Reagire è un progetto per restituire protagonismo a persone e luoghi marginalizzati. Nasce
dall’idea di voler sperimentare nuove vie per costruire inclusione sociale tramite il design, cercando
di ripensare e riprogettare le interazioni sociali. Il progetto ha preso vita da un percorso di collaborazione tra Maria Naomi Galavotti e Martina
Ranedda, laureande presso la Facoltà di Design e Arte della
Libera Università di Bolzano, l’Atelier
creativo Paradise Street e l’Assessorata alla Sicurezza del Comune di Reggio Emilia. Scopo del progetto è stato quello di co-progettare insieme agli utenti del laboratorio un intervento
urbano, capace di incarnare e di trasmettere alla cittadinanza una tematica delicata
come quella della marginalizzazione sociale. Scopo sotteso del progetto è stato quello di cercare di riattivare le capacità creative intrinseche
agli utenti del laboratorio, al fine di far nascere in loro una nuova consapevolezza di sé e
del loro potenziale, attraverso un lavoro di progettazione strutturato. L’intervento urbano consiste nell’installazione di tre sedute e un leggio. L’installazione cerca
di rappresentare la solitudine nata dell’emarginazione. Le sedute dovrebbero essere posizionate lontane una dall’altra per far provare al fruitore l’esperienza
della solitudine. Esperienza accompagnata dalle frasi leggibili sul prolungamento a
terra della seduta. Il leggio, che contiene la spiegazione del progetto, dovrebbe spiccare
al centro dell’installazione. Gli artefatti sono stati realizzati grazie alla collaborazione delle aziende del territorio:
Ugolotti Eolo snc, Donelli Dimaf, GPM Project srl, Carpenteria Barbieri snc e Red Fox.