07/09/2026
BOSCO OSPIZIO, ALLEANZA VERDI E POSSIBILE E AVS:
“CONAD RITIRI LE DENUNCE CONTRO GLI ATTIVISTI. UN PRESIDIO PACIFICO NON SI PUÒ INTIMIDIRE CON STRUMENTI PENALI”
“Chiediamo nuovamente a Conad Centro Nord di ritirare le denunce presentate contro ignoti nei confronti dei manifestanti del presidio di Bosco Ospizio. La protesta di questi mesi è stata una mobilitazione civile, pubblica e pacifica, nata dalla preoccupazione di tante cittadine e cittadini per il destino di un’area verde che, dopo circa vent’anni anni di abbandono, ha visto svilupparsi spontaneamente un patrimonio di biodiversità”.
Lo affermano Paolo Burani e Alessandro Miglioli, rispettivamente esponenti reggiani di Alleanza Verdi e Sinistra in Regione e Verdi e Possibile in consiglio comunale.
“L’archiviazione delle denunce del febbraio 2025 da parte del GIP, che già allora avevamo chiesto di ritirare, restituisce alle proteste portate avanti dagli attivisti negli ultimi anni la corretta dimensione, quella dell’espressione del legittimo dissenso. Proprio per questo una realtà come Conad dovrebbe compiere una scelta di responsabilità: ritirare le nuove denunce e contribuire ad abbassare quello che temiamo possa diventare il livello dello scontro. Le persone che hanno partecipato al presidio hanno messo in campo una forma di protesta pacifica, assumendosi pubblicamente la responsabilità delle proprie azioni: non una mobilitazione clandestina, ma un confronto svolto alla luce del sole, che oggi vede finalmente le due parti vagliare le reciproche posizioni – un confronto che non può avvenire con la spada di Damocle di denunce che pendono sulla testa di una di esse.”
La risposta al dissenso, soprattutto in questa fase, non può essere la denuncia. È questo il punto politico che vogliamo ribadire. Una democrazia solida non considera il conflitto sociale un problema di ordine pubblico da neutralizzare, ma una componente fisiologica della vita democratica – e, quando resta pacifico come nel caso di Bosco Ospizio, una risorsa: è proprio dal confronto tra posizioni diverse che una comunità riesce a ragionare seriamente su questioni urgenti come il cambiamento climatico e la cura del verde urbano. Se una comunità contesta una trasformazione ambientale, la risposta dovrebbe essere il confronto, come avvenuto anche attraverso l’intercessione dell’Amministrazione pochi giorni fa, non l’intimidazione.
La vicenda rende ancora più evidente la nostra contrarietà alla filosofia dei decreti sicurezza del Governo, che AVS continua a contestare per il rischio di comprimere il diritto costituzionale di riunione e di manifestazione del pensiero. Il decreto sicurezza del 2026, convertito in legge ad aprile, ha introdotto tra l’altro sanzioni amministrative sul preavviso delle riunioni.
“Non vogliamo un Paese nel quale, ogni volta che una protesta crea un disagio o mette in discussione un interesse economico, la prima risposta sia una denuncia – concludono –. La vera sicurezza passa anche dalla possibilità di esprimere il dissenso e di proporre alternative, senza essere trasformati automaticamente, da un ente privato, in un problema di ordine pubblico.”