Possibile

Possibile (=) profilo ufficiale. L’uguaglianza come motore, la diversità come innovazione, l'alternativa per costruire insieme la nostra proposta politica

26/06/2026

L'Italia ripudia la guerra, eppure ci stiamo armando come mai prima.

Ma esiste un'altra strada concreta. Si chiama difesa civile non armata e nonviolenta, ed è una proposta di legge di iniziativa popolare che ha bisogno della tua firma per arrivare in Parlamento.

✒️ Firma su firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008. Servono SPID o CIE. Bastano solo 2 minuti.

Chi continua con il proibizionismo insensato o chi insiste a ignorare la questione scherza con le vite di milioni di per...
26/06/2026

Chi continua con il proibizionismo insensato o chi insiste a ignorare la questione scherza con le vite di milioni di persone. E contribuisce al giro di affari delle mafie, che su questa illegalità fanno i soldi. Un sacco di soldi.

Dopo il tentativo referendario degli anni scorsi, bloccato dalla Corte Costituzionale, oggi in Italia il dibattito è assente o del tutto avulso dalla realtà dei dati, dall’esempio di chi è più avanti di noi e dall’interesse degli individui e della collettività.

Nella giornata contro l'abuso e il traffico illecito di droghe, ribadiamo che la c4nnabis legale è l’opposto della c4nnabis mafiosa, migliorerebbe in qualità e in sicurezza per i consumatori, sarebbe un guadagno per lo Stato.

E ribadiamo che, anche sulle altre sostanze, il modello proibizionista e repressivo ha fatto danni incalcolabili, che potranno essere superati solo seguendo modelli diversi, ad esempio come quello messo in campo dal Portogallo negli ultimi due decenni.

È necessario uno spazio politico serio, per costruire politiche sulle droghe efficaci e umane, fondate su salute, evidenze scientifiche e rispetto della dignità delle persone, superando definitivamente l’approccio repressivo e ideologico che continua a dominare il dibattito nazionale.

Fatti i corpi tuoi 🏖️ Tuttə in spiaggia a Rimini!Il 18 luglio saremo a Rimini per una giornata insieme per creare uno sp...
26/06/2026

Fatti i corpi tuoi 🏖️ Tuttə in spiaggia a Rimini!

Il 18 luglio saremo a Rimini per una giornata insieme per creare uno spazio politico e culturale sulla riappropriazione dello spazio pubblico e della spiaggia, a partire dall'esperienza vissuta dei corpi non conformi.

Dalle 17:00 fino a sera saremo a La Community 27
per parlare, camminare, fare il bagno, mangiare, ballare e riappropriarci della spiaggia.

📍PROGRAMMA
🕦 Ore 17:00
Talk: Estate e corpi non conformi. Come stiamo?

Con:
Francesca Druetti - Segreteria nazionale di Possibile
Giulia Capodieci e Lara Lago - Culona
Sara Magri - psicologa e altri interventi.

🌊 Dalle ore 19:00
Camminata Culona - Riappropriamoci della spiaggia!
Una camminata aperta a tutti i corpi, a tutte le età e a tutti i modi di abitare il proprio corpo.

🏊‍♀️A seguire:
* bagno in mare
* foto di gruppo (per chi lo desidera)
* aperitivo
Vieni in costume, vestita o come ti senti.

L'evento è gratuito e senza limite di numero, ma ci aiuta molto sapere quante persone parteciperanno.
👉Prenotati qui: https://forms.gle/oSwF2DkaJM6PW2u26

Con: Possibile Rimini ed Esagerat3
@ checulona
@ la.seccatrice
@ lara_lake
@ lacommunity27
@ saramagripsi
@ alessandra_di_byalis
Francesca Druetti
@ fabiana_jpeg

Possibile Esagerat3 è il gruppo di lavoro transfemminista di Possibile. Scopri la nostra campagna VOGLIAMO TUTTO
https://www.possibile.com/esagerat3/

Culona trasforma l'insulto in inno, promuovendo rispetto, inclusione e discussioni sui corpi non conformi, per riappropriarsi del linguaggio e della non-conformità celebrando tutti i corpi.

La Community 27 è una spiaggia accogliente, che garantisce una comoda accessibilità a tutte le persone, con attrezzature adeguate e servizi su misura. È stato il primo stabilimento balneare LGBTQIA+ d'Italia.

Ci vediamo a Rimini.
Perché la spiaggia è anche nostra. 💜

26/06/2026

“Cosa possiamo fare per fermare la violenza di genere sulle donne?”.

Non con il complesso dell’eroe, non dicendo “io non toccherei le donne neanche con un fiore”, non occupando gli spazi in cui si parla di violenza di genere. Ma, per esempio, parlando con i propri amici uomini, invece di guardare dall’altra parte.

Lo dice bene Daniel Sloss in questo pezzo del suo spettacolo.

Fuori dalla finestra grandinano arance. Non è bastata l’invasione dell’Ucraina, lo Stretto di Hormuz, ora la canicola: p...
26/06/2026

Fuori dalla finestra grandinano arance. Non è bastata l’invasione dell’Ucraina, lo Stretto di Hormuz, ora la canicola: per riportare la questione climatica in agenda devono piovere rane o invaderci le locuste?

Ci difendiamo da molti nemici, spesso inventati o creati alla bisogna, e non combattiamo il nostro peggior nemico, cioè noi stessi, il modello di sviluppo e chi lo determina e governa?

Come già si diceva per Trump, la destra gioca sulla paura e funziona. Ma la paura di non sopravvivere o di estinguerci o di doverci adattare a crisi climatiche sempre più gravi non è abbastanza paurosa? E perché dovremmo continuare a votare chi nega l’emergenza climatica o la banalizza e la pospone a tutto il resto?

Siamo certi che ci sarà un momentaneo risveglio, perché fa caldo e si soffre e le persone muoiono. Un po’ come il caporalato, di cui si parla solo nei giorni successivi a una tragedia, per poi continuare come prima o peggio. Qualcuno tornerà presto a fare battute sul rombo dei motori e sullo scappamento, altri agiteranno soluzioni taumaturgiche, facendoci perdere altro tempo prezioso. E intanto le cose peggioreranno. Anche le riforme non bastano più.

Non ho altro da aggiungere, se non che queste cose le dico da più di dieci anni e mi sento un po’ così. Quando eravamo in Lombardia, tra il 2005 e il 2010, con Carlo Monguzzi – che ci ha lasciato pochi giorni fa – ci definivamo “insostenibili” e chiedevamo interventi per la rivoluzione ecologica e per la scelta del lavoro verde come assoluta priorità.

L’invito implicito è ad adattarsi, lo sappiamo bene, forse perché non è un’apocalisse come quelle dei film, con la gente che scappa per le strade e i governi che costruiscono i bunker. Ma la verità è che non è nemmeno così tanto graduale e che in questi pochi anni le cose sono precipitate. Non bastano le arance, servono i meteoriti?

Giuseppe Civati per Ossigeno

Domani   agli Orti Casa di Quartiere L. Spallanzani di   (Via Arturo Toscanini 20) si terrà Visione Comune, una giornata...
26/06/2026

Domani agli Orti Casa di Quartiere L. Spallanzani di (Via Arturo Toscanini 20) si terrà Visione Comune, una giornata di conoscenza, confronto, partecipazione e festa, organizzata da AVS Emilia-Romagna.

Alle 10.25 è previsto l'intervento della nostra Segretaria Nazionale Francesca Druetti, insieme alla vicesindaca di Bologna Emily Clancy.

Ti invitiamo a partecipare!

26/06/2026

Ci scrivono: “Ciao Possibile, eccomi qui a raccontarvi un po’ di colloqui di lavoro in ambito grafico: il primo, mi si richiedeva di fare orari di ufficio part-time rigorosamente in presenza (per un lavoro fattibilissimo da remoto) ma con disponibilità nel weekend o anche di notte nel caso il cliente abbia bisogno. Alla mia richiesta di tipo di contratto e stipendio mi è stato detto che non lo dicono. In seguito ho scoperto da altre persone che venivano proposti €400 mensili. Secondo colloquio: mi propongono dagli 800 ai 1000 euro mensili ma era un full. Al mio far presente che sarebbe stato un secondo lavoro (perché con quella cifra non arriverei a fine mese), hanno chiuso in fretta la chiamata. Quindi non solo devi essere sottopagat* ma devi stare anche sotto il loro monopolio.”

Fin dal momento dei colloqui, il sistema lavorativo italiano dimostra problematiche con le retribuzioni, sintomo di un Paese in cui lo sfruttamento è ormai totalmente normalizzato.

Serve il salario minimo, subito.

25/06/2026

Quarantadue anni dopo la morte di Michel Foucault, ricordiamo le sue parole sul carcere.

C'è un gioco di prestigio in atto sui diritti delle persone con disabilità.Il governo toglie una parola offensiva dalla ...
25/06/2026

C'è un gioco di prestigio in atto sui diritti delle persone con disabilità.

Il governo toglie una parola offensiva dalla Costituzione. Tutti felici, giustamente. Ma nella stessa mossa, in silenzio, riscrive qualcosa di molto più importante. E in poch* se ne sono accort*.

Proviamo a svelare il trucco, in modo semplice.
La Costituzione italiana contiene ancora la parola "minorati". È un termine degli anni Cinquanta, oggi offensivo e superato. Cambiarla era necessario e nessuno lo mette in discussione.

Il problema è cosa ci hanno poi aggiunto.
Il Ministero ha aggiunto all'articolo 38 della Costituzione una frase: lo Stato garantisce alle persone con disabilità il diritto "all'autonomia, all'inserimento sociale e professionale e alla partecipazione alla vita della comunità".
Sembra un passo avanti. Ma due parole in quella frase aprono un problema serio.

La prima è "inserimento". Inserire qualcuno significa fare uno spazio in un sistema che resta com'è. È il modello degli anni Sessanta: la persona si adatta, il mondo no. Nei diritti moderni si parla invece di inclusione: è la società che deve rimuovere gli ostacoli, non la persona che deve arrangiarsi a scavalcarli.

La seconda è "autonomia". Non è sbagliata in sé. Ma garantire l'autonomia senza garantire l'accessibilità è come dire a una persona in carrozzina che ha il diritto di entrare in un edificio pieno di scalini.

Nel testo approvato non compare da nessuna parte l'obbligo per lo Stato di rimuovere le barriere. Fisiche, digitali, culturali ecc. L'opposizione aveva proposto una formulazione alternativa, che diceva esplicitamente che "la Repubblica rimuove gli ostacoli e ogni forma di discriminazione". È stata respinta.

Senza quell'obbligo scritto in Costituzione, lo Stato può garantire i diritti sulla carta senza dover toccare una rampa, un ascensore, un sito web.

Nel 2024 l'Italia ha approvato una riforma della disabilità che recepisce le indicazioni dell'OMS e del trattato internazionale dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità. Quella riforma dice chiaramente che la disabilità non è una caratteristica della persona: è il risultato dell'incontro tra una persona e le barriere che trova nel suo ambiente. Rimuovere quelle barriere è un obbligo pubblico.

Abbiamo quindi una legge ordinaria che usa il linguaggio dei diritti del 2024 e una riforma costituzionale che usa quello degli anni Sessanta.

E nella gerarchia delle norme, la Costituzione viene prima. Il testo costituzionale diventa il parametro entro cui le leggi ordinarie vengono interpretate. Se la Costituzione non menziona l'obbligo di rimuovere le barriere, quel silenzio avrà conseguenze concrete sui diritti futuri.
Questa riforma era un obbligo del PNRR: una condizione per ricevere i fondi europei, non una scelta. Il governo se ne è intestato il merito. E nonostante questo ne ha già posticipato l'attuazione, ridotto la portata sperimentale, e i primi dati mostrano che le domande di accesso sono calate del 13%.

Mentre rallentava quella riforma ordinaria, lo stesso governo lavorava a questa modifica della Costituzione, con il linguaggio che abbiamo visto.

Il risultato finale è questo: il governo con una mano attua una riforma dei diritti e con l'altra scrive nella legge più alta dello Stato una grammatica che rischia di limitare proprio quei diritti.

25/06/2026

Indirizzo

Via Guasco 6
Reggio Nell Emilia
42121

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