13/08/2026
Due parole su PRU Ospizio
Ebbene sì, Conad ha fatto quello che ci si poteva aspettare ed ha fatto partire i lavori in agosto sperando nella distrazione dell’opinione pubblica e nell’assenza di molte persone da Reggio.
Obiettivo mancato, il presidio è forte e l’eco degli eventi si è fatta nazionale.
Come forza politica ci sentiamo profondamente coinvolti nella vicenda, esprimiamo l’unico consigliere di tutto il centro-sinistra che votò favorevolmente alla mozione popolare a difesa del bosco, ormai due anni fa.
La nostra posizione politica col tempo non è cambiata, ed anzi è andata facendosi sempre più radicata nel confronto fra le forze ecologiste, socialiste e municipaliste che da anni ormai convivono all’interno di AVS.
Sappiamo come le isole di calore in cui si trasformano le nostre città progettate nel medioevo si combattano con le aree verdi. Sappiamo che le compensazioni in termini di nuove piantumazioni hanno un loro valore ma che cercare di valutare l’impatto di questo progetto facendo la somma algebrica fra alberi abbattuti e nuovi alberi piantumati non abbia senso. Crediamo anche che le discussioni sulla la definizione tecnico-giuridica di bosco e se quello di Ospizio vi rientri o meno siano di una stupidità clamorosa, scusate ma qualcuno deve pur dirlo.
Per formazione, per percorso di vita e di attivismo, pure per un livello che potremmo definire caratteriale, per noi è naturale schierarci dal lato di chi manifesta, è quello che, come individui, abbiamo sempre fatto, non potrebbe essere altrimenti anche oggi.
Con l’Assemblea di Bosco Ospizio abbiamo dalla fondazione mantenuto un rapporto cordiale, convinti, speriamo reciprocamente, della buona fede con cui si perseguiva ciascuno il proprio percorso con i propri modi di fare politica.
L’unica cosa di cui siamo certi è che le comparsate presenzialiste non fanno parte del nostro modus operandi. Visti i percorsi di ciascuno, la scelta fra apparire (ridicoli) e sostenere in posizione defilata ci è stata semplice. Per il resto quando gli interessi di un privato si scontrano con gli interessi della collettività abbiamo chiaro quali debbano prevalere, ed è sulla base di questa considerazione, che ci pare evidente, che ogni giorno ci posizioniamo.
Il contributo che ci sentiamo di portare alla discussione della comunità reggiana tanto animata di questi giorni, posto che ritardare i lavori e provare a impedirli piazzandosi davanti alle ruspe è già di per sé ovviamente un'azione politica, è di cercare di inquadrare un piano per creare le condizioni legali per cui queste cose non succedano più, e quest’obiettivo può essere raggiunto solo modificando la legge regionale sul consumo di suolo. Una legge che molti dicono scritta male ma che noi pensiamo invece sia stata scritta benissimo, basta aver chiaro che fu scritta avendo come obiettivo quello dell’attrattività economica del territorio, non quello di ridurre il consumo di suolo.
Una legge che garantisce per decenni i “diritti acquisiti” dei privati non è semplicemente più compatibile con la lotta al cambiamento climatico, che va pianificata modificando l’indirizzo che la nostra società dei consumi si era data.
Amministrare una comunità non significa guidare l’autobus su cui si sposta la collettività, ma costruire le rotaie davanti al treno in corsa. Quella legge ci porta verso il precipizio, dobbiamo trasformarla in un binario morto.