Per una Società Aperta

Per una Società Aperta Vogliamo costruire una "società aperta", solidale e responsabile, che garantisca la libertà di scelta di ognuno. Il gruppo è aperto a tutti.

Vogliamo far rinascere il sogno degli Stati Uniti d'Europa per un mondo più giusto, libero e democratico. Il gruppo "per una società aperta" si batte per il federalismo europeo come strumento di libertà e giustizia globale; i temi trattati sono legati alle grandi battaglie civili (fine vita, diritti lgbtqi+, legalizzazione cannabis, diritti civili e democrazia nel mondo), alla necessaria transizio

ne ecologica (pensando che questa vada attuata con i cittadini, con la scienza e con l'impresa) e ad un'impostazione liberale delle relazioni sociali; senza dimenticare la necessità che esistano pari opportunità e giustizia per cementare la coesione sociale delle comunità locali in una logica di "società aperta". Gli aderenti al gruppo vivono e operano a Ravenna e in provincia ma lo sguardo, anche nelle battaglie locali, resta ampio e globale.

23/08/2026
Basta con il negazionismo climatico.
19/08/2026

Basta con il negazionismo climatico.

Di fronte a un’emergenza climatica senza precedenti in tutta Europa, il Governo italiano continua a mantenere un silenzio irresponsabile. La nouvelle vague trumpiana del “drill, baby, drill” e del negazionismo climatico sta paralizzando molti governi, anche europei, che spingono, anziché verso un miglioramento e un aggiornamento delle giustamente ambiziose politiche ambientali, verso il loro abbandono di fatto. Nella cassetta degli attrezzi dei sovranisti anti europei non manca mai l’accusa di idelogismo verso le politiche europee, fondato ormai su, questo sì, una vera e propria ideologia “no green deal”.

Le politiche ambientali del Governo Meloni sono rimaste in un limbo di avversione, se non di contrasto, rispetto a quelle varate in Europa. Il PNACC, il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, rimane sostanzialmente in un cassetto a distanza di due anni e mezzo dalla sua approvazione, mentre lo strumento europeo per ridurre le emissioni di gas serra, il sistema ETS, è stato fortemente criticato dall’Italia, in particolare rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione. Il contributo italiano alla lotta ai cambiamenti climatici, semplicemente, non c’è.

Come se non bastasse, il Fondo Italiano per il Clima voluto da Draghi, che dovrebbe perseguire obiettivi di mitigazione e adattamento nei Paesi emergenti e in via di sviluppo con progetti identificati dal Comitato di Aiuto allo Sviluppo dell’OCSE, ha trasferito il 70 per cento del suo bilancio rotativo – 3 miliardi di euro su 4,4 – al Piano Mattei per l’Africa. La Terza Relazione annuale del Piano ha confermato molte delle perplessità iniziali su progetti di cooperazione che beneficiano pochi ed escludono tanti. Doveva essere lo strumento “paritario e non predatorio” per tenere a bada i flussi migratori irregolari, mentre in realtà puntella una sequenza di autocrati di varia natura e gradazione, dal Marocco all’Algeria, dalla Tunisia all’Egitto, che usano la pressione migratoria come una valvola da aprire e chiudere a loro piacimento. Ceuta docet. L’esigenza di rafforzarne la governance e di migliorare i livelli di trasparenza è stata continuamente ribadita non solo in Parlamento, ma anche recentemente dalla Corte dei conti, con puntuali rilievi sull’efficacia complessiva del Fondo Italiano per il Clima da quando è passato sotto l’ombrello del Piano Mattei.

Investire risorse strutturali per frenare la velocità dei cambiamenti climatici e difendere il nostro territorio, nell’ambito di una strategia che oggi, con tutta evidenza, non c’è, non è più rinviabile. La tattica di affidarsi a mezzi emergenziali e tardivi, in attesa che “adda passà ’a nuttata”, non è più accettabile.

MELONI e FREDERIKSEN SCELGONO DI FARE DEMAGOGIA. (Meloni tafazziana, Frederiksen furbetta)"L'immigrazione in Europa è un...
10/08/2026

MELONI e FREDERIKSEN SCELGONO DI FARE DEMAGOGIA.
(Meloni tafazziana, Frederiksen furbetta)

"L'immigrazione in Europa è una questione seria e di lungo respiro. Meloni e la premier danese Frederiksen, nella loro nota congiunta, optano per la propaganda, partendo da un assunto retorico falso, cioè che a differenza loro ci sarebbe qualche paese europeo fautore dell'immigrazione incontrollata".

"L'interesse danese è chiaro: la Danimarca è un piccolo paese del Nord solo marginalmente interessato dagli arrivi. L'Italia, al contrario, è un paese di primo approdo nel Mediterraneo ed esposto agli arrivi dalla rotta balcanica. Per la Danimarca il trattato di Dublino è una salvezza, per l'Italia una condanna. All'Italia servirebbe una politica migratoria comune in Europa, in cui sia l'Unione a farsi carico dei migranti ovunque approdati, mentre alla Danimarca va benissimo che sia il Paese di primo approdo ad occuparsi degli arrivi e delle emergenze. L'atteggiamento di Meloni, al di fuori dalla propaganda, è tafazziano. E poco conta, per quanto mi riguarda, che si tratti di due leader una di sinistra e una di destra: una, Frederiksen, fa pragmaticamente ed egoisticamente l'interesse del proprio Paese. L'altra, Meloni, va in direzione ostinata e contraria, condannando l'Italia a gestire da sola il fenomeno migratorio.

Sull'immigrazione come sul resto, il sovranismo di Meloni è un boomerang: lo si è visto con l'insulso attacco alla Spagna e ora con l'inflessibilità tedesca che ci rimanda indietro, coerentemente con il trattato di Dublino, i migranti sbarcati in Italia. Solo un'Europa autenticamente federalista potrebbe affrontare il problema migratorio in chiave condivisa, imponendo a ogni paese di fare la propria parte"

Benedetto Della Vedova

05/08/2026

17 morti civili sotto i bombardamenti russi a Kyiv.
Morti perchè non diamo gli intercettori all'Ucraina che sta combattendo per la sua e la nostra libertà.

Il resto sono chiacchiere e furbizie.

04/08/2026

La Russia di Putin spiegata bene.
Non dite che è la guerra, che sono tutti uguali. Questo è, in tutta evidenza, un civile ucraino che vendeva un po' di frutta a Kherson: chi lo guarda, da chissà dove, decide che può essere sacrificato. Non è un errore, un danno collaterale casuale. E' brutalità e basta.

Anche la peggiore guerra ha le sue regole, non per Putin.

Siamo indecisi tra la risposta n.1, la 2, la 3 e la 4...
03/08/2026

Siamo indecisi tra la risposta n.1, la 2, la 3 e la 4...

01/08/2026

Sanchez, Meloni, Vannacci...

3 europei (e italiani) su 4 vogliono l'Europa.Ecco perchè l'Unione Europea deve cambiare.
01/07/2026

3 europei (e italiani) su 4 vogliono l'Europa.

Ecco perchè l'Unione Europea deve cambiare.

La sinistra, da sola, non vincerà mai le elezioni politiche.PER QUESTO RIFORMISTI, RADICALI E LIBERALI, ALTERNATIVI ALLA...
17/06/2026

La sinistra, da sola, non vincerà mai le elezioni politiche.

PER QUESTO RIFORMISTI, RADICALI E LIBERALI, ALTERNATIVI ALLA MELONI, DEVONO PROGETTARE INSIEME I TEMI E LE IDEE PER IL FUTURO DEL PAESE.
POI CON LA "SINISTRA DELLA FOTO" SI DISCUTA LA POSSIBILITA' DI UN PROGETTO DI ALLEANZA PER IL GOVERNO CHE SIA UNA REALE NOVITA' E PROVI A VINCERE.

Benedetto Della Vedova "Per Fratoianni Pd, 5S e Avs al 42%? Se pensano a autosufficienza, auguri" (ANSA)

"La foto di Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni non mi fa un effetto particolare, quello è un perimetro di sinistra che ha una sintonia spiccata su molti temi. Io penso che le forze liberal-democratiche, riformiste, europeiste debbano unirsi in un "polo non terzo", cioè in un'aggregazione che punti a costruire le condizioni per un'alleanza con la sinistra, così che si possa offrire un'alternativa vincente al governo Meloni - Salvini, con Vannacci o senza Vannacci. Ho sentito Fratoianni dire che Pd, 5S e Avs rappresentano il 42%: se la loro strategia è quella dell'autosufficienza, auguri, ce ne faremo una ragione. Io auspico invece che in particolare il Pd di Elly Schlein avverta, come nella tradizione del partito, la necessità di un'alleanza politica e elettorale con le forze liberali e riformiste".

20/05/2026

"in questo paese bisogna morire per essere riconosciuti"...
Emma Bonino

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Ravenna

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