08/02/2016
INCONTRO SULLE TRIVELLAZIONI IN ADRIATICO
Interessante e costruttivo dibattito a Ravenna sulla trasformazione energetica e le estrazioni di gas metano in adriatico .
Si è tenuta sabato pomeriggio una partecipatissima assemblea per l'iniziativa titolata Trivellazioni Economia-Lavoro-Ambiente promossa da diverse associazioni con la collaborazione del Comune di Ravenna (rappresentato dal Vicesindaco Mingozzi e dall'Assessore Libero Asioli) con l'ottima regia di Paola Patuelli.
L'iniziativa è stata molto interessante, sia perché si sono confrontate in termini pacati posizioni diverse sia perché sono emersi dati scientifici di grande importanza e se non oggettivi almeno largamente condivisi e condivisibili.
Dopo l'intervento, peraltro pacato, pro-estrazioni del rappresentante di Assomineraria che ha evidenziato i positivi effetti occupazionali del settore i limitati effetti ambientali, l'intervento sicuramente più organico è stato quello dell'Ing. Bellini che ha spiegato chiaramente e in sintesi le ragioni ecologiche ed economiche per cui oggi per evitare che i cambiamenti climatici già in atto divengano drammatici e irreversibili occorre produrre una radicale trasformazione energetica a livello globale centrata sull'efficienza energetica e le rinnovabili.
Una trasformazione che non solo non ci riporterà alla candela ma ci consentirà una nuova evoluzione tecnologica con vantaggi per lo sviluppo di qualità, il lavoro, la salute e la sostenibilità. ambientale.
Molto interessante anche l'intervento di Mentino Preti che in sintesi afferma: rispetto a una subsidenza naturale di 2/3 mm anno le estrazioni di acqua e gas dal sottosuolo hanno innescato specie in alcune aree accelerazioni insostenibili fino ad alcuni centimetri l'anno costringendo a investimenti enormi per tutelare spiagge e suolo. In particolare i dati del punto di estrazione del Pozzo Angela Angelina di fronte a Lido di Dante confermano il significativo impatto di pozzi di estrazione localizzati vicino alla costa o in zone di interesse ambientale.
A tal proposito Preti afferma che la recentissima decisione del Governo di vietare le ricerche e le nuove estrazioni entro le 12 miglia è giusta e corretta per contrastare subsidenza ed erosione.
Sono poi intervenuti rappresentanti di istituzioni, associazioni ambientaliste, ma anche di imprese e lavoratori con posizioni diverse ma rispettando la regola comune del reciproco e rispettoso ascolto.
Ci vuole un Piano Energetico nuovo e chiaro in Italia orientato ai recenti accordi di Parigi COP 21 e forse anche oltre. Le rinnovabili giocano un ruolo già importante oggi coprendo circa il 20% della produzione energetica, con investimenti e posti di lavoro crescenti, e che potrà divenire decisiva domani ponendosi come obiettivo il 50% con un’azione combinata su risparmio ed efficienza.
Ognuno deve fare la propria parte, pensiamo al Governo ma anche a Società come ENI, ENEL, e addirittura Hera e altre Multiutility che finora sono rimaste troppo ancorate alle energie fossili e che nelle rinnovabili hanno investito pochissimo. Ci riferiamo alle attività produttive che possono migliorare molto la loro efficienza energetica e introdurre gradualmente le rinnovabili. E ci riferiamo ovviamente anche a tutti noi cittadini che contribuiamo tantissimo al consumo delle energie fossili nelle nostre case e con le nostre auto.
Ma è ancora ammissibile nella transizione dei prossimi 10 o 20 anni uno spazio per il metano e anche per una piccola quota di metano italiano?
Forse sì dato che, realisticamente, non si passa dal 20% al 100% in breve tempo e dato che il metano è tra le fonti fossili la meno inquinante, ma in ogni caso alcune condizioni si devono porre:
1. Che sia chiaro per tutti che la scelta centrale è efficienza energetica + rinnovabili, una svolta energetica verso la sostenibilità.
2. Che proprio per questo gli impianti che utilizzano le energie fossili più inquinanti (il carbone in primis) debbono chiudere nell'arco di 3 anni.
3. Che bisogna cominciare a uscire dal monopolio dei motori termici per i trasporti.
4. Che le estrazioni di metano, debbono essere limitate, residuali e comunque assolutamente oltre le 12 miglia.
5. Che situazioni insostenibili come i pozzi sotto costa vanno rimosse con accordi tra le imprese estrattrici e Stato-Regione-EELL.
6. Che tutte le royalties incassate, da stato, regioni ed enti locali siano utilizzate per interventi ambientali veri, utili al territorio a partire dal nostro e in particolare per contrastare subsidenza ed erosione da un lato, tutelare il mare e promuovere le energie pulite.
Siamo certi che i prossimi incontri in Comune di Ravenna potranno dare un grande contributo in questa direzione.