Movimento Libero Rimini

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Vi siete inventati il  gender fluid e, di conseguenza, l'omofobia.Io vengo dalla generazione che ascoltava e amava David...
05/07/2021

Vi siete inventati il gender fluid e, di conseguenza, l'omofobia.
Io vengo dalla generazione che ascoltava e amava David Bowie, Lou Reed e non si è mai posta il problema di che preferenze sessuali avessero, fregava niente, anzi, contenti loro e, in qualche caso, beati loro, Elton John e Freddy Mercury, George Michael.
Siamo anche la generazione che amava i Led Zeppelin o i Deep Purple o Neil Young o gli Eagles, senza porsi il problema dei testi che oggi sarebbero giudicati sessisti.
Quando arrivò Boy George non ci chiedemmo se gli piacesse il maschio, la femmina o tutti e due, ci godemmo semplicemente la sua musica e quando Jimmy Sommerville ci raccontò la sua storia di ragazzo di una piccola città, ci commuovemmo e cantammo insieme a lui.
E non c'erano leggi a costringerci a essere solidali o quantomeno partecipi.
Non c'erano minacciose commissioni o attenti guardiani a censurarci se ci usciva una battuta.
C'era Alyson Moyet, allora decisamente oversize ma bellissima e bravissima, e nessuno pensava valesse meno di una Claudia Schiffer. Anzi.
Vorrei capire che è successo nel frattempo, perché secondo me tutti questi censori hanno l'unico effetto di creare quello che censurano, di generarlo per reazione.
Secondo me eravamo tanto più avanti senza imposizioni, perché le imposizioni, si sa, spesso generano l'effetto contrario.
Il testo non è mio, ma di una persona che come me ha vissuto gli anni 80.
Concordo e non aggiungo altro.

10/06/2020

Loro sono loro e voi non siete un… [Il Marchese del Grillo]

Quella sotto accennata sembrerebbe una questione intricata e, dal punto di vista normativo, probabilmente lo è. Da quello pratico invece è banale: Lorenzo Cagnoni (IEG SpA), Andrea Gnassi (Comune di Rimini), Riziero Santi (Provincia di Rimini), Alberto Zambianchi e il suo predecessore Fabrizio Moretti (Camera di Commercio) hanno già eliminato, e pretendono di eliminare anche in futuro, la concorrenza per i lavori di allestimento dei padiglioni fieristici e decidere chi debba lavorare in questo settore a Rimini e chi no (e anche a Vicenza, fiera oggi fusa con quella di Rimini).

In tutto il resto d’Italia, fatta salva Verona (dove mi si dice la situazione sia analoga) gli imprenditori possono partecipare alle gare di appalto per gli allestimenti fieristici: è la libera concorrenza. A Rimini invece, lavorano solo le aziende che decidono costoro.

A seguito di un mio esposto del 2017 [1], [2] e di altri di imprenditori del settore penalizzati, l’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato è intervenuta, anche se ne frattempo il Presidente Cagnoni ha tentato di eliminare il problema, acquistando la totalità delle azioni della società, prima solo partecipata al 51%, che agiva in regime di monopolio (illegale secondo le tesi dell’esposto).

L’Autorità Garante AGCM non sembra però essere soddisfatta del tentativo di riparazione, e ha appena fatto ricorso al TAR, il Tribunale Amministrativo Regionale [3].

Al di là di come si pronuncerà il TAR, rimane il punto politico: possibile che a Rimini sia permesso a questi signori di fare i comodi propri in sfregio ai principi minimi di equità? Non si tratta di una sola questione di giustizia sociale, del principio della libera concorrenza ma, visti i valori in gioco e la tradizione politica riminese recente, anche di una questione democratica.

Per anni il Consiglio di Amministrazione della Fiera, oggi IEG, è stato il luogo in cui è avvenuta la spartizione della città fra Centro Sinistra e il sempre-felice-di-perdere Centro Destra. E’ sufficiente osservare i nomi dei CdA di Fiera e partecipate varie per arrivare a questa conclusione. Con commesse per decine di milioni di euro gestite localmente in sfregio alle norme nazionali, si fa fluire liquidità alle persone prescelte e si gestiscono (molti) posti di lavoro. Prescelte per cosa poi? E’ arcinoto che la libera concorrenza favorisca le condizioni migliori per gli acquirenti, quindi vi devono essere valide motivazioni per la scelta di eliminarla, così come è stato fatto.

Secondo logica, si può ipotizzare che le aziende e le persone che godono del vantaggio di vedere letteralmente eliminata la loro concorrenza, garantiti guadagni e stipendi, ripaghino il favore ricevuto. Anche perché chi lo concede, il favore, potrebbe facilmente toglierlo. Potrebbe essere l’impegno per un pugno di voti nei momenti elettoralmente più difficili? La storia elettorale riminese pare rispondere affermativamente. Quando poi i fatturati sono milionari e gli utili tendenti allo zero, senza di fatto alcun controllo realmente efficace sui valori di fatturazione, fantasia ed esperienza contabile suggeriscono possibili risvolti che voi umani non potete neppure immaginare (in generale fino a quando una bella inchiesta penale fa pulizia della carta straccia, si veda il caso Aeradria, con alcuni degli stessi protagonisti di questa vicenda ancora sotto processo).

Del resto, che la Fiera sia de facto un luogo per la gestione e distribuzione di denaro e del consenso è arcinoto, non si capirebbero altrimenti fatti apparentemente senza una solida base logica. Per esempio, perché da anni la Fiera continui a pagare pubblicità ai due quotidiani locali, quasi che i riminesi avessero bisogno di qualcuno che ne ricordi loro la presenza, come non bastassero i blocchi del traffico che si verificano ad ogni manifestazione importante e le relative imprecazioni diffuse fra la cittadinanza.

Al di là della violazione dei principi di equità e di quelli democratici, per nulla irrilevanti, rimane poi l’insopportabile arroganza dei signori sopra citati. Perché di fatto, loro sono loro e voi, spiacente dirlo, non siete proprio un c***o.

Luigi Camporesi

Obiettivo Civico

[1]http://www.obiettivocivico.net/wp-content/uploads/2017/03/Esposto_Concorrenza.pdf

[2]http://www.obiettivocivico.net/wp-content/uploads/2017/03/Interrogazione_Allestimenti_Fiere.pdf

[3] http://www.riminiduepuntozero.it/allestimenti-fieristici-lagcm-ricorre-al-tar-contro-comune-di-rimini-cciaa-e-provincia/

L'amica di Bonaccini ,  la riminese Raffaella Sensoli ,  potrebbe sprecarsi a dare qualche spiegazione,  vista la chiara...
02/05/2020

L'amica di Bonaccini , la riminese Raffaella Sensoli , potrebbe sprecarsi a dare qualche spiegazione, vista la chiara indicazione di voto che diede durante le passate elezioni regionali e il posto in Amministrazione che magicamente le venne assegnato poco tempo dopo.

Perché parchi e giardini possono essere riaperti mentre gli arenili restano interdetti? Doppio scivolone del presidente emiliano-romagnolo, che non spiega cosa eventualmente ci sia dietro alla sua scelta mentre perde le staffe replicando al sindaco di Riccione. Ma l'informazione che la Costa manda ...

02/05/2020

Perché parchi e giardini possono essere riaperti mentre gli arenili restano interdetti? Doppio scivolone del presidente emiliano-romagnolo, che non spiega cosa eventualmente ci sia dietro alla sua scelta mentre perde le staffe replicando al sindaco di Riccione. Ma l'informazione che la Costa manda ...

25/03/2020

Indizio: è un ex parlamentare romagnolo, uscito dalla scuderia del Carroccio. Che poi si è messo a fare l'imprenditore del settore alimentare (fonte Wikipedia). Ma a quanto pare fa anche altro. Ha firmato un contratto con l'azienda sanitaria di Marcello Tonini per rifornire di mascherine il person...

A dimostrazione che i nostri politici (e pure quelli degli altri) hanno zero lungimiranza.
14/03/2020

A dimostrazione che i nostri politici (e pure quelli degli altri) hanno zero lungimiranza.

In 2014, the world avoided a horrific global outbreak of Ebola, thanks to thousands of selfless health workers — plus, frankly, thanks to some very good luck...

Fortunatamente c'è chi ha ancora una dignità.
02/01/2020

Fortunatamente c'è chi ha ancora una dignità.

In un post su Facebook ha spiegato le ragioni del suo rifiuto di partecipare al torneo "King Salman"

14/11/2019

Dichiarazione di Voto min. 11:10

Nel Mondo che vogliamo queste scene non esistono.
11/07/2019

Nel Mondo che vogliamo queste scene non esistono.

Viviamo in un mondo di m***a.

16/06/2019

Dopo averle viste non rimarrai indifferente.

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