21/09/2026
No, non ci siamo..
AL COMUNE DI RHO
Al Sindaco
Dott. Andrea Orlandi
e p.c.
Al Presidente del Consiglio Comunale
Alla Giunta Comunale
Ai Consiglieri Comunali
OGGETTO
Riscontro alla nota prot. n. 60077 dell’11.09.2026 – Petizione popolare prot. n. 53687/2026 – nuovi Data Center, responsabilità comunali, connessioni Terna ed effetti cumulativi
Egregio Signor Sindaco,
👉 in riferimento alla Sua nota dell’11 settembre 2026, prendiamo positivamente atto delle aperture dell’Amministrazione sulla tutela della salute e dell’ambiente, sulla necessità di considerare gli effetti cumulativi dei Data Center, sulla trasparenza, sul monitoraggio e sul recupero del calore.
Riteniamo tuttavia necessario approfondire alcuni aspetti della Sua risposta, soprattutto alla luce dei nuovi elementi intervenuti dalla presentazione della nostra petizione.
La petizione chiedeva infatti che eventuali nuovi insediamenti nel Rhodense fossero valutati tenendo conto degli effetti cumulativi e della capacità residua energetica, ambientale e infrastrutturale del territorio.
👉 Il quadro è già cambiato
Alla realtà già oggetto della petizione si è aggiunto il Piano Attuativo ATU4 – Corso Europa/Via Moscova, adottato dalla Giunta comunale il 6 agosto 2026, nella stessa data di protocollo della nostra petizione.
Sono inoltre emerse informazioni relative a una possibile ulteriore proposta di Data Center nell’area di via della Mosa, rispetto alla quale chiediamo al Comune di chiarire formalmente se siano già pervenute istanze, richieste preliminari o interlocuzioni e quali siano le caratteristiche eventualmente già note.
Non siamo quindi più di fronte alla valutazione di un singolo impianto, ma alla possibile concentrazione di più Data Center e delle relative infrastrutture energetiche sul medesimo territorio.
👉Il Comune non è un semplice spettatore
Comprendiamo che competenze importanti appartengano a Regione, Ministero, ATS, ARPA e Terna, ma ciò non significa che il Comune sia privo di responsabilità.
È la stessa Sua risposta a ricordare il ruolo del Sindaco quale autorità sanitaria locale e il dovere dell’Amministrazione di non ignorare eventuali profili di rischio per la popolazione.
Un esempio concreto è rappresentato dalle decisioni assunte dal Consiglio comunale il 17 giugno 2026, nell’ambito della variante urbanistica riguardante anche la disciplina dei Data Center.
In quella sede non è stata recepita l’osservazione di ATS che proponeva una distanza di 3 km tra gli insediamenti.
Non sosteniamo che ogni indicazione di ATS debba essere automaticamente accolta, ma riteniamo necessario conoscere le motivazioni tecniche e urbanistiche che hanno portato a non recepire tale indicazione e quali eventuali misure alternative siano state considerate adeguate.
La questione assume oggi maggiore rilevanza alla luce dell’ATU4 e delle informazioni relative a una possibile ulteriore iniziativa in via della Mosa.
👉Chiediamo pertanto se, di fronte a una crescente concentrazione di Data Center, l’Amministrazione ritenga ancora adeguata la decisione assunta sulla distanza tra gli insediamenti e se intenda riesaminarla considerando anche i possibili effetti cumulativi.
Il punto, per noi, è quindi chiaro: occorre distinguere tra le materie nelle quali la decisione appartiene ad altri enti — come VIA e controlli ambientali e sanitari — e quelle nelle quali il Comune dispone invece di propri strumenti urbanistici e pianificatori.
Il Comune non decide tutto, ma non può neppure essere considerato un semplice spettatore: delle decisioni assunte nell’esercizio delle proprie competenze porta la relativa responsabilità istituzionale e politica.
Non basta più valutare i progetti singolarmente
Nella Sua risposta si afferma che gli impatti devono essere valutati caso per caso.
Concordiamo, ma “caso per caso” non può significare “progetto isolato da progetto”.
La stessa Sua nota riconosce la necessità di considerare gli effetti cumulativi derivanti dalla presenza di più Data Center e delle infrastrutture connesse, con riferimento, tra l’altro, ad aria, rumore, acqua, campi elettromagnetici, paesaggio ed ecosistemi.
Consumi elettrici e idrici, generatori di emergenza, emissioni, rumore, calore, infrastrutture elettriche e consumo di suolo possono concorrere a determinare effetti complessivi anche quando i singoli interventi appartengono a procedimenti amministrativi differenti.
La domanda diventa quindi:
qual è la capacità residua energetica, ambientale e infrastrutturale del territorio di Rho e quale concentrazione complessiva di Data Center risulta compatibile con essa?
👉 La richiesta a Terna diventa fondamentale
Riteniamo particolarmente importante il passaggio della Sua risposta nel quale comunica di avere chiesto a Terna piena conoscenza delle richieste giacenti di nuovi allacci, richiamando anche una possibile “bolla speculativa da attenzionare e considerare nelle valutazioni”.
Queste informazioni possono essere importanti per conoscere non soltanto ciò che è già autorizzato o formalmente presentato, ma anche il quadro delle richieste di connessione che potrebbero essere riconducibili a futuri insediamenti.
Diventa quindi importante conoscere, nei limiti consentiti dalla normativa, quante richieste di connessione siano riconducibili a Data Center e quale potenza elettrica complessiva venga richiesta.
Sono informazioni essenziali per costruire quel quadro complessivo che oggi manca e per valutare preventivamente la capacità del territorio di sostenere ulteriori insediamenti.
👉 Le nostre richieste
Alla luce di quanto sopra e secondo un criterio di prudenza e prevenzione rispetto alla crescente concentrazione di Data Center sul territorio, chiediamo all’Amministrazione comunale di:
👉 1. Sospendere l’approvazione definitiva dell’ATU4 e la sottoscrizione della relativa Convenzione urbanistica, sino alla definizione del quadro ambientale e sovracomunale applicabile e all’acquisizione degli esiti dei procedimenti e delle valutazioni necessarie, affinché le decisioni urbanistiche definitive siano assunte sulla base di un quadro conoscitivo completo.
👉 2. Valutare l’introduzione di una moratoria temporanea sui nuovi Data Center, almeno fino alla definizione di un quadro complessivo degli insediamenti esistenti, autorizzati, in istruttoria e prospettati e alla valutazione dei relativi effetti cumulativi.
👉 3. Rendere pubblico, nei limiti consentiti dalla normativa, l’esito dell’istanza presentata a Terna, indicando il numero delle richieste di connessione riconducibili a Data Center e, ove disponibile, la relativa potenza elettrica complessiva.
👉 4. Chiarire formalmente lo stato dell’eventuale progetto nell’area di via della Mosa, specificando quali istanze, richieste, interlocuzioni o informazioni siano già in possesso dell’Amministrazione.
👉 5. Predisporre e rendere pubblico un quadro complessivo dei Data Center esistenti, autorizzati, adottati, in istruttoria, proposti o comunque formalmente conosciuti dall’Amministrazione, indicando per ciascuno, ove disponibile, la potenza prevista e lo stato del procedimento.
👉 6. Utilizzare tali informazioni per una effettiva valutazione cumulativa della capacità residua energetica, ambientale, sanitaria e infrastrutturale del territorio, considerando congiuntamente, per quanto pertinente, consumi idrici, emissioni, generatori di emergenza, rumore, calore prodotto, campi elettromagnetici, consumo di suolo e infrastrutture elettriche connesse.
👉 7. Rendere pubbliche e trasparenti le motivazioni che hanno determinato il mancato accoglimento dell’osservazione di ATS relativa alla distanza di 3 km tra gli insediamenti e riesaminarne l’adeguatezza alla luce della crescente concentrazione dei Data Center sul territorio, valutando in particolare i possibili effetti cumulativi sulla salute, sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini.
👉 8. Garantire che, nei limiti consentiti dall’ordinamento, monitoraggi, verifiche, collaudi e perizie resi necessari dai singoli progetti siano posti a carico dei soggetti attuatori e non della collettività, prevedendo tali obblighi negli strumenti urbanistici e convenzionali ove giuridicamente possibile.
👉 9. Riferire periodicamente al Consiglio comunale e alla cittadinanza, pubblicando sul sito istituzionale un quadro aggiornato dei Data Center, delle potenze richieste, dei procedimenti ambientali, delle prescrizioni e dei risultati dei monitoraggi.
👉 Conclusioni
La richiesta di sospensione dell’ATU4 e la proposta di valutare una moratoria temporanea non nascono da una posizione pregiudizialmente contraria ai Data Center.
La questione che poniamo è diversa: prima di assumere ulteriori decisioni urbanistiche definitive riteniamo necessario conoscere il quadro complessivo degli insediamenti, delle potenze richieste e dei possibili effetti cumulativi sul territorio e sulla popolazione.
Signor Sindaco, la questione non è più soltanto stabilire se un singolo Data Center possa rispettare i requisiti previsti.
La questione è quale concentrazione complessiva di queste infrastrutture il territorio di Rho possa sostenere.
La rete elettrica è la stessa, il territorio è lo stesso e la popolazione interessata è la stessa. Per questo gli effetti devono essere considerati anche nella loro dimensione complessiva.
Non chiediamo al Comune di assumersi responsabilità appartenenti ad altri enti, ma chiediamo al Comune di esercitare pienamente e di assumersi quelle che gli appartengono.
Chiediamo pertanto di conoscere l’esito dell’istanza a Terna, la situazione di via della Mosa, il quadro complessivo delle potenze richieste e le iniziative che l’Amministrazione intende assumere per valutare gli effetti cumulativi, nonché se intenda riesaminare la decisione relativa alla distanza tra gli insediamenti.
Riteniamo infine opportuno che una trasformazione territoriale di questa portata sia oggetto di un confronto pubblico con la cittadinanza e di uno specifico passaggio in Consiglio comunale.
Restiamo disponibili al confronto nell’interesse generale della comunità.
Distinti saluti.
Rho, 19 settembre 2026
Osservatorio Datacenter – Comitato Rhodense
I promotori e i cittadini sottoscrittori della petizione popolare
Comitato Quartiere San Michele