05/09/2026
“IL GIOCO DEGLI SPECCHI”
La cosiddetta “lista civica” Riccione 2030, fondata da Ubaldi, già segretario politico del PD, candidato sindaco e successivamente uscito dal partito, oggi segretario provinciale di Italia Viva , ha ormai ben poco delle caratteristiche di una vera lista civica.
In questi quattro anni, infatti, si è distinta soprattutto per una progressiva e silenziosa OPA sulla sindaca Angelini, condotta senza apparenti fratture con gli altri alleati di maggioranza. Si è trattato però di un’OPA politica ostile, costruita pezzo dopo pezzo.
Prima l’avvicinamento a Tirincanti e l’ingresso nella maggioranza del consigliere Montanari, eletto nelle liste di Cecchetto e originariamente all’opposizione, fino alla sua successiva nomina a direttore artistico della Notte Rosa di VisitRomagna.
Poi l’accoglienza e la protezione politica riservata all’assessore Nicolardi, già vicino alla sindaca Angelini e progressivamente rimasto privo di una propria autonoma rappresentanza in Consiglio comunale.
Infine, l’avvicinamento ad Andruccioli, assessore espressione di quella stessa area politica che per anni ha rappresentato uno dei riferimenti del centrosinistra riccionese.
Un percorso che sembra avere un unico filo conduttore: spostare progressivamente gli equilibri della maggioranza e preparare il terreno per il futuro.
Ora, però, la “lista del sindaco” sembra voler alzare ulteriormente il tiro.
Con le prossime elezioni all’orizzonte e la probabile ricandidatura di Angelini, la partita diventa più delicata e qualcuno sembra voler giocare una mano decisiva, confidando nel classico bluff da tavolo da poker.
Le operazioni immobiliari sull’ex Delfinario e il project financing presentato come soluzione per affrontare il nodo delle concessioni balneari e della direttiva Bolkestein rappresentano, in questa prospettiva, il possibile “colpo della vita”.
Sono operazioni sulle quali gli interessi economici e politici in gioco appaiono rilevantissimi. E proprio per questo sarebbe doveroso chiedersi, senza pregiudizi e senza slogan:
Qual è l’interesse pubblico?
Qual è, soprattutto, l’interesse dei cittadini riccionesi?
È davvero interesse della città individuare strumenti che consentano agli attuali concessionari di evitare, o comunque di aggirare, il confronto competitivo previsto dalle norme?
È davvero interesse dei riccionesi trasformare il fronte del mare attraverso nuove operazioni immobiliari, fino a modificare per sempre lo skyline di una delle aree più identitarie della città?
E ancora: chi decide quale sia il futuro di Riccione?
I cittadini, attraverso un confronto trasparente e pubblico, oppure pochi “giocatori” che sembrano muoversi su una scacchiera fatta di alleanze, interessi e reciproche convenienze?
Questo è il vero gioco degli specchi.
Uno specchio riflette un’immagine, ma non necessariamente la realtà. E quando gli specchi sono tanti, l’immagine si moltiplica, si deforma, cambia continuamente prospettiva.
Così una lista civica può diventare un partito.
Un alleato può trasformarsi in avversario.
Un assessore può diventare una pedina.
Un’operazione urbanistica può essere presentata come una grande opportunità per la città.
Ma, alla fine, resta una domanda alla quale nessuno dovrebbe sottrarsi:
Dov’è l’interesse pubblico?
Perché se questo è davvero un grande gioco, qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini quali siano le regole, chi siano i giocatori e, soprattutto, chi pagherà il conto alla fine della partita.
Insomma, questo gioco degli specchi comincia ad assomigliare sempre più a un luna park.
Peccato che, questa volta, a divertirsi sembrano essere davvero in pochi.