07/09/2026
Finalmente, dopo le iniziative di Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, anche una regione guidata dal centro-destra, il Veneto, si è allineata all’opinione che è da anni condivisa dalla stragrande maggioranza della popolazione (𝟕𝟔% 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐮𝐭𝐚𝐧𝐚𝐬𝐢𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 secondo YouTrend).
Il suo Servizio Sanitario dovrà dunque assicurare tempi certi, procedure chiare e forniture adeguate.
Che sia però chiaro a tutti che l’𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐥𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 pretende, in nome di una certa confessione religiosa (𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚), 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐝 𝐚𝐥𝐭𝐫ə 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧ə 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 su ciò che di più intimo si può avere: la propria vita, la sua qualità e la sua eventuale fine. Ma la sacralità è una credenza, il benessere un fatto. 𝐄 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐞𝐧𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.
Inutile soffermarsi sui maldestri argomenti fallaci (come lo spauracchio del pendìo scivoloso) che gli anti-scelta oscurantisti propagandano ormai da decenni. Anche la falsa dicotomia tra cure palliative e l’autodeterminazione del proprio fine vita non è che una scusa e un accanimento contro la dignità.
𝐅𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟓, 𝐏𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 ha fatto dell'eutanasia legale una propria battaglia: abbiamo subito sostenuto la mobilitazione di 𝐌𝐚𝐱 𝐅𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢, storico attivista senigalliese malato di SLA, che divenne la 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟏 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨.
Nel 2019 abbiamo redarguito l’inerzia del governo, che demandava la legiferazione sul tema alla Corte Costituzionale.
𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏, siamo stati sul territorio con l’Associazione Luca Coscioni e abbiamo raccolto 𝟖𝟎𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚𝐜𝐞𝐞 𝐞 𝟒𝟎𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐮𝐦 sull’eutanasia legale.
Dalla campagna elettorale per le 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟓 ad oggi resta tra i nostri principali temi, e abbiamo organizzato varie iniziative e sostenuto la campagna per il 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐒𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨: chiediamo che le giunte e le commissioni smettano immediatamente di rimandarne la discussione!
Ma qual è la situazione nelle 𝐌𝐀𝐑𝐂𝐇𝐄?
Non solo la nostra regione non sembra aver imparato nulla dal primo caso di suicidio medicalmente assistito in Italia, quello di 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢, 𝐝𝐢 𝐒𝐞𝐧𝐢𝐠𝐚𝐥𝐥𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐, ma i partiti di maggioranza hanno rivelato quanto 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐠𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 sul tema.
Dai gruppi di FdI e Udc arrivano accuse scomposte contro una “𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞” verso cui battersi fino alla morte stessa: una riduzione 𝐨𝐟𝐟𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 di situazioni tanto delicate. Crediamo che 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐚, unica padrona della propria esperienza di sofferenza, e i familiari e i medici competenti, imponendo a forza una 𝐩𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐝 𝐞𝐠𝐨𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚.
Rendere il fine vita legale è Possibile. E ormai doveroso.