Solidarietà Missionaria SVD

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MA PERCHÉ TANTE FAMIGLIE CONTINUANO A USARE LA CARBONELLA, se alla fine costa più del gas o dell’elettricità?Perché la c...
27/08/2026

MA PERCHÉ TANTE FAMIGLIE CONTINUANO A USARE LA CARBONELLA, se alla fine costa più del gas o dell’elettricità?
Perché la carbonella si può comprare giorno per giorno, in piccoli mucchietti, spendendo l’equivalente di un euro per cucinare il pasto di un giorno. Lo stesso avviene per la farina, l’olio, le verdure e molti altri prodotti: si compra poco alla volta, a piccoli mucchietti, secondo i soldi che si hanno in tasca in quel momento.
Passare al gas o all’elettricità può essere più conveniente nel tempo, ma richiede una spesa iniziale maggiore: una bombola e un fornello, oppure una piastra elettrica o una pentola adatta. Chi vive con pochissimo non sempre può permettersi oggi una spesa che gli farebbe risparmiare domani. È uno dei paradossi della povertà: chi ha meno disponibilità economiche finisce spesso per pagare di più.
Per questo non basta dire: “Non usate la carbonella, usate energie più pulite.” Se vogliamo davvero una transizione ecologica, dobbiamo mettere anche le famiglie più povere nelle condizioni concrete di parteciparvi.
E qui il discorso riguarda direttamente anche noi. Il problema ambientale è globale e non può essere risolto soltanto rendendo sempre più stringenti le misure nei Paesi più ricchi. Dobbiamo certamente ridurre i nostri consumi e le nostre emissioni, ma nello stesso tempo aiutare chi è più povero ad avere accesso a soluzioni più efficienti e sostenibili.
A volte può bastare un aiuto relativamente piccolo per superare quella spesa iniziale che una famiglia non riesce ad affrontare da sola. Il risultato è duplice: quella famiglia spenderà meno e consumerà meno carbonella, mentre tutti beneficeremo di meno alberi tagliati e meno emissioni.
Perché, di fronte a un problema globale come quello ambientale, aiutare i più poveri a cambiare significa anche aiutare noi stessi.

LA POVERTÀ È UN OSTACOLO ALLA TRANSIZIONE ECOLOGICADurante il campo estivo che abbiamo organizzato quest'anno a Livingst...
27/08/2026

LA POVERTÀ È UN OSTACOLO ALLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Durante il campo estivo che abbiamo organizzato quest'anno a Livingstone, in Zambia, un giorno si è parlato con i bambini della tutela dell'ambiente. Tra le altre cose, è stato spiegato loro che sarebbe importante ridurre l'uso della carbonella per cucinare, perché per produrla vengono tagliati molti alberi, contribuendo alla deforestazione e al cambiamento climatico. Sarebbe quindi preferibile utilizzare il gas o, ancora meglio dove è possibile, l'elettricità.
MA PERCHÉ LA CARBONELLA RAPPRESENTA UN PROBLEMA COSÌ SERIO? Per produrla non basta raccogliere qualche ramo secco. Si taglia il legname, lo si accumula e lo si ricopre generalmente di terra, lasciandolo bruciare molto lentamente con poco ossigeno per diversi giorni. È il processo di carbonizzazione: una parte del legno viene trasformata in carbone vegetale, mentre una grande parte della materia e dell'energia originaria viene dispersa durante il processo.
In Zambia questo sistema tradizionale è spesso molto inefficiente. I tradizionali forni di terra possono avere una resa di appena il 10% circa: significa che per ottenere 1 kg di carbonella possono essere necessari circa 10 kg di legna. In altre parole, da 100 kg di legname tagliato possono rimanere soltanto una decina di chili di carbonella. Per produrre relativamente poca carbonella occorre una quantità molto maggiore di legname.
Il danno ambientale avviene quindi in più momenti. Prima vengono abbattuti gli alberi; poi, durante la trasformazione della legna in carbonella, una parte consistente dell'energia viene persa e vengono prodotte emissioni; infine la carbonella viene nuovamente bruciata nelle case per cucinare. Se gli alberi vengono tagliati più velocemente di quanto la vegetazione riesca a rigenerarsi, il risultato è la progressiva riduzione delle foreste, con conseguenze sul terreno, sulla biodiversità e sulla capacità della vegetazione di assorbire CO₂.
C'è inoltre un problema che riguarda direttamente le persone. La combustione della carbonella e degli altri combustibili solidi in fornelli inefficienti produce particolato e altri inquinanti dannosi, soprattutto quando si cucina in ambienti poco ventilati. È un problema che colpisce in particolare donne e bambini, che trascorrono più tempo vicino al luogo dove si cucina.
Il ragionamento fatto con i bambini, quindi, è giusto. Ma, vivendo qualche giorno a contatto con la realtà locale, ci siamo posti una domanda: perché allora tante famiglie continuano a cucinare con la carbonella?
La risposta più immediata è: perché sono povere.
Abbiamo cominciato così a pensare a un piccolo progetto per aiutare alcune famiglie ad abbandonare la carbonella. Si potrebbe fornire, magari chiedendo anche una loro partecipazione alla spesa, un fornello a gas con due bombole. Oppure una piastra elettrica efficiente e una pentola a pressione elettrica, che permette di ridurre molto i tempi e i consumi per le cotture più lunghe.
Facendo qualche calcolo, l'elettricità, che a Livingstone a differenza del resto dello Zambia ha poche interruzioni, risulterebbe spesso conveniente anche economicamente. Eppure il problema non è risolto.
Una famiglia molto povera vive infatti in una situazione di continua emergenza. Se riceve un fornello, potrebbe essere costretta a rivenderlo perché improvvisamente servono soldi per il cibo, per una malattia, per la scuola dei figli o per qualche altra necessità urgente. Se utilizza il gas, quando la bombola finisce deve avere abbastanza denaro disponibile per ricaricarla. Se utilizza l'elettricità, deve acquistare in anticipo il credito necessario, perché il sistema è prepagato. Anche se alla fine del mese avrebbe speso meno, deve comunque avere oggi i soldi per poter risparmiare domani.
ED È PROPRIO QUESTO UNO DEI PARADOSSI DELLA POVERTÀ.
Chi ha una certa sicurezza economica può investire per spendere meno: può comprare un elettrodomestico più efficiente, installare pannelli solari, migliorare l'isolamento della casa o scegliere una fonte energetica più conveniente. Chi vive giorno per giorno, invece, spesso non può permettersi l'investimento iniziale, anche quando sa che nel lungo periodo gli farebbe risparmiare.
C'è poi un problema di abitudini e di fiducia. Se per generazioni si è cucinato con la carbonella, è difficile convincersi che per una lunga cottura l'elettricità possa costare meno. Non basta spiegare che una soluzione è più efficiente: bisogna poterla sperimentare e, soprattutto, avere una situazione economica sufficientemente stabile per adottarla.
Questa piccola esperienza africana ci ha fatto comprendere qualcosa di un problema molto più grande.
NON POSSIAMO AFFRONTARE SERIAMENTE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO SENZA AFFRONTARE CONTEMPORANEAMENTE LA POVERTÀ.
Noi dei Paesi più ricchi possiamo chiedere di ridurre le emissioni, proteggere le foreste e utilizzare energie più pulite. Ma non possiamo pretendere che una famiglia che ogni giorno deve preoccuparsi di mettere qualcosa nel piatto dei propri figli faccia dell'ambiente la sua prima preoccupazione.
Per questo aiutare i Paesi più poveri a svilupparsi non è qualcosa di separato dalla lotta al cambiamento climatico. È parte della stessa sfida.
Una famiglia che raggiunge una maggiore stabilità economica può permettersi di scegliere una cucina più efficiente, consumare meno combustibile, usare energia più pulita e pensare non soltanto alla necessità di oggi, ma anche alle conseguenze di domani.
Forse una delle lezioni che abbiamo portato a casa dallo Zambia è proprio questa: per chiedere a una persona di pensare al futuro del pianeta, dobbiamo aiutarla ad avere un futuro a cui poter pensare.

Visita al centro Cheshire Homes per ragazzi con disabilità di Livingstone.Abbiamo potuto conoscere e vedere all’opera la...
22/08/2026

Visita al centro Cheshire Homes per ragazzi con disabilità di Livingstone.
Abbiamo potuto conoscere e vedere all’opera la giovane fisioterapista Busiku. Ora può lavorare tutti i giorni al centro grazie anche al contributo per il suo salario che offriamo con l’aiuto di tanti amici. Da pochi giorni ad aiutarla è arrivata Esa, una ragazza tedesca che ha appena fatto la maturità, e ha deciso di fare un anno di volontariato.

Moses 1 https://youtu.be/V73nOTk1RUI
Moses 2 https://youtu.be/PuqdTmTT0QM
Kenneth 1 https://youtu.be/NgQ_Ihlasqo
Kenneth 4 https://youtu.be/b3rdkbJlQGc
Chela 1 https://youtu.be/EMdrv8-gxZo
Chela 2 https://youtu.be/IFdM1hXRaw0

Chela, un ragazzo con disabilità, fa fisioterapia nel centro Cheshi...

01/08/2026
❤️UN AIUTO AL CENTRO DI RIABILITAZIONE PER BAMBINI DISABILI CHESHIRE DI LIVINGSTONE (ZAMBIA) ❤️Abbiamo ricevuto una rich...
09/06/2026

❤️UN AIUTO AL CENTRO DI RIABILITAZIONE PER BAMBINI DISABILI CHESHIRE DI LIVINGSTONE (ZAMBIA) ❤️
Abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto dal Cheshire Centre di Livingstone, un centro che si occupa della riabilitazione, dell'educazione e dell'assistenza a bambini con disabilità.
In questi giorni il pulmino utilizzato per trasportare i bambini dalle loro case al centro ha subito un grave guasto ed è rimasto fermo. Per molti di questi bambini, a causa delle loro disabilità, raggiungere il centro autonomamente è impossibile. Senza questo mezzo, rischiano di non poter frequentare le attività educative e riabilitative di cui hanno bisogno.
Per rispondere a questa necessità urgente, l'Associazione Comunità Viva ha effettuato un bonifico di 740 euro per contribuire alle riparazioni del minibus e permettere ai bambini di tornare presto al centro.
Desideriamo ringraziare di cuore tutte le persone che continuano a sostenere il Cheshire Centre con le loro offerte. La vostra generosità si trasforma concretamente in aiuto, speranza e opportunità per questi bambini e le loro famiglie.
Continuiamo a ricordarli nelle nostre preghiere e, per chi lo desidera, a sostenerli con la propria solidarietà.
Grazie di cuore! Che il Signore ricompensi abbondantemente ciascuno di voi per il bene che state facendo. 🙏❤️

12/04/2026
25/01/2026

Indirizzo

Via Venezia 47/E
Riva Del Garda
38066

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