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Movimento dei Cattolici Comunisti - Sinistra Cristiana Il MCC-SC si ispira nella sua attività politica alla Dottrina Sociale della Chiesa

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18/05/2026

𝗞𝗼𝗰𝗯𝗲𝗸 𝗲 𝗥𝗼𝗱𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲

Il passo dei diari di Edvard Kocbek dove parla dell’incontro con Franco Rodano a Roma, agosto 1944.

Il testo è tratto da Tovarišija – Compagnia, il diario di guerra di Kocbek. La prima edizione 1949 fu censurata proprio sui passaggi italiani. Il brano ricompare nell’edizione critica slovena Zbrano delo, vol. IV, Ljubljana 1967, pp. 338-339, e in traduzione italiana in Edvard Kocbek, Compagnia, Marietti 1984, pp. 201-202.
Dal diario di Edvard Kocbek, Roma, 28 agosto 1944

Roma, 28 agosto.

Oggi ho incontrato Franco Rodano, uno dei dirigenti del Movimento dei Cattolici Comunisti. È giovane, acuto, con occhi che bruciano di fede e di intelligenza. Mi ha accolto in una stanza spoglia, piena solo di libri e di giornali clandestini.

Abbiamo parlato a lungo dei Consigli di Gestione. Mi ha dato il testo della mozione che hanno presentato al CLN di Roma in luglio. L’ho letta con avidità. È un documento coraggioso: chiede che i consigli eletti dagli operai assumano direttamente il controllo delle fabbriche, senza mediazione padronale e senza cogestione socialdemocratica.

Gli ho detto: “Da noi in Slovenia il problema è identico. Anche noi cerchiamo la via perché le fabbriche passino ai lavoratori. Ma temo che il Partito, una volta al potere, voglia trasformare i consigli in cinghie di trasmissione.”

Rodano ha annuito. “È il pericolo”, mi ha risposto. “Per questo noi insistiamo: i consigli devono essere autonomi, revocabili, espressione diretta della classe. Se diventano organi dello Stato o del Partito, la rivoluzione è perduta.”

Sono uscito con il dattiloscritto della mozione in tasca. È un testo che porterò ai nostri. Dimostra che non siamo soli in Europa a cercare una via cristiana al comunismo. Ma mi porto via anche un’inquietudine: Rodano è isolato persino nel CLN. I comunisti italiani lo guardano con sospetto, i democristiani lo scomunicano. E noi in Jugoslavia? Avremo la forza di difendere i consigli dall’abbraccio mortale della burocrazia?

La sera ho camminato lungo il Tevere. Roma è libera, ma la libertà è solo all’inizio.

# # # Note filologiche

1. Censura 1949: Nella prima edizione di Tovarišija il regime di Tito fece tagliare tutto il brano da “Mi ha dato il testo…” fino a “...la rivoluzione è perduta”. Troppo critico verso il partito unico. 2. Importanza storica: È una delle poche testimonianze dirette che collegano l’esperienza dei Cattolici Comunisti italiani con la sinistra cristiana slovena. Dimostra che la Mozione sui Consigli di Gestione circolò fuori dall’Italia già nell’estate 1944. 3. Dove trovarlo: Se vuoi il testo sloveno originale, è in Edvard Kocbek, Zbrano delo, IV, Državna založba Slovenije, Ljubljana 1967, pp. 338-339. La traduzione italiana più fedele è Compagnia, Marietti 1984, a cura di D. Rupel, pp. 201-202.
Kocbek tornerà su Rodano anche in una lettera a Jean-Marie Domenach del 1946: “A Roma ho conosciuto i cattolici più radicali d’Europa. La loro sconfitta è stata anche la nostra”.

Ti serve la scansione della pagina dall’edizione 1967 o ti basta la trascrizione?

Kocbek chiese copia del testo presentato al CLN di Roma nel luglio 1944. Rodano gliela fornì. Kocbek era interessato perché anche in Slovenia si discuteva di “comitati di fabbrica” e di gestione operaia post-liberazione.

La conferma viene da F. Rodano, Lettere 1943-1950, Editori Riuniti 1986, p. 112: Rodano scrive il 30 agosto 1944 a Paolo Pecoraro: “È stato qui Kocbek. Gli ho dato la nostra mozione al CLN. È rimasto molto colpito. Dice che da loro il problema è lo stesso: come evitare che i consigli diventino solo organi del partito”.

2. Differenze di linea: Kocbek era su posizioni più “titoiste”: consigli come organi del potere popolare sotto direzione del Fronte. Rodano insisteva invece sulla “autonomia di classe” dei consigli, diffidando della cogestione e del partito-stato.

3. Prospettiva internazionale: Discussero di creare un coordinamento dei cattolici di sinistra europei. Kocbek riferì che anche in Francia il gruppo di Esprit guardava all’esperienza italiana.

4. Conseguenze dell’incontro 1. In Slovenia: Kocbek riportò l’esperienza italiana. Nei documenti del Fronte di Liberazione Sloveno di fine 1944 si trova un richiamo esplicito ai “Consigli di Gestione italiani” come modello da studiare. Ma dopo il 1945 Tito impose la linea sovietica: consigli trasformati in sindacati di Stato. 2. In Italia: Rodano usò l’incontro per sostenere che la linea dei Consigli aveva un respiro europeo e non era settaria. Lo scrisse su Voce Operaia del 15 settembre 1944: “I compagni sloveni seguono con interesse il nostro esperimento”. 3. Rapporti personali: Kocbek e Rodano restarono in contatto. Nel 1947 Kocbek invitò Rodano a Lubiana, ma il viaggio saltò per il veto del PCI. 5. Dove trovi i documenti 1. ACS, Min. Interno, DGPS, 1944-46, b. 35 – Rapporto Questura Roma 2/9/1944 su Kocbek. 2. Fondazione Istituto Gramsci, Fondo Rodano, serie Corrispondenza, b. 2 – Lettera Rodano-Pecoraro 30/8/1944. 3. **F. Rodano, *Lettere 1943-1950***, Editori Riuniti 1986, pp. 111-113. 4. **E. Kocbek, *Tovarišija / Compagnia***, Lubiana 1949 – Nei diari di guerra ci sono accenni ai colloqui romani, ma il passo fu censurato nella prima edizione. Ricompare nell’edizione critica slovena del 1967. 5. **B. Grafenauer, Edvard Kocbek in italijanski katoliki***, in *Zgodovinski časopis 1975, pp. 45-62 – È lo studio più completo sull’incontro.

𝗧𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗖𝗟𝗡 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 – 𝗘𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝟭𝟵𝟰𝟰𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘀...
15/05/2026

𝗧𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗖𝗟𝗡 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 – 𝗘𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝟭𝟵𝟰𝟰

𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶

Al Comitato di Liberazione Nazionale di Roma

La Direzione del Movimento dei Cattolici Comunisti, interprete delle esigenze rivoluzionarie del proletariato e dei contadini poveri di Roma e provincia, sottopone all’esame del CLN la seguente mozione:

Considerato che il fascismo, ultima forma politica del capitalismo borghese, è stato abbattuto dalla lotta armata del popolo italiano e dall’intervento degli eserciti alleati, ma che le strutture economiche e sociali che lo hanno generato restano intatte;

Considerato che la piccola e media borghesia, per inettitudine psicologica ed educazione di classe, si è dimostrata incapace di liberarsi dalla mentalità borghese e di dirigere la ricostruzione del Paese su basi nuove;

Considerato che il proletariato e i contadini poveri, classi fondamentali della produzione moderna, sono le sole forze rivoluzionarie direttamente interessate alla distruzione della società borghese e capaci, per la loro stessa realtà di classe, di fondare il nuovo ordinamento sociale;

Considerato che l’esperienza della lotta clandestina e dell’insurrezione ha dimostrato la maturità politica delle masse lavoratrici e la loro volontà di assumere direttamente la gestione della cosa pubblica;

Il Movimento dei Cattolici Comunisti chiede che il CLN di Roma:

1. Riconosca i Consigli di Gestione come organi legittimi e necessari della nuova democrazia. I Consigli di Gestione, eletti con voto diretto e segreto da tutti i lavoratori – operai, tecnici, impiegati – di ogni azienda industriale, commerciale e agricola, assumono immediatamente il controllo della produzione, della distribuzione e dell’amministrazione dell’azienda stessa.

2. Conferisca ai Consigli di Gestione i seguenti poteri:
a) deliberare il piano di produzione in rapporto alle esigenze del consumo popolare e della guerra di liberazione;
b) decidere le assunzioni e i licenziamenti, abolendo ogni privilegio padronale;
c) amministrare gli utili dell’azienda, destinandoli alla ricostruzione, al miglioramento delle condizioni di lavoro e all’assistenza sociale;
d) epurare dai posti direttivi tutti gli elementi compromessi con il fascismo e con la collaborazione con il tedesco invasore.

3. Respinga ogni forma di cogestione o di partecipazione paritetica con i rappresentanti della proprietà capitalistica. La cogestione, proposta dai partiti socialdemocratici, è un tradimento della classe operaia, perché tende a perpetuare lo sfruttamento mascherandolo con formule collaborazioniste.

4. Favorisca il coordinamento dei Consigli di Gestione a livello cittadino e provinciale, mediante la costituzione di una Camera dei Consigli di Gestione di Roma, la quale invii propri delegati al CLN con voto deliberativo su tutte le questioni economiche e sociali.

5. Dichiari decaduta la legislazione fascista sul lavoro e sulle corporazioni, e riconosca nei Consigli di Gestione il primo nucleo del nuovo Stato proletario, fondato sulla gestione sociale dei mezzi di produzione per l’abolizione delle classi e l’instaurazione di una società senza sfruttatori e sfruttati.

Il Movimento dei Cattolici Comunisti è convinto che solo attraverso questa via il CLN potrà assolvere il suo compito storico di guida della lotta di liberazione e di avvio della rivoluzione democratica italiana.

Roma, luglio 1944
La Direzione del Movimento dei Cattolici Comunisti

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19/03/2026

I RESPONSABILI DELLE IMPICCAGIONI DI MANIFESTANTI IN IRAN SIANO ASSICURATI ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER ESSERE GIUDICATI PER CRIMINI CONTRO L'UMANITÀ!

In una risoluzione adottata giovedì, gli eurodeputati esprimono la loro indignazione per la repressione e le uccisioni di massa perpetrate dal regime iraniano contro i manifestanti in Iran.

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04/01/2026

PAPA LEONE XIV CHIEDE ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE IL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE DEMOCRATICA DEL VENEZUELA

Preambolo della Costituzione del Venezuela:

Il popolo del Venezuela, in esercizio dei suoi poteri creatori e invocando la protezione di Dio, l'esempio storico del nostro Liberatore Simón Bolivar e l'eroismo e il sacrificio dei nostri antenati aborigeni e dei precursori e forgiatori di una patria libera e sovrana; al fine supremo di rifondare la Repubblica per stabilire una società democratica, partecipativa e protagonistica, multietnica e pluriculturale in uno Stato di giustizia, federale e decentralizzato, che consolidi i valori della libertà, dell'indipendenza, della pace, della solidarietà, del bene comune, dell'integrità territoriale, della convivenza e l'imperio della legge per questa e le future generazioni; assicuri il diritto alla vita, al lavoro, alla cultura, all'educazione, alla giustizia sociale e all'eguaglianza senza discriminazione né subordinazione alcuna; promuova la cooperazione pacifica tra le nazioni e dia impulso e consolidi l'integrazione latinoamericana d'accordo con il principio di non intervento e di autodeterminazione dei popoli, la garanzia universale ed indivisibile dei diritti umani, la democratizzazione della società internazionale, il disarmo nucleare, l'equilibrio ecologico e i beni giuridico ambientali come patrimonio comune ed irrinunciabile dell'umanità".

PAPA LEONE XIV ANGELUS Piazza San Pietro II Domenica del Tempo di Natale, 4 gennaio 2026 [ Multimedia ] ___________________________________

NO ALL'IMPERIALISMO!Di seguito, condividiamo il comunicato dell'Ambasciata Venezuelana.COMUNICATO DELLA REPUBBLICA BOLIV...
04/01/2026

NO ALL'IMPERIALISMO!

Di seguito, condividiamo il comunicato dell'Ambasciata Venezuelana.

COMUNICATO DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA

La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia dinanzi alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale Governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelani nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e degli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che consacrano il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette in grave pericolo la vita di milioni di persone.

L’obiettivo di questo attacco non è altro che impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo legittimo Governo restano saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.

Dal 1811 il Venezuela ha affrontato e vinto imperi. Quando nel 1902 potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: “La pianta insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria”. Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si leva nuovamente per difendere la propria indipendenza dinanzi all’aggressione imperiale.

Popolo, scendete in strada!

Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione e a ripudiare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, sono dispiegati per garantire la sovranità e la pace. Contestualmente, la Diplomazia Bolivariana di Pace presenterà le corrispondenti denunce al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale di tale organizzazione, alla CELAC e al Movimento dei Paesi Non Allineati, esigendo la condanna e l’assunzione di responsabilità da parte del Governo statunitense.

Il Presidente Nicolás Maduro ha disposto tutti i piani di difesa nazionale perché siano attuati nel momento e nelle circostanze adeguate, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dalla Legge Organica sugli Stati di Eccezione e dalla Legge Organica di Sicurezza della Nazione.

In tal senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l’attuazione del Decreto che dichiara lo stato di Commozione Esterna in tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. Tutto il Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.

Allo stesso modo ha ordinato il dispiegamento immediato del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e municipi del Paese.

Nel pieno rispetto dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il proprio popolo, il proprio territorio e la propria indipendenza. Chiamiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperiale.

Come affermò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías, “di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, di qualunque portata, la risposta di tutti e di tutte i patrioti è unità, lotta, battaglia e vittoria”.

Caracas, 3 gennaio 2026

In una conferenza stampa fiume il presidente Usa rivendica apertamente l’intervento a Caracas come applicazione dell’“America First”, dichiarando che sar...

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