Questione Nazional Popolare

Questione Nazional Popolare politica, storia, socialismo.

23/03/2023

L'avviso pubblico per reclutare «15 esperti ad elevata specializzazione a titolo gratuito» da parte del Ministero dell'Università e della Ricerca e derubricato presto a "errore tecnico" è sintomatico del ruolo che la Pubblica Amministrazione svolge ormai nella fase a capitalismo maturo in cui ci troviamo in Italia.

Scuola, università, ricerca, sanità ma, anche, servizi pubblici comunali e locali si reggono sempre di più grazie al lavoro di precari e personale sottopagato, spesso addirittura senza contratto da anni, come nel noto caso dei tirocinanti in molte regioni del sud Italia.

L'obiettivo politico delle istituzioni sembra quello di normalizzare sempre di più questa situazione, nella quale la Pubblica Amministrazione, esaurite le spinte riformatrici operate sull'onda del movimento operaio nella seconda metà del Novecento, è sempre più alla mercé della logica dei capitali privati e della produzione di interessi e profitto per questi ultimi, sia per quanto riguarda il suo finanziamento sia per quanto riguarda l'offerta dei servizi, spesso oggetto di concessioni, appalti e subappalti nei quali lo sfruttamento prolifera.

Lungi dall’essere un'oasi immune dalle logiche capitaliste, il settore pubblico dello Stato borghese gioca apertamente un ruolo attivo nell'educare i lavoratori a precarietà e sfruttamento, al punto da diventare un terreno di conflitto come gli altri per i proletari.

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22/03/2023

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Ciò che viene escluso nel momento costitutivo della società borghese, la vita generica, farà ritorno, ma in forma alienata nell’idealismo della comunità dei cittadini, che riporterà in vita la separazione originaria nella forma di una molteplicità di esclusioni concrete. L’emancipazione po...

21/03/2023

In Francia il governo Borne, dopo aver evitato solo per un soffio la sfiducia e la bocciatura della riforma delle pensioni, dà il via alla peggior repressione per fermare la rabbia operaia.

La risposta, al moltiplicarsi delle proteste popolari, sono stati centinaia di arresti e feriti in tutto il paese da parte della polizia, con brutali episodi di violenza.
Solo nella capitale francese sono oltre 200 i manifestanti arrestati nella serata di ieri con le forze dell'ordine che continuano anche oggi a colpire con violenza i lavoratori in sciopero nel tentativo di interrompere picchetti e occupazioni.

In tutta Europa aumenta la stretta repressiva dei governi che, in nome della guerra e dell'aumento delle spese militari, portano avanti con sempre maggior fermezza e violenza politiche antipopolari.

L'unica arma per le classi lavoratrici, contro queste manovre, è intensificare la lotta in ogni città e fabbrica, unire le vertenze operaie più combattive sul piano del conflitto di classe e abbandonare la via della concertazione con i governi borghesi, ormai sempre più apertamente guerrafondai e compatti nel colpire i lavoratori in ogni paese.

Solidarietà alla classe operaia francese.
Avanti con la lotta!

21/03/2023

Nella giornata della memoria delle vittime delle mafie la retorica della "legalità" trova largo spazio nel dibattito pubblico. Questa visione, sostenuta soprattutto dalle organizzazioni di matrice religiosa e istituzionale, oltre che dai partiti politici parlamentari, vende l'illusione di una presunta "neutralità" dello Stato borghese nell'affrontare la criminalità organizzata ai tanti che, in buona fede, decidono di impegnarsi nell'attivismo antimafia.

Al contrario, oggi i grandi clan agiscono come grandi soggetti economici su scala locale e internazionale, svolgendo, inoltre, un lavoro di riciclaggio del denaro di provenienza illecita, che viene così immesso all'interno del sistema economico, divenendo funzionale al processo di accumulazione capitalistica. In tutti gli Stati capitalisti, la mafia è quindi parte integrante dell'economia, dei meccanismi del potere politico e, in una certa misura, dello Stato stesso.

Per queste ragioni, la lotta alle mafie in Italia è stata ed è strutturalmente parte della lotta di classe, come insegna l'esperienza di militanti comunisti come Peppino Impastato, Giuseppe Valarioti, Pio La Torre e molti altri.

La lotta della classe operaia per la propria liberazione include in sé la lotta contro la mafia, ma è anche e soprattutto una lotta contro lo Stato borghese.

21/03/2023
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21/03/2023

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Seminario della Igs Italia tenuto venerdì 12 ottobre al Dipartimento di Filosofia, comunicazione e spettacolo di Roma Tre.Relatori: Salvatore Cingari (Gramsc...

03/11/2022

Le dimissioni da assessore di Letizia Moratti certificano il fallimento della sanità lombarda; fallimento del quale sono corresponsabili Fontana, Gallera, Moratti e le giunte precedenti, da Formigoni in poi. Mi auguro che nessuno tra le opposizioni pensi di candidarla. Moratti sputa sul piatto dal quale ha mangiato fino a pochi minuti prima e attacca il governo, ma solo perché le ha preferito Fontana. Privatizzazione e distruzione del servizio pubblico sono state le politiche condotte dalla Moratti, alfiere di una sanità per i ricchi, per chi può pagarsi le prestazioni private.
Per un totale cambiamento di rotta in regione Lombardia, venerdì 4 novembre alle 9,00 all’Arci Bellezza, in via Bellezza 16/a Milano le associazioni aderenti al Coordinamento per il diritto alla salute Dico 32! Presenteranno “proposte per una nuova legge per la sanità lombarda”

01/11/2022

LA SINISTRA BRASILIANA PUNTA TUTTO SULLA SOVRANITÀ.
I COMUNISTI SOSTENGONO LULA E GUARDANO AI BRICS.

“Ripristinare la democrazia, riprendere lo sviluppo, garantire una vita dignitosa alle persone”. È con queste parole che inizia la risoluzione approvata lo scorso 25 marzo 2022 dal Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) in vista delle elezioni presidenziali di ottobre nel grande paese latinoamericano oggi governato dalla destra autoritaria di Jair Bolsonaro. I comunisti ne sono certi, il momento è arrivato: “o il Brasile riprende le strade dello sviluppo sovrano, del progresso sociale o proseguirà in un processo di distruzione della sua base economica, di regresso di civiltà che rende la vita del popolo una vera tragedia”.
L’obiettivo principale del PCdoB è sconfiggere il progetto di Bolsonaro costruendo un fronte ampio, che coinvolga le forze democratiche e patriottiche: “è il momento della Ricostruzione Nazionale, attraverso la riforma e l’elevazione dello Stato nazionale e del recupero dei diritti sociali conquistati e consolidati nella Costituzione del 1988”.
Per fare questo il PCdoB ha sostenuto l’ex-presidente della Repubblica e leader sindacale Luís Inácio Lula da Silva, fondatore del Partito dei Lavoratori (PT) al governo del paese fino al 2016, quando con un golpe istituzionale venne rovesciata la presidente Dilma Roussef.
Lula ha espresso il suo personale “affetto per il PCdoB” e ha osservato come “non sia facile per un partito sopravvivere cento anni, la maggior parte dei quali trascorsi in clandestinità”, menzionando anche le sue esperienze politiche al fianco di importanti dirigenti comunisti brasiliani come João Amazonas, Renato Rabelo, Haroldo Lima e Gustavo Petta e ha accolto con emozione la disponibilità del PCdoB di indicarlo come candidato: “se torno dovrò fare di più e meglio di quanto ho fatto la prima volta”, sottolineando tuttavia le conquiste che i governi guidati da lui e Dilma dal 2003 al 2016 hanno alzato il salario minimo del 74% e promosso “la più grande politica di inclusione sociale che questo Paese abbia mai avuto”.
I comunisti brasiliani come avanguardia patriottica
Il PCdoB – che di questi esecutivi unitari di sinistra faceva parte attivamente – insiste oggi su una parola chiave: “sovranità”! L’asse strutturante per i comunisti brasiliani è infatti “la promozione dello sviluppo sovrano” dando centralità alla “cultura brasiliana” e al “ruolo dello Stato nazionale”, invertendo ad esempio la privatizzazione delle aziende strategiche dell’economia nazionale, come Eltrobras. Sovranità significa insomma aumentare gli investimenti pubblici, procedere alla reindustrializzazione del Paese, dare priorità al mercato interno e superare le disuguaglianze regionali. Ma il PCdoB va oltre: la sovranità deve vigere anche nell’alimentazione, persino nella tecnologia, tanto è vero che è esplicitamente dichiarato nel documento politico che bisogna lottare per “l’aumento della produttività economica basata sulle tecnologie avanzate e l’inserimento autonomo nelle catene del valore globali”. Il Partito guidato dalla senatrice Luciana Santos chiede pure l’abrogazione dei vincoli di bilancio e la riduzione strutturale del tasso di interesse reale, e ribadisce un’altra volta il principio della sovranità nazionale: non solo la valuta e il tasso di cambio deve essere gestita dallo Stato “nell’interesse dello sviluppo nazionale” (e dunque non lasciato in balìa del mercato) ma vanno rafforzate pure le banche pubbliche “nella loro missione di promuovere lo sviluppo nazionale e fornire credito a lungo termine”. Fine anche per l’indipendenza della Banca Centrale: il PCdoB vuole porla sotto “comando statale”.

Meno intellettualismo, più classe operaia!
Non c’è però sviluppo economico senza un adeguato coinvolgimento dei lavoratori, e i comunisti brasiliani lo sanno bene, rivendicando l’aumento del salario minimo, la riduzione dell’orario di lavoro, l’abrogazione delle disposizioni che deregolamentano i contratti e la ricomposizione del “sistema tripartito delle negoziazioni per salvare e rafforzare il ruolo dei sindacati, nonché ricreare il Ministero del Lavoro”. Da questo programma ne trarrà beneficio anche la Centrale dei Lavoratori del Brasile (CTB), la combattiva sigla sindacale fondata dai comunisti nel 2007, il cui presidente Adilson Araújo, ha preso la parola citando Marx ed Engels all’evento per i 100 anni del PCdoB. La leader dell’Unione dei Neri per l’Uguaglianza (UNEGRO) Ângela Guimarães, sempre durante le celebrazioni del Centenario, ha dichiarato che “la rivoluzione sarà compiuta da chi lavora, da chi si guadagna da vivere con il sudore che scende dai loro volti” citando poi il poeta sovietico Vladimir Maiakovski. Ad esaltare l’unità della classe operaia c’erano anche dirigenti operai come il segretario generale di Força Sindical, João Carlos Gonçalves e la leader nazionale del Movimento dei Lavoratori Rurali senza Terra (MST), Marina dos Santos. La sindacalista studentesca Rozana Barroso dirigente dell’UBES, il forte sindacato dei liceali ha pure garantito sostegno al progetto politico unitario di PCdoB e PT. “Saremo uniti nella lotta per sconfiggere l’estrema destra, la fame, la disoccupazione e il progetto di distruzione nazionale” hanno ribadito all’unisono!
Costruire un Brasile che guardi all’Eurasia
A Lula viene chiesto infine, per ottenere il voto dei comunisti, di ritornare a una politica estera favorevole alla “integrazione regionale con Mercosur e Unasur e la cooperazione tra i paesi in via di sviluppo attraverso i BRICS”. In pratica rafforzare i vincoli con la Cina e la Russia. Insomma: mentre la sinistra spinge per allontanarsi da questi due paesi, la sinistra latinoamericana e brasiliana ha scelto di seguire la strada opposta emancipandosi dalla dottrina liberale e dal campo atlantico.

Oggi è fondamentale partire da qui.
30/10/2022

Oggi è fondamentale partire da qui.

22/10/2022

Questione Nazional Popolare ha lo scopo di dialettizzare tutte le proposte socialiste che mirino al recupero del cammino iniziato da Antonio Gramsci, un cammino che riporti al centro le tematiche del rapporto tra Popolo e Nazione.
La pagina è aperta al confronto rispettoso e democratico.
Avanti!

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