23/02/2024
L’ANPI PRETENDE DI DETTARE L’AGENDA DEGLI ARGOMENTI DI CUI PARLARE NEL GIORNO DEL RICORDO. IL PRESIDENTE LÀCOTA AMMONISCE IL SODALIZIO ED ANNUNCIA: "PRESTO UNA MOSTRA ITINERANTE SUI CRIMINI DEL COMUNISMO IN ITALIA"
Cari Amici,
un vecchio detto istriano, comune in tutto il Veneto, recita così: “vanti de parlar, tasi!”
E calza perfettamente all’ANPI che in questo periodo pretenderebbe di dettare l’agenda degli argomenti alle Associazioni degli Esuli che testimoniano gli orrori delle Foibe e l’Esodo dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.
Se dipendesse dai partigiani rossi nostrani e dai loro “storici” di riferimento (da Gobetti a Barbero, passando per il “passionario” Montanari), noi dovremmo obbligatoriamente parlare della dittatura fascista nella Venezia Giulia e raccontare i fatti sulla base della vecchia e sconfessata vulgata giustificazionista e riduzionista.
A tale riguardo è intervenuto con una nota il nostro presidente Massimiliano Làcota.
“L’ANPI e compagni vorrebbero insegnare a noi come e quando raccontare i drammi del Confine orientale d’Italia, mentre sono proprio loro maestri ineguagliabili nel nascondere le inenarrabili nefandezze commesse dai comunisti in Italia, nel cosiddetto triangolo rosso, sviscerate dal buon Giampaolo Pansa - pace all’anima sua!” ha sottolineato Làcota.
“Da che pulpito vien la predica! Non mi risulta che costoro, nelle loro cicliche conferenze indottrinali davanti agli studenti, così come nei riottosi ritrovi in cui vengono ospitati, raccontino mai una volta dei delitti efferati commessi da tanti loro “predecessori”, non solo nella Venezia Giulia, bensì da Porzûs al Veneto, dall’Emilia all’Abruzzo, passando per Toscana, Umbria e Marche. I crimini furono così abominevoli che Togliatti, fattosi nominare ministro della giustizia, fu costretto frettolosamente ad amnistiarli…” ha evidenziato il nostro presidente.
“Il tempo delle menzogne e dei tabù è finito ed a breve” annuncia infine “faremo girare in tutta Italia una bella mostra documentale che farà luce e chiarezza su tanti omicidi ed eccidi commessi a guerra finita, che alla maggior parte degli italiani, sono ancora sconosciuti”.
Viva la verità!