30/07/2026
“Chi siede sui banchi di un Consiglio comunale non può trasformare un’aula istituzionale in un tribunale politico né utilizzare il proprio ruolo per anticipare sentenze, indicare colpevoli e alimentare sospetti prima che la magistratura abbia concluso le indagini.
L’esibizione di cartelli accusatori sulla morte di Fakir rappresenta un gesto grave e irresponsabile. Non è libertà di espressione, ma una precisa scelta politica che delegittima le Forze dell’Ordine, condiziona l’opinione pubblica e calpesta il principio fondamentale secondo cui nessuno può essere considerato colpevole prima di una sentenza.
Chi ricopre un incarico pubblico dovrebbe conoscere il peso delle parole e dei simboli utilizzati nelle sedi istituzionali. Alimentare accuse sommarie contro Carabinieri e Poliziotti significa contribuire a creare un clima di ostilità verso donne e uomini che ogni giorno garantiscono sicurezza e legalità.
Le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine non si svegliano la mattina con l’intenzione di fare del male a qualcuno. Indossano una divisa perché hanno giurato fedeltà allo Stato e scelto di servire la comunità. Insinuare il contrario, senza prove e senza attendere gli accertamenti giudiziari, è un’offesa alla loro dignità professionale e personale.
Non accetteremo che Carabinieri e Poliziotti vengano utilizzati come bersagli di campagne politiche costruite sulla suggestione e sul pregiudizio.
Le aule consiliari devono essere luoghi di confronto e rispetto, non palcoscenici per processi sommari. Condanniamo con fermezza questa deriva e chiediamo che la politica torni a rispettare la separazione dei poteri, la presunzione di innocenza e il lavoro della magistratura. La verità si accerta nei tribunali, non attraverso cartelli esibiti per ottenere visibilità.
Giuseppe Carluccio, Segretario Generale Regionale Emilia-Romagna USIC, e Laura Casonato, Segretario Provinciale Rimini UIL Polizia.