02/07/2026
📌 Iniziamo subito con quella che appare come la classica situazione in cui la pezza rischia di essere peggiore del buco.
🔍 Ci riferiamo all'Ordinanza Sindacale n. 6 del 26 giugno 2026, avente ad oggetto la rimozione di uno specchio parabolico privato installato su suolo pubblico.
📄 Con quell'atto, il Sindaco ha ordinato al Sig. omissis di provvedere alla rimozione dello specchio entro dieci giorni, a proprie spese, al fine di ripristinare la piena e sicura fruibilità del suolo pubblico.
🏛️ Va ricordato che, l’autorizzazione all’istallazione del sopracitato specchio su via V. Emanuele II, angolo via Mattia Preti, era stata regolarmente richiesta dal Sig. omissis e autorizzata in data 18/07/2025 dal Responsabile del Servizio Tecnico.
⚠️ Nelle motivazioni dell'ordinanza di rimozione, si richiamavano profili di sicurezza connessi alla presenza del palo e si faceva riferimento a segnalazioni e lamentele pervenute all'Amministrazione da parte di residenti che abitano in prossimità del suddetto specchio.
👥 Ma chi sarebbero questi cittadini tanto penalizzati dalla presenza dello specchio? Chi sono i residenti così vicini e così fortemente danneggiati? Lasciamo alla vostra curiosità la ricerca della risposta.
⏳ Tuttavia, a distanza di pochi giorni, con l'Ordinanza n. 7 del 2 luglio 2026, lo stesso Sindaco ha disposto l'annullamento del precedente provvedimento.
📑 Nell'atto di annullamento si legge, infatti, che, a seguito del riesame del procedimento, sarebbero emersi profili di illegittimità legati alla competenza ad adottare il provvedimento, nonché un'insufficiente motivazione in ordine alle ragioni di interesse pubblico poste a fondamento della rimozione.
🤔 In altre parole, un’ordinanza firmata dal Sindaco Francesco Zappone e motivata da esigenze di sicurezza è stata poi annullata dallo stesso Sindaco per presunte criticità giuridiche e procedurali, legate al fatto che essa avrebbe interferito con un provvedimento gestionale già adottato dal Responsabile del Servizio Tecnico. Un provvedimento che, soprattutto, non poteva essere revocato con un’ordinanza firmata dal Sindaco Francesco Zappone.
⚖️ Nel frattempo, come riportato nell'ordinanza di annullamento, il cittadino destinatario del provvedimento ha presentato ricorso al TAR di Catanzaro contestandone la legittimità. Lo stesso atto evidenzia che l'annullamento è stato disposto anche al fine di evitare un ulteriore aggravamento del contenzioso.
❓ Resta quindi una domanda politica, legittima e doverosa: era davvero necessario adottare un provvedimento così rilevante senza una preventiva verifica di tutti gli aspetti tecnici e giuridici?
🏛️ Saranno gli sviluppi della vicenda a chiarire quali conseguenze vi saranno per l'Ente e ad accertare l'eventuale entità delle spese derivanti. Nel frattempo, ciò che emerge è una gestione che presta il fianco a dubbi e interrogativi, soprattutto perché un'ordinanza adottata e motivata con urgenza è stata successivamente ritirata dallo stesso Sindaco.
💰 Il contenzioso, purtroppo, comporterà comunque dei costi a carico del Comune, che incideranno sulle risorse dell'Ente e, di conseguenza, sull'intera collettività. È noto, inoltre, che i procedimenti dinanzi al TAR possono comportare spese non trascurabili.
💰 Ci chiediamo: chi sosterrà questi costi? I cittadini oppure il Sindaco che ha prima adottato e successivamente annullato il provvedimento?
📢 Per questo, al di là delle valutazioni politiche, viene spontaneo pensare che, in questa vicenda, la pezza rischi davvero di essere peggiore del buco.
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