La Biblioteca dei Ragazzi e delle Ragazze

La Biblioteca dei Ragazzi e delle Ragazze Promuoviamo la Letteratura di qualità per l'infanzia e l'adolescenza. Libri per lettrici e lettori da 0 a 19 anni. Laboratori, gruppi di lettura, incontri.

Siamo un Presidio Nati per Leggere e uno spazio di lettura che offre anche un servizio di prestito. La Biblioteca dei Ragazzi e delle Ragazze nasce nel 2015 a Reggio Calabria con l’obiettivo di promuovere e diffondere la lettura in tutte le forme possibili, con particolare riferimento alla narrativa per l'infanzia e la gioventù. Svolgiamo laboratori di lettura e creatività, organizziamo eventi art

istico-culturali (festival, mostre, rassegne, fiere) incentrati sulla valorizzazione e la diffusione dell’editoria specializzata e di qualità. Svolgiamo un servizio continuativo di prestito e consultazione di volumi, presso la sala SpazioTeatro in via San Paolo 19/a. Offriamo consulenze di accompagnamento alla lettura consapevole per genitori, educatori, insegnanti, famiglie. Collaboriamo con scuole di ogni ordine e grado, enti pubblici o privati, associazioni e realtà del terzo settore. Nel concreto, qualche esempio di cosa facciamo o abbiamo fatto:

RACCONTAMI UN CASTELLO – nuovi percorsi di narrazione
Un festival interamente dedicato alla narrazione scritta, orale e illustrata. RAGAZZI MEDFEST – FESTIVAL MEDITERRANEO DEI RAGAZZI: TEATRO, LETTERATURA E CINEMA
La Biblioteca dei Ragazzi collabora alla sezione Letteratura del Ragazzi MedFest – Festival Mediterraneo dei Ragazzi di Reggio Calabria, curando letture, incontri con gli autori per scuole e famiglie, laboratori, esposizioni e lo spazio di libera lettura. PAZZI DI STORIE – durante l’anno la Biblioteca organizza cicli di letture tematiche, performance e laboratori per bambin* e ragazz*. LO SCAFFALE ITINERANTE
I nostri libri sono nomadi, itineranti: amano vedere altri luoghi, adattarsi agli spazi, lasciarsi spostare, avere sempre persone nuove attorno. Ogni tanto, alcuni di loro vengono ospitati in un luogo diverso dal solito: luoghi o spazi gestiti da associazioni e realtà con le quali condividiamo valori, visioni, prospettive. Si aprono così cammini nuovi, possibilità.

A cosa servono i papà?È la domanda che Lena si pone intimamente.Lei, il suo papà non lo ha conosciuto. Sono decisamente ...
03/09/2026

A cosa servono i papà?
È la domanda che Lena si pone intimamente.
Lei, il suo papà non lo ha conosciuto.

Sono decisamente incagliata nel bel mezzo dei fiordi e a quanto pare non ne esco.
E neanche voglio, uscirne.

Trille e Lena hanno otto anni e vivono a Martinfranta, una minuscola baia norvegese affacciata sul mare. Sono vicini di casa, compagni di avventure, inseparabili.
Trille vorrebbe sentirsi dire che è il migliore amico di Lena, mentre Lena sembra avere un modo tutto suo — poco incline alle dichiarazioni — di voler bene.

Il loro mondo è fatto di cose semplicissime: il mare, le finestre delle case, una bicicletta, un bob, una barca, gli animali, un nonno disposto a partecipare alle loro imprese e una zia-nonna che prepara waffel a forma di cuore.

I due amici si arrampicano, rischiano, litigano, inventano imprese assurde e prendono decisioni che agli adulti sembrano — comprensibilmente — pessime idee.
Eppure, infine, danno loro fiducia.
La fiducia che permette di provare, sbagliare, immaginare, tornare a casa con un ginocchio sbucciato e trovare qualcuno disposto a esserci.

Una storia che diventa via via più profonda di quanto la sua esuberanza iniziale lasci immaginare.
Maria Parr riesce a parlare diassenza, del bisogno di sentirsi scelti, della paura di perdere le persone che amiamo, del lutto.

E in fondo racconta una cosa molto precisa:
quanto abbiamo bisogno degli altri per diventare grandi.

"Cuori di waffel"
Maria Parr, beisler editore.
Illustrazioni di Bo Gaustad
Traduzione di Alice Tonzig

Lo puoi leggere liberamente o prenderlo in prestito alla Biblioteca di SpazioTeatro.

Sono trascorsi 120 anni dalla pubblicazione di questo libro.Nel 1906, Marta (detta Rina) Faccio scrive "Una donna" e rin...
31/08/2026

Sono trascorsi 120 anni dalla pubblicazione di questo libro.

Nel 1906, Marta (detta Rina) Faccio scrive "Una donna" e rinasce con il nome di Sibilla Aleramo.
Rinasce come persona che desidera, pensa, sceglie e pretende di essere libera.

Aleramo scrive di maternità e matrimonio, di amore e desiderio, di solitudine e corpo. Ma soprattutto scrive della fatica di diventare se stesse quando il mondo ha già deciso chi dovremmo essere.

Ed è qui che sta la sua straordinaria modernità.

Nell'aver avuto il coraggio di mettere in discussione il suo presente. Con scelte che ancora oggi suonano sconvolgenti.

Leggerla permette di fermarsi su una domanda ancora aperta: quanto di noi appartiene davvero a noi?

📖 Una donna, Sibilla Aleramo.

È disponibile in formato ebook per la libera lettura alla Biblioteca dei Ragazzi e delle Ragazze di SpazioTeatro

Ho bisogno del mare perché m'insegna:non so se imparo musica o coscienza:non so se è onda sola o essere profondoo sola r...
30/08/2026

Ho bisogno del mare perché m'insegna:
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o sola roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono addormentato
circolo in qualche modo magnetico
nell'università delle acque.

Non sono solo le conchiglie triturate
come se qualche pianeta tremante
partecipasse lenta morte,
no, dal frammento ricostruisco il giorno,
da una raffica di sale le stallattiti
e da una cucchiaiata il dio immenso.

Ciò che m'insegnò prima lo custodisco !
È aria, vento incessante, acqua e arena.

Sembra poca cosa per l'uomo giovane
che giunse a vivere qui con i suoi incendi,
e tuttavia il battito che saliva
e scendeva al suo abisso,
il freddo dell'azzurro che crepitava,
lo sgretolamento della stella,
il tenero dispiegarsi dell'onda
sperperando neve con schiuma,

il potere quieto, lì, determinato
come un trono di pietra nel profondo,
sostituì il recinto in cui crescevano
ostinata tristezza, oblio accumulato,
e bruscamente cambiò la mia esistenza :
diedi la mia adesione al puro movimento.
"El mar", Una delle poesie più amate, tra quelle di Pablo Neruda (da Memorial de Isla Negra
1964).
La foto è di Gianluca Del Gaiso
Il momento è dei più preziosi

25/08/2026

Il dolore arriva. Non sappiamo quando, non sappiamo come, ma arriva. E quando arriva cambia il paesaggio della nostra vita.

Negli ultimi mesi ho rivisto con i miei figli *Anna dai capelli rossi*, il magnifico anime del 1979 diretto da Isao Takahata, una delle trasposizioni più fedeli e profonde del romanzo di Lucy Maud Montgomery. Takahata sarebbe poi diventato uno dei fondatori dello Studio Ghibli insieme a Hayao Miyazaki. La serie conta cinquanta episodi e ancora oggi colpisce per la capacità di osservare con rispetto e lentezza la crescita di una bambina.

Siamo arrivati alla morte di Matthew.

Una scena sobria. Eppure devastante.

Matthew si accascia.
E muore.

I miei figli sono rimasti in silenzio.
Poi abbiamo parlato.
Abbiamo nominato la morte.
Abbiamo nominato la tristezza.

Abbiamo nominato quella sensazione strana che si prova quando una persona amata non c'è più e, allo stesso tempo, continua a esserci in tutto ciò che ha lasciato. Ci siamo detti che sembra impossibile che possa finire tutto qui. Ci siamo detti che noi crediamo continui, necessariamente. Anche se non possiamo sapere come.

Mi sono chiesta quante storie contemporanee offrano ancora questa possibilità.

Molte produzioni per l'infanzia sembrano aver eliminato la morte dal loro orizzonte narrativo. Al suo posto troviamo una quantità enorme di movimento, scontri, cadute, inseguimenti, battaglie, esplosioni. I personaggi precipitano da altezze impossibili, vengono colpiti, si affrontano continuamente. La violenza è ovunque. Eppure nessuno muore davvero.

Tutto accade e nulla lascia traccia.
Tutto è pericolo e niente è perdita.
È una strana rimozione culturale.

Come se la morte fosse diventata il grande tabù dell'infanzia.

Eppure i bambini conoscono il dolore molto prima di quanto gli adulti immaginino.
Conoscono la separazione.
Conoscono l'assenza.
Conoscono gli animali che invecchiano e muoiono.
Conoscono i nonni che si ammalano.
Conoscono le amicizie che finiscono.
Conoscono la paura.

Le storie servono anche a questo.
Servono a fare esperienza del mondo in una forma abitabile.

Quando leggiamo una storia in cui qualcuno muore, non stiamo insegnando la morte ai bambini.
Stiamo dicendo loro qualcosa di molto diverso: che il dolore esiste e può essere raccontato.

Che la tristezza non è un errore da correggere.
Che si può piangere e continuare a vivere.
Che una perdita non cancella l'amore.
Che la fragilità fa parte dell'esistenza umana.

Le grandi storie per l'infanzia hanno sempre saputo farlo.

E forse è proprio per questo che, a distanza di decenni, Anne continua a parlarci.

E forse è per questo che scrivo proprio questo post, dopo diversi giorni di silenzio.

“Nessuna vita è mai più di nuovo la stessa”, dopo.
Anche la voce e il modo di raccontare può cambiare.
Ed è giusto così.

Per sempre, grazie!Per aver camminato per le strade di New York, esserti fermata davanti a quella vetrina, aver sfogliat...
22/08/2026

Per sempre, grazie!
Per aver camminato per le strade di New York, esserti fermata davanti a quella vetrina, aver sfogliato quel libro, averlo portato fin qui.
E poi tutti gli altri. Averli resi possibili.
Grazie.

Per aver detto "All'epoca la letteratura per l'infanzia era una cosa orribile: bambine ricciolute, testi mielosi. Io volevo fare libri prima di tutto belli".
Grazie per averlo fatto davvero.

Quel piccolissimo gesto, a New York, ne ha permessi tanti altri anche per noi che non ti abbiamo mai conosciuta personalmente.

Per sempre, grazie.

16/08/2026

Ciao Annarella.

È un ferragosto triste per la famiglia di SpazioTeatro e per molti in città.

Ieri si è spenta una delle luci più luminose della nostra terra.

Vorremmo poter stringere tra le nostre braccia la mamma Pina Timpani, il papà Walter, così forte da fermare il tempo, per far sì che i loro immancabili sorrisi all’ingresso della nostra Sala possano rimanere intatti, i sorrisi che Anna amplificava e che facevano brillare il mondo intorno a lei.

Ma non so se avremo questa forza.

Aspettiamo di incontrarli di nuovo, presto, e speriamo di svegliarci ancora, invano, da questo brutto sogno.

11/08/2026

Ne seguo molti ma non ne ho mai fatto uno (credo).

Un riepilogo "cosa sto leggendo"

01/08/2026

Agosto

Indirizzo

Sala SpazioTeatro/Via San Paolo 19/a
Reggio Di
89125

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 19:00
Mercoledì 16:30 - 19:00
Venerdì 16:30 - 19:00

Telefono

+393278824099

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