05/09/2026
L'ombra degli anni '30 sta tornando a oscurare l’Europa e non c’è più un solo secondo da perdere. L’escalation bellica a cui stiamo assistendo non è una possibilità remota, ma un pericolo imminente: quello che è accaduto ieri a Lipsia, e che domani si ripeterà a Lione o in un qualsiasi altro cielo europeo, non è una serie di casualità, ma il classico, collaudato e drammatico prologo che la storia usa per far scoppiare una guerra globale.
Chiunque abbia aperto un libro di storia e studiato le dinamiche che precedettero il secondo conflitto mondiale riconosce gli stessi identici segnali.
Siamo esattamente lì, 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝘂𝗻’𝗮𝘁𝗺𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 '𝟯𝟬: incidenti provocati, provocazioni costanti, corsa sfrenata al riarmo e un'informazione di regime che prepara le masse all'inevitabile.
Non possiamo aspettare che la scintilla esploda definitivamente e che il punto di non ritorno venga superato. Questo governo ci sta trascinando nel baratro, indebitandoci per miliardi per comprare armi che, per pura logica economica e di profitto bellico, prima o poi dovranno essere usate.
Mentre la propaganda sposta l'attenzione su opere galattiche irrealizzabili e i politici si blindano i vitalizi, il territorio e le infrastrutture strategiche italiane vengono svendute e messe a disposizione delle agende geopolitiche di 𝗔𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗜𝘀𝗿𝗮𝗲𝗹𝗲 trasformando il nostro Paese in un bersaglio in prima linea.
Non c'è più tempo per la neutralità o per l'indifferenza dell'italiota medio.
L'unica barriera democratica rimasta per fermare questa f***e corsa verso il disastro e la fame generalizzata 𝐄' 𝐈𝐋 𝐕𝐎𝐓𝐎.
Lo stesso maledetto voto che tanti italiani non hanno esercitato nel 2022, permettendo a questa massa di fascisti antidemocratici, amici dei poteri forti, che favoriscono sempre, piuttosto che il loro popolo.
Dobbiamo andare a votare in massa adesso, nella nostra città per dare un segnale 𝐂𝐄𝐑𝐓𝐎 𝐞 𝐈𝐍𝐂𝐎𝐍𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄, per cacciare al più presto chi ci sta portando alla guerra, riprendendoci il diritto alla pace e al futuro 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐓𝐑𝐎𝐏𝐏𝐎 𝐓𝐀𝐑𝐃𝐈.
Giovanna Roschetti Vedi meno