I Tre Tassi del Cristo

I Tre Tassi del Cristo Pagina su temi ambientali e sulla gestione delle piccole cose comuni a Reggio Emilia

Una bella galleria di immagini a prova d'errore.Vi sembra giusto che a pagare siano gli automobilisti?Che si beccano pur...
20/02/2024

Una bella galleria di immagini a prova d'errore.
Vi sembra giusto che a pagare siano gli automobilisti?
Che si beccano pure una multa?

Le tradizioni si rispettano
07/02/2024

Le tradizioni si rispettano

30/08/2023

Ieri i Tre Tassi hanno compiuto 5 anni 🙂

MERCATO COPERTO"Il palazzo storico torna alle sue origini, con una svolta. Un food market di nuova generazione, uno spaz...
21/04/2023

MERCATO COPERTO

"Il palazzo storico torna alle sue origini, con una svolta. Un food market di nuova generazione, uno spazio sempre vivo con un’offerta per tutte le fasce orarie e gusti. Oltre alla continua offerta di sapori unici, lo spazio ospita eventi artistici, ludici e culturali che rendono la galleria un luogo di ritrovo e intrattenimento aperto alla città".

Avete appena letto la presentazione di EAT & MEET tratta dal sito dedicato. Basterebbe questa per chiudere il discorso, ma qualche altra parola va spesa.
Diciamo subito che il nuovo" progetto" rispecchia il peggio che ci si aspettava. In pratica un autogrill pieno di schifezze immangiabili e inguardabili. Chi ricorda il vecchio Mercato non può che piangere, soprattutto pensando a cosa poteva diventare.
Ma 10 anni fa si è deciso di salvare un paio di coop avviate al fallimento e così è nata l'idea di sacrificare uno dei luoghi più caratteristici della città. Poi le coop sono fallite lo stesso e ora il luogo è in concessione per decenni a un ente privato che con placida indifferenza ne fa quel che vuole. Dopo un paio di fallimenti completi, solo ieri si è inagurata la nuova versione, che a occhio avrà vita breve.
Siamo in presenza del classico "non luogo" tanto amato dagli amministratori reggiani ma anche da quelli di tutto il mondo e amatissimo dai creatori di franchising popolari. Questi parlano di eccellenze, di comunità, di rinascita e di centri di aggregazione sociale e culturale, tutte balordaggini tipiche del loro linguaggio e della loro mentalità burocratica e servile, che hanno il solo scopo di permettergli di fare senza progettare, di spendere senza utilità, di rimaneggiare e infine di lasciare terra bruciata ovunque posino lo sguardo.
Dunque il Mercato ha tradito anche le aspettative più basse, mentre il sindaco e la sua piccola corte si parano il fondoschiena dietro a contratti e convenzioni che loro stessi hanno stipulato.
Purtroppo il Mercato non sarà mai più ciò che era e tanto meno ciò che potrebbe essere. Non mancano le idee o i soldi, ma le intenzioni. Il Centro Storico già morente finirà i suoi giorni in un malinconico spegnimento pieno di inutii zone pedonali, di distese per mangiare come se non ci fosse un domani e di vetrine sbarrate. Ogni singola decisione del Comune tende a questo e lo farà per sempre.
I segni premotitori non sono mancati e l'uso compulsivo dei termini "bellezza" e "inclusività" fa da sottofondo alla inevitabile agonia civile della nostra graziosa città.
Ricordiamo che il vero carburante dei nostri luoghi non sono la piccola impresa o al limite il ricordo della Resistenza, sono piuttosto il riciclaggio, le false fatturazioni e la cocaina.
Casi come quello di Bibbiano e dei Servizi Sociali Deviati non nascono dal nulla, ma solo dove tutti si sono impegnati per annientare la vita delle persone in nome dell'affarismo mascherato da sviluppo. Reggio è schiava di Iren, è schiava della mafia, è schiava di una società portoghese che assembla un autogrill in pieno centro storico e lo descrive come un evento magico e felice.
In questo contesto la mafia è un concorrente economico e se dà fastidio è solo perché esige la sua fetta di torta.
Anche questa nuova versione del Mercato Coperto, ora EAT & MEET (incontra e mangia, p***a pu***na) avrà vita breve se non brevissima. Gli amministratori diranno che Reggio non era pronta. Alle imprese che ci sono dietro non importerà nulla e il nostro disastro urbanistico e morale sarà per loro un piccolo inciampo ampiamente messo in conto.
Sia chiaro che noi povere persone comuni non abbiamo scampo.
Benvenuti al Ninja Bar.

04/08/2021

Sul cantiere vandalico in viale Umberto scriveremo ai giornali e per conoscenza alle Istituzioni. A nome I Tre Tassi del Cristo, ma crediamo che la sottoscrizione da parte dei Cittadini sia importante. Il testo potrà subire aggiustamenti ma 8n linea di massima è il seguente. Chi lo firma? Privati e Associazioni; Comitati. Tutti benvenuti.

"Buongiorno, scrivo a nome del Comitato I Tre Tasssi del Cristo, che forse è ricordato per la lunga e in parte perduta battaglia su PIazza del Cristo.
Allora il Comitato contestava la totale eliminazione del verde e dei vecchi tassi, l'incongruità dei percorsi per ipovedenti e l'incomprensibile costruzione di aree sopraelevate delimitate da curve a spigolo.
Grazie ai nostri interventi pubblici e al sostegno di centinaia di cittadini, le lagerstroemie sono state conservate e ora ci regalano splendide fioriture, ma i tassi sono stati malamente trapiantati e sono stati sottoposti a violenze dirette e indirette insostenibili che ne hanno la morte. Come previsto, gli spigoli sono continuamente sbeccati dalle auto e dai bus, oltre a mettere in difficoltà chiunque percorra quei tratti. I percorsi tattili per disabili sono stati più e più volte ritoccati, sempre a lavori ufficialmente conclusi. Avevamo ragione su tutto.

Ora, nel momento in cui scriviamo, in Viale Umberto I° sono in corso i vistosi lavori previsti dal Progetto Estense, notariamente preceduti da accesissime proteste per l'abbattimento di numerosi esemplari arborei, malati e/o ritenuti "incongrui" rispetto al progetto. Il Comune ha tirato diritto senza concessioni e ora sta mostrando senza possiblità di fraintendimenti quanto poco sia interessato agli alberi, al verde e al rispetto delle regole, anche di quelle emanate dal Comune stesso.

A Reggio è ancora vigente il Regolamento del Verde, che IMPONE precise misure per la tutela delle alberature coinvolte in qualsiasi cantiere, pubblico o privato.
Gli alberi devono essere protetti con strutture fisse che ne impediscano il danneggiamento diretto da parte dei mezzi; vige il divieto di depositare materiali pesanti e ingombranti a ridosso dei fusti; si raccomanda di evitare il più possibile il compattamento della terra nelle immediate vicinanze degli esemplari; si vieta lo scavo in prossinità delle radici.
Nel cantiere di Viale Umberto I° nessuna di queste norme viene rispettata. Nessuna.
Le norme contenute nel Regolamente del Verde hanno il preciso scopo di tutelare gli alberi da danni immediati e di preservarli dal decadimento.
Il loro rispetto è un investimento che a fronte di un maggior impegno assicura la salute degli alberi per gli anni a ve**re, limita le patologie e il rischio di cedimenti improvvisi potenzialmente fatali.
Quelle norme sono state emanate dal Comune il quale non si cura di farle rispettare. Il Comune ignora le norme che impone ai cittadini. Questo non è accettabile. In Viale Umberto I° gli alberi non sono protetti ma nudi, i mezzi pesanti lavorano e sono parcheggiati accanto ai fusti, materiali da costruzione e rifiuti vengono ammassati senza riguardo a pochi centimetri dai tronchi, il terreno subisce forti compressioni, scavi molto estesi non risparmiano le radici superficiali e quelle a media profondità. Tutto il cantiere è un vero e proprio attacco all'integrità del viale, alla salute della vegetazione e allla già barcollante credibilità dell'apparato comunale.
Prendiamo atto che l'attendibilità di una Aministrazione così pigra, svogliata e ipocrita è prossima allo zero. Nemmeno il furioso dibattito sugi alberi da tenere e quelli da abbattere ha smosso l'inerzia dei Dirigenti, dei Funzionari, degli Assessori e dei semplici Impiegati, cui il rispetto delle norme dovrebbe stare a cuore se non altro per pura convenienza di parte. E nemmeno ha smosso la sonnacchiosa Polizia Municipale, la Forestale e le Guardie Ecologiche, cui spetterebbe il compito di far rispettare le norme in vigore. Restano i CIttadini, che faranno valere il Diritto con ogni mezzo e con assoluta testardaggine.
Confidiamo nel contributo della Stampa".

LA FATICA DI FAR FINTASabato 12 dicembre la Gazzetta ha pubblicato un lungo intervento del nostro Sindaco Luca Vecchi. D...
15/12/2020

LA FATICA DI FAR FINTA

Sabato 12 dicembre la Gazzetta ha pubblicato un lungo intervento del nostro Sindaco Luca Vecchi. Due pagine f***e di frasi fatte assemblate a caso, senza senso apparente, noiose.
La neo lingua di Vecchi è fatta così, frasi irripetibili che solo lui osa scrivere e pronunciare, da molti anni, con un leggero aggravamento negli ultimi tempi.
Anche se con minor vigore, la neo lingua del Sindaco ha colonizzato i neuroni di tutti i dipendenti comunali, riempie le comunicazioni istituzionali, aleggia tra i gas di scarico sui centri abitati e soprattutto tranquillizza chi la usa.
Con tutto il rispetto possibile, la cautela, la modestia etc, a noi ricorda il gergo dei malavitosi per non farsi capire dagli sbirri.
Dai e dai, a furia di fare congetture e triangolazioni tra parole e eventi, sospettiamo che la lingua del Sindaco non comunichi un c***o all’esterno, ma che dentro, tra gli adepti, esprima la forte rassicurazione che niente cambierà mai.
Ma che fatica, eh?
Mai un pensiero pulito, mai un ragionamento, mai un lasciarsi andare, mai osservare un tramonto o l’erba mossa dal vento. Dal mattino alla sera, 24 su 24. Scommettiamo che i nostri amici di notte attaccano un registratore, per sentire al mattino se per caso hanno parlato come esseri umani. Immaginiamo le mogli e le fidanzate... hai parlato nel sonno, senti cosa hai detto! Cancella subito!

Chiudiamo con un significativo estratto, parole del nostro Luca, che Giunta e Consiglieri di Maggioranza adoreranno: “Ogni grande progetto si nutre ogni giorno delle virtù del dibattito pubblico, della creatività e dello spirito di intra...)

Post un po' da zitella vecchio stampo, ma forse no. Organizzare un mercato, il prima e il dopo, è facile come bere un bi...
13/12/2020

Post un po' da zitella vecchio stampo, ma forse no. Organizzare un mercato, il prima e il dopo, è facile come bere un bicchiere d'acqua, ma chi dovrebbe farlo non ci riesce. La SOLA spiegazione è che lasciando un letamaio si voglia dar lavoro alle coperative che lo puliranno. Se questo è vero per un piccolo mercato (e lo è), sarebbe terribile se anche tutto il resto funzionasse così. Si inquina per risanare, si costruisce per riqualificare, si abbandona per restaurare etc etc. Spaventiamoci, le cose stanno così.

SRADICAMENTO è il titolo di un libretto di circa 50 pagine curato dall'Architetto Corrado Biggi, acquistabile in molte e...
26/11/2020

SRADICAMENTO è il titolo di un libretto di circa 50 pagine curato dall'Architetto Corrado Biggi, acquistabile in molte edicole della città.
SRADICAMENTO è la rassegna commentata degli interventi più brutali subiti da Reggio dal dopoguerra a oggi.
Vedendoli tutti insieme, dalla demolizione dell'Isolato San Rocco fino alla nostra Piazza Roversi, passando per l'inconsulto abbattimento del Casino Diana e innumerevoli altri crimini, si percepisce una spaventosa linearità di intenti, una altrettanto terrificante coerenza dei pretesti e un costante predominio del brutto.
Gli amministratori di 70 anni fa e quelli di oggi soffrono della medesima ossessione, che li spinge a distruggere le RADICI urbanistiche e monumentali della città per far spazio a creazioni senza senso. Il fenomeno riguarda tutt'Italia e forse tutto il mondo, ma Reggio si direbbe all'avanguardia, con una convinzione mista a incoscienza che la resa via via più misera di tutte le città confinanti e perfino dei paeselli.
SRADICAMENTO descrive circa 70 anni di costante e coerente bombardamento urbano, che negli ultimi anni ha subito una drammatica e sembra inarrestabile accelerazione.
Il MOSTRO al posto delle ex Poste, la sconvolgente Piazza della Vittoria, Piazza Gioberti con il suo povero obelisco affogato, la desertificazione e cementificazione dei Chiostri, i piani e gli spigoli creativi e assassini di Piazza Roversi, l'imminente sfregio di Viale Umberto e delle sue fontane...
Niente a che vedere con il progresso e nemmeno con quel che si può intendere per vitalità urbana, ma distruzione pura e semplice in cambio di nulla.
Il discorso sarebbe lungo e meriterebbe altro spazio, ma giureremmo che alla azione vandalica sullo spazio civile fisico debba per forza corrispondere un altrettanto drastico cedimento sociale, entrambi causa e effetto, in un circolo vizioso che temiamo inarrestabile.

Piazza chiarissima, perfettissima e bellissima. Paletti oscuri e di fatto invisibili. Che chiedano scusa ai cittadini, c...
01/11/2020

Piazza chiarissima, perfettissima e bellissima. Paletti oscuri e di fatto invisibili. Che chiedano scusa ai cittadini, che dicano voi avete ragione e noi torto. Forse li perdoneremo.

I vostri spigoli sono un pericolo per la circolazione. Quale parte di questa affermazione non è chiara? Crediamo nessuna...
20/09/2020

I vostri spigoli sono un pericolo per la circolazione. Quale parte di questa affermazione non è chiara? Crediamo nessuna. Eppure dirigenti, sindaco e progettisti non l'hanno capita. E poi dicono che abbiamo un ottimo sistema educativo, ma è chiaro che Loris Malaguzzi si sbagliava. Troppi stimoli confondono.

Indirizzo

Piazza Del Cristo (Via Ariosto)
Reggio Nell Emilia
42121

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