battista)salutato da immenso popolo acclamante all'annessione e che come allora, anche ora, nel novembre del 1919, fu la prima in Sicilia a costituire il Fascio di Combattimento, del quale un manipolo di giovani energie diede la spinta attorno al quale Essa si pose interamente;
Considerato che alle guerre del Risorgimento hanno contribuito i migliori suoi figli, attestando così il largo tributo di sangue dato alla Patria; che nell'impresa dell'Eritrea e nella guerra Libica diede i suoi consensi e prontezze di sacrificio e di aiuto e che nell'ultima guerra (la quarta d'indipendenza)circa 900 giovani esistenze Ferrero olocausto della loro vita ( fra cui la medaglia d'oro Capitano Bocchieri Giovanni), a cui due degni monumenti sono stati innalzati a perenne memoria ed in segno di riconoscenza senza limiti;
Considerato che nel campo assistenziale e di beneficenza Ragusa, oltre alla Congregazione di Ca**tà, ha due Ospedali (Ospedale Giacomo Sammito ed Ospedale Maria Arezzo Paternò), un Monte di Pietà, l'Orfanotrofio di S. Teresa che ricovera orfanelle e le proiette per istruirle e renderle buone cittadine, un Ospizio di Mendicità ed Il Ricovero Moltisanti e Spadafora con lo scopo di ricoverare invalidi vecchi e poveri, un Asilo Infantile G. Battista Marini che accoglie e sostenta bambini poveri cui pure si impartisce la istruzione elementare, un Istituto del Sacro Cuore ove si ricoverano orfanelle e che quanto prima sarà costruito un Nuovo Grande Ospedale intitolato a S.E. Benito Mussolini;
Atteso ché anche nel campo del culto divino Ragusa conferma che i suoi abitanti sono stati d'indole religiosa, perché vi sorgono ben trenta Chiese, di cui le principali: San Giovanni Battista, San Giorgio, Santa Maria delle Scale, Cappuccini, ove si trovano pregevoli quadri del monrealese Pietro Novelli, del Manno, di Fr. Vaccaro , del Querci, di Paolo Vetri allievo del Morelli ect.: pregevoli poi a Santa Maria delle Scale un altorilievo ricavato nella rupe (1538), l'architettura gotica di cui si conservano alcuni archi ed un pulpito di pietra , a San Giorgio la porta maggiore ad altorilievi in legno, e San Giovanni la statua del Santo in pietra nera di Angelo Rocchetti (1513);
Considerato che nel campo dell'istruzione Ragusa possiede scuole elementari complete (N. 74 classi e n. 10 rurali), una R.Scuola Complementare GB Odierna con annessi Corsi Integrativi, un R. Ginnasio Umberto I°, un Collegio di Maria, ebbe pure l'Istituto Magistrale in virtù di legge poi soppresso, due Biblioteche (La Giovanni V***a già affermatasi da parecchio tempo e la Alessandro Manzoni in via d'incremento), oltre a quello dei due comuni riuniti le quali saranno prossime fuse;
Considerato che i progressi nel campo economico sono veramente meritevole di ogni considerazione, tenuto conto soprattutto che Ragusa è stata ed è Centro prettamente agricolo (ed in ciò ha saputo ereditare l'amore che i suoi antichi ed originari Iblei avevano al lavoro ed all'agricoltura) dando annualmente la maggior quantità di frumento e fiorendovi, più che altrove, la pastorizia, per cui si esportano nelle lontane Americhe migliaia di quintali di caci, essendo il suo territorio coltivato a cereali, pascoli, carrubo, ulivo, mandorle, e scarsamente a vigna, e pure a tabacco pesante da fiuto ed alle diverse varietà di tabacco orientale. Che in quanto poi alla produzione delle piante arboree la più importante è quella delle carrube , di cui si esportano forti quantità sia nelle altre regioni che all'Estero e vengono usate tanto come foraggio che per l'estrazione dell'alcool. Che la popolazione bovina si calcola oltre i 30,000 capi grossi e quella equina è salita a 18.000, ciò che denota quanta sia l'attività agricola e zootecnia del territorio;
Considerato poscia che è anche centro essenzialmente minerario (asfalti, bitumi, catrami e derivati) per cui esistono vari Stabilimenti, che denotano la grande attività industriale e la tendenza al loro costante e maggiore sviluppo e difatti, per effetto di tali industrie asfaltifere, Ragusa ha preso oggi un maggiore e più eminente posto fra le Città più trafficate (specie per l'impianto dell'industria dell'estrazione di oli pesanti e lubrificanti creata da una Società Completamente Italiana) e che ora, per il vivo interesse spiegatone dal Governo Nazionale e per la sua elevazione alla dignità di capoluogo di Provincia, è predestinata ad un più notevole sviluppo ed a divenire centro d'industrie e di Commerci;
Atteso ché nel campo del risparmio può affermarsi d'avere raggiunto un indice di notevole progresso, se si considera che i depositi, agli attuali suoi cinque Istituti Bancari ed alle Casse di Risparmio postale, si aggirano attorno ai quaranta milioni di lire;
Considerato ché; se nell'anno 1595 Ragusa contava 8939 abitanti e che nel 1713 (dopo il terremoto del 1693 in cui la città fu distrutta) aveva 8863 abitanti (Come da alcuni dati di statistica demografica si è potuto desumere), costandone oggi circa 60.000 deve rilevarsi che Ragusa Tende a rendersi quanto più popolosa sia possibile e ad espandersi su una maggiore superficie;
Considerato che oggi Ragusa con i suoi nuovi quartieri intersecati da larghe e dritte vie, dagli edifici di costruttura sia pure semplice ma esteticamente ordinata, cui non fan difetto né aria né luce, ha l'aspetto di una città veramente grande;
Considerato che Ragusa ha dato poi i natali a non pochi uomini degni di memoria: Bellio Carlo, dall'ordine di San Francesco, professore di metafisica all'Università di Catania, Siena e Padova ove morì, autore di "De Secundarii intentionem Natura Tractatii" e di "Un dialogo per la Gerusalemme di Torquato Tasso"; Bellio Teodoro, medico, professore di filosofia a Padova , autore dei celebri "Commenti sugli aforismi di Ippocrate"; Odierna G. Battista, astronomo, matematico, naturalista del XVII° secolo (1597-1660), che come aquila sovrasta, gloria eterna del Modicano Stato, ed autore di alcuni Discorsi "Il Nunzio della terra"; "La Nuvola pendente"; "L'Occhio della mosca"; di "Ostento Mirabile delli Cinque Dragoni Aerei"; "Del Nunzio del Secolo Cristallino"; "L'aria Spirante"; Micieli Marquez Giuseppe, istoriografo di Filippo IV° di Spagna; Cavallaro Giovan Domenico, giuriconsaulto; Continua