Rifondazione Comunista - Circolo di Rho

Indicazioni

Rifondazione Comunista - Circolo di Rho .

08/10/2026

🔥 MILANO TAX THE RICH WEEK
Milano ne ha viste fin troppe di "Week": la Fashion Week, la Design Week, le settimane del lusso e del profitto per pochi. È ora di finirla con le passerelle dell'ostentazione: Milano lancia la TAX THE RICH WEEK, dal 31 ottobre al 7 novembre con evento conclusivo in Piazza San Babila!

Non stiamo chiedendo una concessione né elemosina. Stiamo lottando per pretendere il rispetto dell'Articolo 53 della nostra Costituzione, che impone un sistema fiscale progressivo e basato sulla reale capacità contributiva!

È inaccettabile che in Italia un grande speculatore o un super-ricco paghi, in proporzione, meno tasse di un'infermiera o di un lavoratore dipendente. In una città come Milano questo scandalo si vede in modo plastico: mentre pochi accumulano ricchezze sproporzionate, la maggioranza della popolazione s'impoverisce e i servizi pubblici essenziali — sanità, scuola, casa e ambiente — vengono tagliati e privatizzati.

A conclusione della campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare 1% Equo, chiamiamo tutta la Milano che produce e non ce la fa più a scendere in piazza. Vogliamo una risposta di lotta, di piazza e di musica per riprenderci quello che ci spetta e riaffermare la giustizia sociale!

👊 ADERISCI E SCENDI IN PIAZZA CON NOI
Siamo una rete in mobilitazione aperta e in continua crescita. Chiamiamo tutte le realtà sociali, i collettivi, le associazioni, le forze politiche, i mezzi di informazione democratici, le/gli artiste/i e chiunque rifiuti questo modello d'ingiustizia a schierarsi al nostro fianco:

* Fai aderire la tua realtà alla settimana di mobilitazione.
* Mettici la voce, l'arte e la rabbia: partecipa agli interventi artistici e politici sul palco di Piazza San Babila Sabato 7 Novembre.
* Attivati nei quartieri: organizza azioni, diffondi la protesta e aiutaci a raccogliere le ultime firme!
Non un passo indietro. Facciamo sentire la voce della Milano che lotta!
Prossima riunione martedì 13 ottobre alle 21 online al link https://us02web.zoom.us/j/86406433889

👉 Per adesioni, interventi artistici o info: [email protected]
🌐 info su: www.unpercentoequo.it

📌 PRIME ADESIONI:
Associazione Unpercentoequo, Arci Milano, Rifondazione Comunista Milano, Giovani Comunisti Milano, Possibile Milano, DiEM25 Milano, Alleanza Verdi Sinistra Milano, Paese Reale, Medicina Democratica, Leoncavallo Milano, GIT Milano di Banca Etica, Effimera.

08/10/2026

La Rete nazionale dei comitati Stop Data Center lancia ufficialmente una 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨.

Chiediamo la 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 fino a quando non verranno definiti quadri normativi chiari, limiti trasparenti all'impatto ambientale e una reale pianificazione partecipata con la cittadinanza.

🔴 Il testo integrale è scaricabile al link:

https://drive.google.com/file/d/1TiV2kTbfJXbmn_1SQt7VUNmwa2PEg2cL/view?usp=sharing


La tecnologia deve servire il futuro di tutti, non compromettere il territorio a vantaggio di pochi.

05/10/2026

DATA CENTER. RETROMARCIA DELLA REGIONE LOMBARDIA. CI VEDIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 10 OTTOBRE A MILANO.

L’assessore regionale lombardo Massimo Sertori (delega alle risorse energetiche ed enti locali) annuncia modifiche alla legge regionale in senso più restrittivo: bene. Un primo risultato ottenuto grazie a tutti i soggetti di movimento e politici che hanno denunciato con forza e rigore scientifico nel corso dell’ultimo anno tutti i potenziali problemi dovuti alla concentrazione massiccia dei data center nel territorio lombardo e della città metropolitana di Milano in particolare.
Sertori annuncia misure più stringenti sugli impatti ambientali e sul consumo di suolo. A giudicare dalle dichiarazioni siamo però ancora sul terreno delle misure premiali di incentivazione e penalità; noi invece chiediamo che si lavori sul fronte dei vincoli e che le autorità competenti forniscano un quadro chiaro di riferimento tecnico normativo in grado di definire tutti i parametri entro cui gli operatori economici devono rientrare, dagli impatti ambientali alla pianificazione territoriale di livello almeno regionale. I singoli comuni non possono più reggere l’urto delle grandi multinazionali, interessate a massimizzare l’utile senza preoccuparsi più di tanto delle ricadute ambientali, economiche e sociali dei loro investimenti.
Non abbiamo mai creduto ad un’approccio NIMBY, ma abbiamo sempre agito con un rigoroso approccio cautelativo e scientifico, come del resto fanno i comitati che da mesi animano il dibattito sui data center. Abbiamo fin da subito - per primi molti mesi fa - chiesto una MORATORIA affinché si sistemasse il quadro normativo per una regolamentazione intelligente senza scaricare tutto sull ecomunità locali. Rilanciamo la richiesta di moratoria e ponamoci anche l’obiettivo di modificare il quadro legislativo con provvedimenti finalizzati alla tutela dell’interesse pubblico.
Nadia Rosa – Segretaria PRC Milano
Stefan Amann – segreteria PRC Milano
Matteo Prencipe – Segretario PRC Lombardia

No, non ci siamo..
21/09/2026

No, non ci siamo..

AL COMUNE DI RHO
Al Sindaco
Dott. Andrea Orlandi
e p.c.
Al Presidente del Consiglio Comunale
Alla Giunta Comunale
Ai Consiglieri Comunali

OGGETTO
Riscontro alla nota prot. n. 60077 dell’11.09.2026 – Petizione popolare prot. n. 53687/2026 – nuovi Data Center, responsabilità comunali, connessioni Terna ed effetti cumulativi

Egregio Signor Sindaco,

👉 in riferimento alla Sua nota dell’11 settembre 2026, prendiamo positivamente atto delle aperture dell’Amministrazione sulla tutela della salute e dell’ambiente, sulla necessità di considerare gli effetti cumulativi dei Data Center, sulla trasparenza, sul monitoraggio e sul recupero del calore.
Riteniamo tuttavia necessario approfondire alcuni aspetti della Sua risposta, soprattutto alla luce dei nuovi elementi intervenuti dalla presentazione della nostra petizione.

La petizione chiedeva infatti che eventuali nuovi insediamenti nel Rhodense fossero valutati tenendo conto degli effetti cumulativi e della capacità residua energetica, ambientale e infrastrutturale del territorio.

👉 Il quadro è già cambiato

Alla realtà già oggetto della petizione si è aggiunto il Piano Attuativo ATU4 – Corso Europa/Via Moscova, adottato dalla Giunta comunale il 6 agosto 2026, nella stessa data di protocollo della nostra petizione.

Sono inoltre emerse informazioni relative a una possibile ulteriore proposta di Data Center nell’area di via della Mosa, rispetto alla quale chiediamo al Comune di chiarire formalmente se siano già pervenute istanze, richieste preliminari o interlocuzioni e quali siano le caratteristiche eventualmente già note.

Non siamo quindi più di fronte alla valutazione di un singolo impianto, ma alla possibile concentrazione di più Data Center e delle relative infrastrutture energetiche sul medesimo territorio.

👉Il Comune non è un semplice spettatore

Comprendiamo che competenze importanti appartengano a Regione, Ministero, ATS, ARPA e Terna, ma ciò non significa che il Comune sia privo di responsabilità.
È la stessa Sua risposta a ricordare il ruolo del Sindaco quale autorità sanitaria locale e il dovere dell’Amministrazione di non ignorare eventuali profili di rischio per la popolazione.

Un esempio concreto è rappresentato dalle decisioni assunte dal Consiglio comunale il 17 giugno 2026, nell’ambito della variante urbanistica riguardante anche la disciplina dei Data Center.

In quella sede non è stata recepita l’osservazione di ATS che proponeva una distanza di 3 km tra gli insediamenti.
Non sosteniamo che ogni indicazione di ATS debba essere automaticamente accolta, ma riteniamo necessario conoscere le motivazioni tecniche e urbanistiche che hanno portato a non recepire tale indicazione e quali eventuali misure alternative siano state considerate adeguate.
La questione assume oggi maggiore rilevanza alla luce dell’ATU4 e delle informazioni relative a una possibile ulteriore iniziativa in via della Mosa.

👉Chiediamo pertanto se, di fronte a una crescente concentrazione di Data Center, l’Amministrazione ritenga ancora adeguata la decisione assunta sulla distanza tra gli insediamenti e se intenda riesaminarla considerando anche i possibili effetti cumulativi.

Il punto, per noi, è quindi chiaro: occorre distinguere tra le materie nelle quali la decisione appartiene ad altri enti — come VIA e controlli ambientali e sanitari — e quelle nelle quali il Comune dispone invece di propri strumenti urbanistici e pianificatori.

Il Comune non decide tutto, ma non può neppure essere considerato un semplice spettatore: delle decisioni assunte nell’esercizio delle proprie competenze porta la relativa responsabilità istituzionale e politica.

Non basta più valutare i progetti singolarmente

Nella Sua risposta si afferma che gli impatti devono essere valutati caso per caso.
Concordiamo, ma “caso per caso” non può significare “progetto isolato da progetto”.

La stessa Sua nota riconosce la necessità di considerare gli effetti cumulativi derivanti dalla presenza di più Data Center e delle infrastrutture connesse, con riferimento, tra l’altro, ad aria, rumore, acqua, campi elettromagnetici, paesaggio ed ecosistemi.

Consumi elettrici e idrici, generatori di emergenza, emissioni, rumore, calore, infrastrutture elettriche e consumo di suolo possono concorrere a determinare effetti complessivi anche quando i singoli interventi appartengono a procedimenti amministrativi differenti.

La domanda diventa quindi:
qual è la capacità residua energetica, ambientale e infrastrutturale del territorio di Rho e quale concentrazione complessiva di Data Center risulta compatibile con essa?

👉 La richiesta a Terna diventa fondamentale

Riteniamo particolarmente importante il passaggio della Sua risposta nel quale comunica di avere chiesto a Terna piena conoscenza delle richieste giacenti di nuovi allacci, richiamando anche una possibile “bolla speculativa da attenzionare e considerare nelle valutazioni”.

Queste informazioni possono essere importanti per conoscere non soltanto ciò che è già autorizzato o formalmente presentato, ma anche il quadro delle richieste di connessione che potrebbero essere riconducibili a futuri insediamenti.

Diventa quindi importante conoscere, nei limiti consentiti dalla normativa, quante richieste di connessione siano riconducibili a Data Center e quale potenza elettrica complessiva venga richiesta.

Sono informazioni essenziali per costruire quel quadro complessivo che oggi manca e per valutare preventivamente la capacità del territorio di sostenere ulteriori insediamenti.

👉 Le nostre richieste

Alla luce di quanto sopra e secondo un criterio di prudenza e prevenzione rispetto alla crescente concentrazione di Data Center sul territorio, chiediamo all’Amministrazione comunale di:

👉 1. Sospendere l’approvazione definitiva dell’ATU4 e la sottoscrizione della relativa Convenzione urbanistica, sino alla definizione del quadro ambientale e sovracomunale applicabile e all’acquisizione degli esiti dei procedimenti e delle valutazioni necessarie, affinché le decisioni urbanistiche definitive siano assunte sulla base di un quadro conoscitivo completo.

👉 2. Valutare l’introduzione di una moratoria temporanea sui nuovi Data Center, almeno fino alla definizione di un quadro complessivo degli insediamenti esistenti, autorizzati, in istruttoria e prospettati e alla valutazione dei relativi effetti cumulativi.

👉 3. Rendere pubblico, nei limiti consentiti dalla normativa, l’esito dell’istanza presentata a Terna, indicando il numero delle richieste di connessione riconducibili a Data Center e, ove disponibile, la relativa potenza elettrica complessiva.

👉 4. Chiarire formalmente lo stato dell’eventuale progetto nell’area di via della Mosa, specificando quali istanze, richieste, interlocuzioni o informazioni siano già in possesso dell’Amministrazione.

👉 5. Predisporre e rendere pubblico un quadro complessivo dei Data Center esistenti, autorizzati, adottati, in istruttoria, proposti o comunque formalmente conosciuti dall’Amministrazione, indicando per ciascuno, ove disponibile, la potenza prevista e lo stato del procedimento.

👉 6. Utilizzare tali informazioni per una effettiva valutazione cumulativa della capacità residua energetica, ambientale, sanitaria e infrastrutturale del territorio, considerando congiuntamente, per quanto pertinente, consumi idrici, emissioni, generatori di emergenza, rumore, calore prodotto, campi elettromagnetici, consumo di suolo e infrastrutture elettriche connesse.

👉 7. Rendere pubbliche e trasparenti le motivazioni che hanno determinato il mancato accoglimento dell’osservazione di ATS relativa alla distanza di 3 km tra gli insediamenti e riesaminarne l’adeguatezza alla luce della crescente concentrazione dei Data Center sul territorio, valutando in particolare i possibili effetti cumulativi sulla salute, sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini.

👉 8. Garantire che, nei limiti consentiti dall’ordinamento, monitoraggi, verifiche, collaudi e perizie resi necessari dai singoli progetti siano posti a carico dei soggetti attuatori e non della collettività, prevedendo tali obblighi negli strumenti urbanistici e convenzionali ove giuridicamente possibile.

👉 9. Riferire periodicamente al Consiglio comunale e alla cittadinanza, pubblicando sul sito istituzionale un quadro aggiornato dei Data Center, delle potenze richieste, dei procedimenti ambientali, delle prescrizioni e dei risultati dei monitoraggi.

👉 Conclusioni

La richiesta di sospensione dell’ATU4 e la proposta di valutare una moratoria temporanea non nascono da una posizione pregiudizialmente contraria ai Data Center.

La questione che poniamo è diversa: prima di assumere ulteriori decisioni urbanistiche definitive riteniamo necessario conoscere il quadro complessivo degli insediamenti, delle potenze richieste e dei possibili effetti cumulativi sul territorio e sulla popolazione.

Signor Sindaco, la questione non è più soltanto stabilire se un singolo Data Center possa rispettare i requisiti previsti.

La questione è quale concentrazione complessiva di queste infrastrutture il territorio di Rho possa sostenere.

La rete elettrica è la stessa, il territorio è lo stesso e la popolazione interessata è la stessa. Per questo gli effetti devono essere considerati anche nella loro dimensione complessiva.

Non chiediamo al Comune di assumersi responsabilità appartenenti ad altri enti, ma chiediamo al Comune di esercitare pienamente e di assumersi quelle che gli appartengono.

Chiediamo pertanto di conoscere l’esito dell’istanza a Terna, la situazione di via della Mosa, il quadro complessivo delle potenze richieste e le iniziative che l’Amministrazione intende assumere per valutare gli effetti cumulativi, nonché se intenda riesaminare la decisione relativa alla distanza tra gli insediamenti.

Riteniamo infine opportuno che una trasformazione territoriale di questa portata sia oggetto di un confronto pubblico con la cittadinanza e di uno specifico passaggio in Consiglio comunale.

Restiamo disponibili al confronto nell’interesse generale della comunità.

Distinti saluti.

Rho, 19 settembre 2026

Osservatorio Datacenter – Comitato Rhodense
I promotori e i cittadini sottoscrittori della petizione popolare

Comitato Quartiere San Michele

MILANO: LA GIORNATA NO DATA CENTERSabato 26 settembre, Milano. Per la prima volta i comitati che in tutta la Lombardia (...
16/09/2026

MILANO: LA GIORNATA NO DATA CENTER

Sabato 26 settembre, Milano. Per la prima volta i comitati che in tutta la Lombardia (e non solo) si oppongono ai data center si ritrovano nella stessa sala.
Decine di territori, un solo problema.
Il consumo di suolo, acqua ed energia di questi impianti non è una questione locale, e non può più essere affrontata comitato per comitato.
Il convegno mette insieme medici, fisici, ricercatori e attivisti per rispondere a due domande: quali impatti ambientali stanno producendo i data center, e chi decide dove e come vengono costruiti. La giornata si chiude con l'obiettivo più importante: costituire un coordinamento unico dei comitati "Stop Data Center".
26 settembre 2026 Arci Milano, Via Bellezza 16 dalle 11.00 alle 18.00
Ingresso libero. Se il tema vi riguarda, e riguarda tutti, venite.

14/09/2026
14/09/2026

NON CI FERMIAMO! LA MOBILITAZIONE CONTINUA.

Sabato, 12 settembre, tantissimi cittadini rhodensi hanno partecipato all’assemblea.
Una partecipazione straordinaria, circa 250/300 cittadini, che dimostra una cosa semplice: sul futuro dei nostri quartieri i cittadini vogliamo essere ascoltati.
Ora dobbiamo trasformare questa partecipazione in una mobilitazione ancora più forte.

In attesa del corteo del 3 Ottore…✊

✍️ CONTINUIAMO A RACCOGLIERE FIRME!

Per la Petizione Popolare promossa dal Comitato di Quartiere San Michele-San Martino e per le osservazioni al Piano ATU4 promosse dall’Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense è possibile firmare ai seguenti appuntamenti:

📍 VENERDÌ 18 SETTEMBRE
🕠 17.30 – 19.15
Circolo PRC – Via Livello 22, Rho
📍 DOMENICA 20 SETTEMBRE
🕤 9.30 – 12.00
Gazebo informativo – Parrocchia San Michele Arcangelo
Via Canova 16, Rho

👉 VIENI A FIRMARE. PORTA UN AMICO.
FAI GIRARE QUESTO POST.
Perché le decisioni che cambiano i nostri quartieri non possono essere prese senza i cittadini.

IL TERRITORIO È DI CHI LO VIVE.
LA PARTECIPAZIONE È LA NOSTRA FORZA.
AVANTI, INSIEME.

"Hai visto, caso Giuseppe Oppici?"
09/09/2026

"Hai visto, caso Giuseppe Oppici?"

«Ha visto per caso Giuseppe Oppici?»
Queste le parole che l’8 novembre 1990 il partigiano Giuseppe Bonfatti rivolse a una barista di Viadana, nel mantovano. Oppici, che durante la guerra era stato un membro delle Brigate Nere, era lì, a pochi passi.
Bonfatti inventò una scusa e gli chiese di accompagnarlo. I due uscirono insieme dal bar. Dopo poche decine di metri Bonfatti estrasse il piccone e colpì Oppici alla testa, uccidendolo. Poi attese i carabinieri per essere arrestato.
Giuseppe Bonfatti era nato nel 1924 a Viadana, nel Mantovano. Nell'autunno del 1943, ancora diciannovenne, partecipò alla costituzione della Libera Associazione Giovanile, un'organizzazione antifascista clandestina. Fu arrestato per la distribuzione di volantini antifascisti, rimase in carcere per alcuni mesi e venne condannato a cinque anni. Trasferito nel campo di Fossoli, riuscì a fuggire nel giugno 1944. Entrò quindi nella Resistenza col nome di battaglia di “Remo”.
Nel novembre 1944 partecipò a un'azione contro Omobono Fertonani, esponente delle forze fasciste della zona. L'attentato fallì: Fertonani rimase ferito e Bonfatti riuscì a fuggire. Seguì una dura repressione. La rappresaglia colpì anche la famiglia di Bonfatti. Una squadra fascista raggiunse la casa della sua famiglia. La cascina venne incendiata; le donne presenti furono picchiate e il bestiame venne ucciso. Bonfatti non era lì.
Ma non dimenticò.
Dopo la Liberazione lasciò l'Italia e si trasferì in Brasile, dove visse e lavorò per decenni. La guerra, però, per lui non sembrava essere finita. Nel frattempo Giuseppe Oppici, che Bonfatti identificava come uno degli uomini coinvolti nella rappresaglia, era rimasto a Viadana.
Dopo l’omicidio Bonfatti si dichiarò “prigioniero di guerra” e spiegò di essere tornato appositamente dal Brasile per compiere quella che considerava una vendetta dovuta ai suoi familiari e al proprio ideale.
Condannato in primo e secondo grado, Bonfatti venne poi rilasciato per una grave malattia.
Morì nel 1995.
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A questa vicenda è ispirato uno dei racconti che compongono la raccolta "Una storia di Vendette". Lo trovate seguendo il link nel primo commento.

📢 NON LASCIARE CHE ALTRI DECIDANO PER TE!Cosa significa davvero vivere a pochi metri da un Data Center?Il Osservatorio D...
08/09/2026

📢 NON LASCIARE CHE ALTRI DECIDANO PER TE!
Cosa significa davvero vivere a pochi metri da un Data Center?
Il Osservatorio Datacenter Comitato Rhodense risponde a tutte le tue domande e ti dà voce.
🗓️ Sabato 12/09 | Parrocchia San Michele (Incontro + Petizione)
🗓️ Domenica 13/09 | Via Ghisolfa 26 (Raccolta firme)
👉 La tua firma fa la differenza. Passa parola e partecipa!

📢 NON LASCIARE CHE ALTRI DECIDANO PER TE!
Cosa significa davvero vivere a pochi metri da un Data Center?
Il Osservatorio Datacenter Comitato Rhodense risponde a tutte le tue domande e ti dà voce.

🗓️ Sabato 12/09 | Parrocchia San Michele (Incontro + Petizione)
🗓️ Domenica 13/09 | Via Ghisolfa 26 (Raccolta firme)

👉 La tua firma fa la differenza. Passa parola e partecipa!

🏙️ DATA CENTER: DIFENDERE IL TERRITORIO, RIPORTARE LE DECISIONI NELLE MANI DEI CITTADINIIn questi mesi, sin dalla nascit...
08/09/2026

🏙️ DATA CENTER: DIFENDERE IL TERRITORIO, RIPORTARE LE DECISIONI NELLE MANI DEI CITTADINI

In questi mesi, sin dalla nascita dell’Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense, il Circolo di Rifondazione Comunista di Rho ne ha sostenuto con convinzione i principi ispiratori: la difesa della salute, dell’ambiente e del territorio e un’idea di città fondata su vivibilità, sostenibilità e benessere della cittadinanza. 🌱

Oggi, di fronte alle scelte dell’Amministrazione comunale, riteniamo ancora più necessario sostenere la mobilitazione che sta crescendo sul territorio. ✊

L’approvazione dell’ATU 4, avvenuta nel mese di agosto, rappresenta a nostro avviso una scelta grave, assunta senza un adeguato confronto con la cittadinanza e senza quella trasparenza e partecipazione che dovrebbero accompagnare decisioni destinate a incidere profondamente sul futuro della città.

❓ E viene spontaneo chiedersi: che senso ha convocare un’assemblea pubblica il 12 ottobre, quando le decisioni vengono assunte prima, senza un reale coinvolgimento dei cittadini?
È proprio per questo che riteniamo fondamentale scendere in campo e sostenere tutte le iniziative territoriali capaci di riaprire una discussione pubblica e democratica sul futuro di Rho.
Come Rifondazione Comunista saremo quindi presenti e parteciperemo convintamente all’iniziativa promossa dall’Osservatorio Data Center Rhodense per sabato 12 settembre nel quartiere San Michele–San Martino. 📢

Allo stesso modo, daremo la nostra piena disponibilità a costruire, insieme alle realtà associative, ai comitati e ai cittadini, una mobilitazione ampia, unitaria e partecipata, a partire dal corteo cittadino del 3 ottobre, lanciato nell’assemblea svoltasi presso gli spazi del collettivo SOS Fornace. ✊🏽

Per noi queste iniziative non rappresentano soltanto una protesta contro un singolo progetto.

Rappresentano la richiesta di cambiare metodo: sulle grandi trasformazioni urbanistiche e ambientali che riguardano Rho, i cittadini devono poter conoscere, discutere e incidere sulle decisioni che riguardano il loro territorio. 🏘️

🛑 UNA MORATORIA PER APPLICARE IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

Da mesi chiediamo una moratoria sui nuovi Data Center e l’applicazione concreta del principio di precauzione, previsto dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006, artt. 3-ter e 301) e riconosciuto dal diritto europeo. ⚖️

Quando esistono potenziali rischi per l’ambiente e la salute pubblica, le istituzioni non possono limitarsi ad autorizzare gli interventi e affrontarne successivamente le conseguenze.
Prima bisogna fermarsi, studiare e valutare. ⏸️

È necessario conoscere gli effetti cumulativi della concentrazione di queste infrastrutture nel Rhodense: consumo di suolo e acqua, fabbisogno energetico, emissioni, rumore, calore prodotto e impatto complessivo sulla qualità ambientale e sulla vivibilità dei territori. 🌍

Il principio di precauzione deve quindi diventare uno strumento concreto nelle mani delle istituzioni locali per prevenire i rischi, chiedere ulteriori valutazioni e, quando ne ricorrono i presupposti, sospendere o bloccare gli interventi in attesa di adeguate garanzie.
Anche a Rho riteniamo che siano maturate le condizioni per una scelta di responsabilità.

La moratoria che proponiamo non è un “no” ideologico ai Data Center, ma una richiesta di responsabilità istituzionale.

⚠️Significa fermarsi il tempo necessario per comprendere gli effetti complessivi di queste infrastrutture, definire regole certe e costruire una pianificazione capace di tenere insieme innovazione, sostenibilità e interesse collettivo.

Rho ha già sostenuto importanti trasformazioni nell’interesse dell’intera area metropolitana. Ora chiediamo che il futuro della città non venga deciso dall’alto, ma attraverso prudenza, trasparenza, partecipazione e applicazione del principio di precauzione. 🌱🏙️

📍 Per questo saremo presenti il 12 settembre e il 3 ottobre.
✊ Perché il futuro di Rho riguarda tutti e deve tornare nelle mani dei suoi cittadini.

Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Rho

Indirizzo

Via Livello 22
Rho
20017

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