19/09/2017
"A colpire, di questa storia, sono l’impressionante leggerezza nell’usare le fonti, l’arbitrarietà dei collegamenti, la (voluta) vaghezza e ambiguità dei riferimenti temporali, la complessiva inattendibilità di ogni ricostruzione.
È il classico esempio di storia vista dal buco della serratura: un momento di orrore raccontato nei particolari con il solito «ingrandimento sgranato» che mescola realtà e propaganda neofascista, senza raccontare cosa c’è stato prima né cosa c’è stato dopo, e senza ricostruire con certezza neppure cosa sia accaduto davvero."
Una lezione magistrale di metodologia della ricerca storica quella che i Wu Ming (con il supporto del fido March Bloch) fanno in questo articolo, cercando di liberare Giuseppina Gherzi dalla prigione, costruitole addosso ad arte dai revisionisti nostrani, di martire fascista, vittima della furia cieca e bavosa dei partigiani.
Consigliata la lettura
Giuseppina è vittima non solo dei suoi carnefici, ma anche dei suoi "beatificatori". Fare inchiesta è necessario per restituire alle storie il loro senso.