Usi-Cit Reggio Emilia

Usi-Cit Reggio Emilia Unione Sindacale Italiana - CIT- Sezione di Reggio Emilia Pagina della sezione reggiana dell'USI - CIT

31/08/2026
10/08/2026

A Reggio gli affaristi immobiliari hanno messo da tempo le mani su un altro terreno da cementificare, come se ce ne fosse bisogno dopo l’abbuffata cementifera dei decenni scorsi.

Uno spazio verde, in un’area altrimenti densamente costruita, che conta alberi ad alto fusto e altra vegetazione spontanea, ed è rifugio ed habitat per tante specie animali. Stiamo parlando naturalmente del Bosco Ospizio, che gli affaristi di Conad, in pieno accordo con il Comune di Reggio, si apprestano a spianare per lasciar posto all’ennesimo supermercato e altre costruzioni. Tutto questo in un momento in cui gli effetti della penuria di spazi verdi e la crescita della cementificazione sono visibili a chiunque, con le nostre città trasformate in fornaci. E che il Comune di Reggio si dia pace: alla favoletta che piantumare qualche centinaio di stecchini in aiuole stradali sia una “compensazione” per gli alberi abbattuti non ci crede nessuno. La questione è solo di affari e profitto per pochi contro il disagio di molti.

In tutta Italia la politica e le amministrazioni di ogni colore blaterano di misure di mitigazione di fronte alla catastrofe climatica in corso per poi fare finta di niente quando entra in gioco la priorità del profitto, per loro più importante della vita. Intanto, alcuni comitati autorganizzati e spontanei, partiti dall’iniziativa di persone che semplicemente non ne possono più dell’ipocrisia di chi di fronte al disastro continua a tagliare alberi, hanno dimostrato che queste lotte si possono anche vincere. Uno fra tanti, il Comitato Besta a Bologna.

Come Federazione Anarchica Reggiana denunciamo questa speculazione immobiliare che vede marciare uniti Conad e Comune, e sosteniamo il Comitato Bosco Ospizio che da tempo si sta opponendo all’operazione e che in questi giorni è in presidio permanente davanti al bosco per impedire alle ruspe di distruggerlo. È solo con le lotte autorganizzate dal basso che si può salvare il nostro futuro.

Federazione Anarchica Reggiana - FAI

01/08/2026

📢Proclamazione sciopero generale contro la guerra.

🔴⚫I'Unione Sindacale Italiana aderisce all'Organizzazione Internazionale ICL-CIT. La ICL-CIT ha lanciato un appello per due giornate di mobilitazione contro il militarismo e contro tutte le guerre.

✊🏻L'USI-CIT accoglie l'appello dell'organizzazione internazionale di cui è parte, condividendone le preoccupazioniper l'attuale situazione globale e per le politiche del governo italiano che non si oppongono alle guerre incorso, quando non le legittimano o perfino le favoriscono.

📆L' USI proclama lo sciopero generale il giorno 30 ottobre 2026 di tutto il personale dipendente pubblico e privato per l'intera giornata

👎🏻Contro:
il militarismo;
l'aumento delle spese militari e della produzione di armamenti;
l'economia di guerra e il conseguente peggioramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori;
l'esportazione di armi, sia come vendita che come sostegno gratuito, in particolare in paesi coinvolti in conflitti;
la militarizzazione della società.

👍🏻Per:
l'azzeramento delle spese militari;
investimento dei risparmi derivanti dall'abbattimento delle spese militari in politiche sociali nell'ambito disanità, scuola, edilizia pubblica e tutto ciò che costituisce lo stato sociale;
il ritiro di tutte le spedizioni militari all'estero;
la smilitarizzazione della società: basta militari nelle scuole e nelle strade.

Per i vigili del fuoco lo sciopero riguarderà solo il primo turno.
Vengono esclusi dalla presente proclamazione i lavoratori e le lavoratrici dei seguenti settori:
Trasporto pubblico locale,
Trasporto aereo,
Trasporto ferroviario,
Trasporto marittimo.

24/07/2026

SABATO 25 LUGLIO PIAZZA FONTANESI, REGGIO
EMILIA ORE 10.00

CONTRO LA STRETTA AUTORITARIA!

La repressione è una costante dell'azione dei governi contro chi pratica l'opposizione sociale. In una situazione di repressione che
possiamo definire sistemica, l'azione del governo Meloni mostra un inasprimento evidente nella continua decretazione repressiva che abbiamo visto in questi ultimi tempi.Il Governo Meloni fa la guerra ai poveri. Fa la guerra a chi lavora.
Taglia sanità, istruzione, trasporti, servizi, per spendere i soldi in guerre, armi e opere inutili, mentre chi protesta viene
bersagliato dai decreti sicurezza che si susseguono inarrestabili e stiamo assistendo ad una vistosa criminalizzazione delle lotte
sociali. Denunciamo pubblicamente la stretta autoritaria del governo che mira a colpire con provvedimenti intimidatori l’opposizione
sociale, mondo del lavoro, giovani e studenti, immigrati e tutte le categorie sociali più vulnerabili attraverso un’esplicita
criminalizzazione del dissenso da parte del governo e dei mezzi di
comunicazione asserviti alle logiche del potere.E’ necessario mobilitarsi per costruire percorsi dal basso che
contrastino questa visione autoritaria della società, per
costruirne una diversa: solidale, internazionalista ed egualitaria.

Area Libertaria - Assemblea del Bosco Ospizio - Extinction
Rebellion

19/07/2026

Il 19 luglio 1936, 90 anni fa, la rivoluzione sociale in Spagna!

Continua sino al 30 luglio l'esposizione al circolo Berneri dei manifesti della rivoluzione. Visite dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19 e su appuntamento al 347 3729676
Circolo Berneri Via Don Minzoni 1/d Reggio Emilia

I MANIFESTI DELLA RIVOLUZIONE
SPAGNA 1936 – 1939

In Spagna nel 1936 ci fu una guerra civile e nello stesso tempo una rivoluzione sociale con pronunciate caratteristiche libertarie. Il 19 luglio 1936 un grande sciopero generale indetto dal sindacato anarcosindacalista CNT e da quello socialista UGT bloccò il golpe dei generali franchisti che volevano rovesciare la Repubblica e imporre una spietata dittatura, come faranno 1939 quando vinceranno la guerra. Dal 1936 in due terzi del territorio spagnolo, in un quadro di dura guerra civile fra fascismo e antifascismo, furono realizzate tante esperienze riconducibili al socialismo libertario. La forte presenza anarchica e
anarcosindacalista riuscì a costruire su larga scala progetti autogestiti, rapporti sociali comunisti, collettività produttive urbane e rurali, pratiche antimilitariste e forme di municipalismo libertario.
A seguito del colpo di Stato militare del 1936, vi fu una grande risposta rivoluzionaria anche dal punto di vista comunicativo e artistico: vennero stampati migliaia di manifesti che innovarono il linguaggio e l’immagine; prima di allora, infatti, i manifesti si limitavano alla pubblicità commerciale di prodotti, annunci
di eventi e, soprattutto, erano privi di illustrazioni. Questi nuovi manifesti nacquero come risposte a specifiche esigenze sociali ed erano l’espressione di un popolo insorgente contro tutte le dittature. I manifesti della CNT e della FAI evidenziavano i valori costruttivi dell’anarchismo a partire da un nuovo socialismo umanitario e libertario e affrontando innumerevoli temi: l’infanzia, le donne, il lavoro, l’istruzione, la cultura, le collettività, i comuni liberi ecc.
La varietà di stili, l’innovazione grafica, la potenza creativa e l’influenza delle avanguardie artistiche dimostrarono che, anche in questo campo, sì verificò una vera e propria rivoluzione, come si può osservare
dai 30 manifesti del periodo presenti in questa mostra.

Gli artisti che realizzarono i manifesti spaziano da illustratori e pittori anonimi fino a personaggi famosi del tempo. La maggior parte di loro dovette andare in esilio dopo la guerra e fece ritorno in Spagna solo dopo
la morte di Francisco Franco nel 1975. Alcuni di questi sono Carles Fontseré (1916-2007), Josep Renau (1907-1982), Eduardo Vicente (1909-1968), Baltasar Lobo (1910-1993), José Bardasano (1910-1999), Enrique Herreros (1903-1977), Vicente Vila (1906-2009), Andrés Martinez de Leon (1895-1978) e Paquita Rubio (1911-2008).

La mostra sarà inaugurata venerdì 15 maggio e chiuderà giovedì 30 luglio.
Apertura mostra: dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19 e su appuntamento al 347 3729676

ARCHIVIO STORICO DELLA FAI REGGIANA

18/07/2026

SOLIDARIETÀ A LABORATORIO AQ16

L’area libertaria di Reggio Emilia esprime solidarietà allo spazio sociale AQ16, sotto attacco da parte dei fascisti che ne chiedono lo sgombero, e che lunedì mattina metteranno in scena una delle loro provocazioni.

Nel loro comunicato i fascisti nominano “privilegi” che il centro sociale avrebbe nei confronti dei commercianti che “pagano le tasse”. Sarebbe comico se non fosse assolutamente strumentale alla narrazione di destra, che mercifica qualsiasi cosa. Ma uno spazio sociale non è commercio, non è a scopo di lucro. Le motivazioni dei fascisti, come sempre, sono pretestuose e servono solo a “indinniare” frustrati e benpensanti per aggregarli al loro carro, carro che i loro referenti al governo fanno marciare spedito verso la società-galera in cui ogni persona è incasellata al proprio posto e l’aggregazione al di fuori degli spazi commerciali è proibita. Non a caso il primo provvedimento liberticida di questo governo è stato contro una forma di aggregazione non commerciale e fuori dal controllo come i rave.

Contro ogni espressione del fascismo,
contro la repressione,
contro la società-galera.

Area Libertaria Reggio Emilia.

28/05/2026

Sciopero generale il 29 maggio. No alle guerre e all'economia di guerra.
Interrompiamo tutti i rapporti con lo Stato di Israele
USI-CIT, CUB, SGB, ADl Varese, SiCOBAS

30/04/2026
28/04/2026

400 PIATTI DI CAPPELLETTI ANTIFASCISTI

Eravamo davvero in tanti e tante ieri in occasione dell’appuntamento annuale costruito dalle Cucine del Popolo come sempre in modo autogestito e privo di qualsiasi “sponsorizzazione”.
Una scadenza dal basso che proponiamo ogni anno, con molte adesioni e collaborazioni, dove è presente un forte spirito di solidarietà abbinato a un preciso indirizzo libertario. Il nostro 25 aprile si è sempre distinto per le sue proposte culturali, oltre che gastronomiche, che vanno ben al di là della retorica istituzionale della Resistenza. Per noi ci deve sempre essere, al centro della giornata, un coerente messaggio (contro il militarismo e le guerre, il razzismo e il nazionalismo sviluppati costantemente dai
poteri, le politiche repressive e antipopolari dei governi), non disgiunto da un preciso richiamo alla giustizia sociale in una prospettiva internazionalista. Dunque, non solo una decisa giornata antifascista, ma anche e soprattutto una giornata antiautoritaria che proietti la memoria storica verso un cambiamento radicale della società. Venendo all’evento, siamo partiti dalla bella comunicazione di Federico Ferretti, Professore dell’Università di Bologna, sulla Spagna libertaria del ‘36-’39, in occasione dei 90 anni degli avvenimenti. Federico ha
spiegato l’importanza dell’esperienza sp****la alla luce della grande presenza dell’anarcosindacalismo e dell’anarchismo (CNT – FAI) che ha saputo realizzare su grande scala un socialismo libertario attraverso forme di autogestione della produzione (collettività) e elementi di autogoverno (municipalismo libertario).
Abbiamo poi pranzato dentro e fuori il teatro di Massenzatico, vista la numerosa partecipazione, mangiando oltre quasi mezzo quintale di cappelletti in brodo, ottimi bolliti accompagnati da salse di campagna, una gustosa zuppa inglese e il menu vegano con risotto con la zucca, verdure alla griglia e dolce al cucchiaio.
Dopo pranzo ci siamo spostati nel centro sociale dove tantissime bambine e bambini hanno giocato tutto il pomeriggio anche con gli asinelli resistenti di Massimo Montanari che hanno fatto divertire anche i genitori.
Alle 20 abbiamo cenato con la famosa pastasciutta del partigiano realizzata per l’occasione dal cuoco pluristellato Joe Scaltriti e il suo staff.
A seguire il gran concerto dei Fat Bones davanti ad un numero pubblico.
Un grazie a tutte e tutti e, in particolar modo, alla cinquantina di volontari e volontarie che hanno reso possibile questa giornata bella e importante. Vi aspettiamo il prossimo anno con grandi novità! Prenotate subito!

CUCINE DEL POPOLO

23/04/2026

Indirizzo

Via Don Minzoni 1/d
Reggio Nell Emilia
42100

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