03/09/2026
A cosa servono i papà?
È la domanda che Lena si pone intimamente.
Lei, il suo papà non lo ha conosciuto.
Sono decisamente incagliata nel bel mezzo dei fiordi e a quanto pare non ne esco.
E neanche voglio, uscirne.
Trille e Lena hanno otto anni e vivono a Martinfranta, una minuscola baia norvegese affacciata sul mare. Sono vicini di casa, compagni di avventure, inseparabili.
Trille vorrebbe sentirsi dire che è il migliore amico di Lena, mentre Lena sembra avere un modo tutto suo — poco incline alle dichiarazioni — di voler bene.
Il loro mondo è fatto di cose semplicissime: il mare, le finestre delle case, una bicicletta, un bob, una barca, gli animali, un nonno disposto a partecipare alle loro imprese e una zia-nonna che prepara waffel a forma di cuore.
I due amici si arrampicano, rischiano, litigano, inventano imprese assurde e prendono decisioni che agli adulti sembrano — comprensibilmente — pessime idee.
Eppure, infine, danno loro fiducia.
La fiducia che permette di provare, sbagliare, immaginare, tornare a casa con un ginocchio sbucciato e trovare qualcuno disposto a esserci.
Una storia che diventa via via più profonda di quanto la sua esuberanza iniziale lasci immaginare.
Maria Parr riesce a parlare diassenza, del bisogno di sentirsi scelti, della paura di perdere le persone che amiamo, del lutto.
E in fondo racconta una cosa molto precisa:
quanto abbiamo bisogno degli altri per diventare grandi.
"Cuori di waffel"
Maria Parr, beisler editore.
Illustrazioni di Bo Gaustad
Traduzione di Alice Tonzig
Lo puoi leggere liberamente o prenderlo in prestito alla Biblioteca di SpazioTeatro.