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09/09/2026
La nostra europarlamentare 🌻 Cristina Guarda all'inaugurazione del Festival dei Distretti Biologici!
25/08/2026

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Europa Verde di Rimini: no alle piscine in spiaggia!
17/08/2026

Europa Verde di Rimini: no alle piscine in spiaggia!

🏝️🌊IL FUTURO DELLA SPIAGGIA SI CHIAMA ADATTAMENTO CLIMATICO

🏖️☀️La variante al Piano dell’Arenile, assunta dal Consiglio comunale il 6 agosto, non è solo una questione tecnica e non può essere ridotta a un sì o no alle piscine. La domanda politica è un’altra: quale modello di turismo e quale idea di spiaggia vogliamo costruire per i prossimi decenni?

🌴🔥Le reazioni delle associazioni ambientaliste, delle realtà civiche e di diverse componenti politiche, anche del campo progressista, dimostrano quanto questa scelta interroghi la città. Rimini non è una località balneare qualunque: è uno dei simboli del turismo italiano e le sue scelte fanno scuola. Proprio per questo abbiamo una responsabilità in più: non inseguire ciò che fanno altre località, ma indicare una strada capace di affrontare il futuro.

☀️💚Europa Verde – Verdi città di Rimini interviene con una posizione chiara e aperta al confronto con l’Amministrazione. Riconosciamo gli elementi positivi del Piano: riduzione delle superfici coperte, più spazi a libera fruizione, maggiore accessibilità e integrazione con il Parco del Mare. Proprio per non contraddire questi obiettivi riteniamo necessario correggere alcuni contenuti della variante.
Estendere alle microaggregazioni piscine e terrazze, insieme agli allestimenti invernali fino a mille metri quadrati, rischia di aumentare l’artificializzazione della costa. Il fatto che non cresca la superficie edificabile complessiva non risolve il problema: sostituire una struttura con una piscina, con impianti, pavimentazioni e spazi di servizio, non restituisce sabbia, suolo permeabile e natura. Gli effetti vanno valutati sull’intero litorale, non come se ogni intervento fosse isolato.
La spiaggia è un ambiente naturale e un bene demaniale, dunque pubblico. La concessione attribuisce il diritto di utilizzarla per un periodo determinato, non la proprietà. È legittimo che gli operatori valutino positivamente le opportunità economiche offerte, ma la soddisfazione dei concessionari non può essere l’unico criterio dell’interesse pubblico. La politica deve tenere insieme impresa, lavoro, libera fruizione, paesaggio e protezione di un ecosistema sempre più fragile.

‼️💸Il rischio non è soltanto paesaggistico: è climatico ed economico.
Lo studio del Joint Research Centre della Commissione europea del 2023, basato su 269 regioni, dimostra che le destinazioni costiere sono particolarmente sensibili al clima. Con un riscaldamento globale di 3 o 4 gradi, le coste dell’Europa meridionale potrebbero perdere quasi il 10% della domanda turistica estiva, a vantaggio del Nord Europa e delle stagioni intermedie.
Questo dato dovrebbe cambiare il modo in cui progettiamo il futuro della Riviera. Continuare a fondare la competitività di Rimini quasi esclusivamente sul sole estivo e sull’aumento dei servizi fisici in spiaggia significa rispondere ai cambiamenti climatici con strumenti del passato. Il clima non è un tema separato dal turismo: è la sua prima infrastruttura economica.
Una spiaggia naturale non è sottratta ai turisti, abbandonata o inaccessibile. Può essere fruibile, curata e dotata di servizi essenziali, con strutture leggere, passerelle accessibili, ombreggiamento naturale e spazi di tranquillità e contatto con il mare. Non è un’utopia né una rinuncia all’economia: è una scelta competitiva. Secondo ENIT, ambiente e sostenibilità influenzano le decisioni di viaggio del 64% dei turisti italiani, percentuale che sale al 71% tra gli under 35. Il turismo cerca natura, autenticità, benessere e qualità del paesaggio. Una duna rinaturalizzata non ostacola la vacanza: può diventare parte dell’esperienza e dell’identità di Rimini.
Rimini ha già investito nel Parco del Mare, nel verde, nella mobilità attiva e nella rigenerazione urbana. Sarebbe una contraddizione ridurre il cemento e aumentare gli alberi sul lungomare, per poi moltiplicare le strutture una volta attraversata la strada. L’innovazione che serve oggi si chiama adattamento climatico: rinaturalizzazione, dune e vegetazione costiera capaci di contrastare erosione e mareggiate, suoli permeabili, ombreggiamento naturale, biodiversità, risparmio idrico ed energetico, accessibilità e più spiaggia libera.

⛱️⛵️La variante è inoltre la piattaforma urbanistica delle future gare per le concessioni balneari: le scelte di oggi condizioneranno il litorale per molti anni. I bandi dovranno premiare non soltanto la capacità di investimento, ma la qualità ambientale, la reale reversibilità delle strutture, la tutela del lavoro, l’accessibilità e la restituzione di spazi alla collettività.

👨🏼‍💼🙋🏻‍♀️Per questo chiediamo che la fase delle osservazioni non sia un passaggio burocratico, ma l’occasione per rivedere l’estensione delle piscine e delle nuove strutture, chiarire la loro integrale rimozione a fine stagione, valutarne i consumi idrici ed energetici e assumere un obiettivo comunale: almeno il 20% di spiaggia libera, riunita per quanto possibile in aree adeguate, curate, accessibili e dotate dei servizi essenziali.
Chiediamo inoltre un tavolo pubblico sull’emergenza climatica e sul futuro della costa, con Amministrazione, Regione, esperti e scienziati, categorie economiche, associazioni ambientaliste, forze politiche e cittadini. Anche gli operatori hanno bisogno di scenari chiari per programmare gli investimenti e difendere il lavoro. Il mare e la spiaggia, però, sono beni comuni e sulle scelte che li trasformeranno tutti devono poter essere informati e ascoltati.
Europa Verde non intende alzare barricate contro l’Amministrazione, ma assumersi fino in fondo la propria responsabilità politica. La proposta è ancora modificabile e questo è il momento di farlo. Innovare non significa riempire ogni spazio disponibile di nuove funzioni: significa capire prima degli altri come cambieranno il clima, il turismo e la vita della città. Rimini può ancora scegliere di essere un modello, ma deve avere il coraggio di guardare davvero avanti.

Europa Verde – Verdi Città di Rimini

Questo caldo non è solo un problema climatico, è anche un problema politico. Carovita, carobollette, carocarburante, bam...
14/08/2026

Questo caldo non è solo un problema climatico, è anche un problema politico.

Carovita, carobollette, carocarburante, bambini chiusi in casa, vacanze costosissime... non tutt3 hanno le stesse possibilità di scappare dalle nostre città roventi. Città che vanno ripensate, attrezzate, decementificate.

Non tutt3 hanno gli stessi strumenti per difendersi dal caldo tropicale. Chi lavora nei cantieri, chi manda avanti servizi essenziali anche ad agosto, chi non può permettersi un climatizzatore o una gita al mare.

La comunità scientifica è chiara, tra pochissimi anni ricorderemo questa estate come una delle più fresche. Allora ribadiamolo ancora una volta:

La crisi climatica è un fatto politico. Politiche sono le azioni che la causano, politiche le decisioni da prendere per frenarla e politiche sono le bugie di chi la nega.

Eppure ci sarà sempre un Gianpirlo che dal suo Yatch sarà pronto a dire che “d’estate ha sempre fatto caldo”.

Come tutti i temi complessi il riscaldamento globale è difficile da capire, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni...
04/08/2026

Come tutti i temi complessi il riscaldamento globale è difficile da capire, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni, che comunque non ci restituiranno questo Pianeta come l'abbiamo ricevuto.
Il caso del Po è particolarmente significativo, dal momento che il grande progetto di rinaturazione, appena concluso, è anche una risposta di adattamento ai cambiamenti climatici, restituendo al fiume una parte degli spazi perduti, della sua libertà di divagare, di mantenere ecosistemi forestali, di allagare le lanche, riducendo i picchi di piena e alimentando meglio le falde.
E' emblematico che un progetto di tale portata abbia trovato tanti ostacoli, tanta ostilità da categorie di parte e così poco sostegno dalla politica. Proprio quello che succede alle tante misure di adattamento, lasciate in fondo alla lista del governo e delle amministrazioni.

Ci troviamo di fronte a una crisi climatica drammatica: il fiume Po è quasi a secco. Io chiedo alla presidente del Consiglio Meloni, come ha fatto quando c’è stata l’alluvione in Emilia-Romagna, di ve**re qui, perché il climafreghismo uccide il futuro delle generazioni che verranno.

Abbiamo bisogno di interventi. Quando i fiumi si prosciugano, si producono danni all’agricoltura e aumentano i costi della frutta, della verdura e del pane. A pagarne le conseguenze sono le famiglie.

Voglio ricordare alla politica nazionale e a chi governa questo Paese che la crisi climatica è in atto, perché, tra ondate di calore, eventi meteorologici estremi, siccità e desertificazione, siamo arrivati a un punto di non ritorno

Angelo Bonelli

28/07/2026

Come Verdi abbiamo trasmesso un corposo documento che mette in evidenza carenze, limiti e insostenibilità del progetto di Herambiente di aumentare la

I cambiamenti climatici e le alluvioni degli ultimi anni ci hanno insegnato una cosa: non possiamo continuare a pianific...
24/07/2026

I cambiamenti climatici e le alluvioni degli ultimi anni ci hanno insegnato una cosa: non possiamo continuare a pianificare il territorio come se nulla fosse cambiato.
Grazie anche al lavoro del gruppo consiliare di AVS, la maggioranza in Regione ha approvato un emendamento di giunta, una modifica alla legge urbanistica che rende più chiari e rigorosi i criteri per l’edificabilità nelle aree interessate dalla pianificazione di bacino, in coerenza con il PAI Po.
Un principio semplice: non aumentare il rischio dove il rischio esiste già. Evitare nuovi insediamenti nelle aree più esposte significa proteggere persone, famiglie e imprese e fare della prevenzione una parte concreta della pianificazione.
Un risultato arrivato anche grazie a chi, fuori dalle istituzioni, ha sollecitato, seguito e tenuto alta l’attenzione su questo percorso: Legambiente Emilia-Romagna APS , CTSAgire, insieme alle altre realtà associative e alle tante persone che, con competenza e attenzione, hanno contribuito in questi mesi al confronto sul territorio.
Noi di Europa Verde crediamo che la sicurezza delle persone e del territorio debba essere un criterio fondamentale di ogni scelta urbanistica. Di fronte a un clima che cambia, preve**re significa anche scegliere con maggiore attenzione dove e come costruire.

Promessa mantenuta! Da oggi l’Emilia-Romagna ha una legge sul fine vita. Da oggi abbiamo un diritto un più!
23/07/2026

Promessa mantenuta! Da oggi l’Emilia-Romagna ha una legge sul fine vita. Da oggi abbiamo un diritto un più!

Nelle periferie, dove spesso si concentrano fragilità sociali e disagio psicologico, servono presidi di cura, mediazione...
20/07/2026

Nelle periferie, dove spesso si concentrano fragilità sociali e disagio psicologico, servono presidi di cura, mediazione e assistenza, non esiti drammatici e violenti.

I Verdi di Bologna condannano fermamente la violenza che a seguito di un intervento delle forze di sicurezza ha portato oggi alla morte di Abderrahim Fakir al quartiere Pilastro.
Chiediamo che venga fatta piena luce sull'accaduto, attraverso un'indagine rapida, trasparente e indipendente.

La sicurezza di una comunità non può tradursi in una logica di militarizzazione o in modelli repressivi che richiamano esperienze come quelle dell'ICE negli Stati Uniti.
Nelle periferie, dove spesso si concentrano fragilità sociali e disagio psicologico, servono presidi di cura, mediazione e assistenza, non esiti drammatici e violenti.

Colpisce ancora di più che tutto questo avvenga in un momento storico così delicato e nei giorni dell'anniversario della mattanza del G8 di Genova del 2001, una ferita ancora aperta nella coscienza democratica del nostro Paese, e alla luce del recente Decreto Sicurezza, che rischia di aprire la strada a un approccio sempre più orientato alla repressione preventiva del dissenso e di tutto ciò che viene percepito come difforme dall'idea di ordine sociale e civico promossa dall'attuale Governo.

Verità, giustizia, proporzionalità nell'uso della forza e tutela dei diritti fondamentali devono restare i principi guida di ogni intervento dello Stato.

I co-portavoce e l'Esecutivo di 'Europa Verde Bologna'

Indirizzo

Via Toscanini, 20
Reggio Nell Emilia

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