01/02/2026
Antifascismo non è mafia: parole incompatibili con le istituzioni
PIOMBINO - COMUNICATO CONGIUNTO
PARTITO DEMOCRATICO – PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – PIOMBINO DOMANI – MOVIMENTO 5 STELLE – SINISTRA ITALIANA
Quello che è successo a Torino è gravissimo.
Un poliziotto di 29 anni è stato aggredito brutalmente da criminali che vanno individuati, arrestati e condannati senza attenuanti. Su questo non esistono “ma”, “però” o ambiguità. La nostra solidarietà è totale e sincera.
Proprio per questo riteniamo ancora più grave quanto scritto dal consigliere comunale di maggioranza Elvis Cosimi, che ha definito “l’antifascismo mafia”, con il sostegno – attraverso i like – dell’intero gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Piombino.
Qui non siamo davanti a una semplice provocazione social.
Siamo davanti a un’operazione cinica e strumentale, che usa un fatto drammatico per fare propaganda, confondere tutto e parlare alla pancia delle persone.
L’antifascismo non è un’opinione e non è uno slogan: è un principio fondativo della Repubblica, scritto nella Costituzione nata dalla Resistenza. Assimilarlo alla mafia significa delegittimare la storia democratica del Paese e offendere le istituzioni. Così come è offendere le istituzioni quando, troppo spesso, i violenti non si identificano perché servono alla repressione.
Manifestare è un diritto costituzionale.
Aggredire un poliziotto con calci, pugni e martellate è un crimine (anche quando le forze dell’ordine picchiano i ragazzini in piazza Cavalieri a Pisa).
Chi confonde le due cose lo fa volutamente.
Noi, davanti a un fatto del genere, non pensiamo a come ricavarne un vantaggio politico.
Altri, invece, dimostrano ancora una volta di essere la politica del “tutto fa brodo”, capace di usare qualunque cosa – anche la violenza – pur di dividere e raccogliere consenso.
Per queste ragioni riteniamo che affermazioni di questo tipo siano incompatibili con il ruolo istituzionale di un consigliere comunale.
Secondo noi, il consigliere Cosimi dovrebbe trarne le conseguenze, oppure il suo referente politico – il sindaco di Piombino, che è anche coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – dovrebbe chiedergli di farlo.
Chiediamo quindi al sindaco di Piombino di prendere pubblicamente e chiaramente le distanze da queste affermazioni e dall’atteggiamento del suo gruppo consiliare.
Chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di difendere la Costituzione, rispettare la verità dei fatti e contribuire a un clima democratico, non ad avvelenarlo.
Partito Democratico
Prc Piombino
Piombino Domani
Movimento 5 Stelle
Sinistra Italiana Piombino