17/07/2026
A distanza di alcuni mesi dalla conclusione del restauro, dopo una prima esposizione nelle sale della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro di Venezia e, in seguito, della Morgan Library & Museum di New York, la Pietà di Giovanni Bellini viene restituita alla città di Rimini - che la conserva da oltre cinquecento anni -, al pubblico degli specialisti e degli appassionati d'arte.
L'intervento di restauro, eseguito da Lucia Tito (CBC Conservazione Beni Culturali), sotto l'Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, è stato preceduto da un’importante campagna di indagini diagnostiche non invasive.
In occasione del restauro del 1969, ad opera di Ottorino Nonfarmale e Otello Caprara, la tavola su cui era dipinta la Pietà venne rimossa e la pellicola pittorica trasferita su un supporto in vetroresina e alluminio. Quest’ultimo si è rivelato ancora perfettamente coerente rispetto alla superficie del dipinto e il restauro, pertanto, si è concentrato sulla pellicola pittorica; la stessa appariva offuscata da uno spesso strato di vernici ingiallite e ossidate, che impedivano la corretta lettura cromatica dell'opera. Dopo la fase della pulitura sono emersi i segni lasciati da interventi precedenti molto aggressivi, come colature e abrasioni. Le abrasioni, le lacune e, in particolare, la lunga fessurazione al centro sono state stuccate e reintegrate “a tratteggio” con colori ad acquerello, restituendo così continuità visiva al dipinto, pur nel rispetto della riconoscibilità dell'intervento. Il recente restauro conservativo non ha inteso cancellare le tracce del passato, ma ha voluto restituire corretta lettura e armonia cromatica ad un’opera unica, fra i capolavori assoluti di Giovanni Bellini.