02/09/2026
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È praticamente assurdo leggere, sotto alcuni post, commenti di persone convinte che alle suppletive di Reggio Calabria il Movimento 5 Stelle sostenga il candidato Benedetto esclusivamente per rafforzare il cosiddetto “campo largo” in vista delle prossime elezioni.
𝑴𝑨 𝑫𝑨𝑽𝑽𝑬𝑹𝑶 𝑽𝑶𝑮𝑳𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑹𝑰𝑫𝑼𝑹𝑹𝑬 𝑻𝑼𝑻𝑻𝑶 𝑨 𝑸𝑼𝑬𝑺𝑻𝑶?
Il punto è molto più semplice e, allo stesso tempo, molto più importante: noi non abbiamo alcuna intenzione di contribuire alla riconferma di questo Governo.
Un Governo che, a nostro avviso, ha progressivamente compresso gli spazi di libertà e di partecipazione, mentre milioni di italiani hanno visto peggiorare concretamente le proprie condizioni di vita.
Un Paese nel quale la classe media è stata progressivamente impoverita, il costo della vita continua a pesare sulle famiglie, il carburante raggiunge livelli assurdi e sul fronte del lavoro si continua spesso a raccontare come “nuova occupazione” ciò che, in realtà, deriva anche semplicemente dal trattenere più a lungo le persone al lavoro, spostando in avanti il momento della pensione.
𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐄’ 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐈𝐃𝐄𝐀 𝐃𝐈 𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐎.
E allora sì: il Movimento 5 Stelle deve lavorare per costruire un’alternativa a questo Governo. E se per farlo, in una competizione come quella delle suppletive di Reggio Calabria, è necessario sostenere un candidato che rappresenti un punto di convergenza, lo facciamo con una precisa prospettiva politica: costruire le condizioni perché questo Governo non venga riconfermato.
𝑴𝑨 𝑨𝑻𝑻𝑬𝑵𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬, 𝑵𝑶𝑵 𝑬 ‘𝑼𝑵 𝑨𝑺𝑺𝑬𝑮𝑵𝑶 𝑰𝑵 𝑩𝑰𝑨𝑵𝑪𝑶 𝑨 𝑵𝑬𝑺𝑺𝑼𝑵𝑶!
Il Movimento 5 Stelle ha posto condizioni precise e regole ferree. Prima di tutto, la condivisione di un programma nazionale, costruito sulle reali aspettative e sui bisogni dei cittadini italiani.
Un programma che deve essere il vero metro di misura per chiunque voglia costruire un’alternativa.
Perché la politica non può più essere soltanto la somma di accordi elettorali o di candidature contrapposte. Prima vengono le idee, poi le persone. Prima viene il programma, poi le alleanze.
Ed è proprio questo il punto che spesso sfugge a chi commenta senza conoscere il percorso: il Movimento non sta rinunciando alla propria identità. Sta cercando di costruire, attraverso condizioni precise, una proposta alternativa di Governo.
E forse è proprio questa la cosa che dovremmo discutere: non chi si siede accanto a chi, ma che Paese vogliamo lasciare ai nostri figli.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮: 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗹𝗼.