04/03/2023
Potenze mondiali, alla ricerca del mabul...?
Perché tutte le potenze mondiali stanno facendo ben poco per far cessare l’assurdo massacro in Ucraina?
Perché i media hanno iniziato solo da un anno a mettere in risalto questa guerra, pur essendo iniziata nel 2014?
Sono le medesime potenze che contemporaneamente, si affrettano a salvare le persone portando il loro aiuto alla Turchia e alla Siria colpite dal tremendo sisma di magnitudo 7.9.
I corpi senza vita estratti dalle macerie e il paesaggio con le orribili rovine sono gli stessi
In un caso, in Ucraina, è la mano dell’uomo che continua a produrle, nell’altro caso, in Siria e in Turchia, è stato il terremoto.
Ma è lo stesso essere umano che, con la stessa mano cerca di togliere quelle macerie nella speranza di salvare il maggior numero possibile di persone.
Insomma con una mano si uccide, con l’altra si salva.
Le vittime però sono sempre le stesse, da una parte e dall'altra ... gli esseri umani ...!
Ma soprattutto, quale logica incomprensibile viene messa in pratica se mentre si invoca la pace, al tempo stesso si producono armi sempre più distruttive? Come se la pace si realizzi solo facendo la guerra.
Come se la pace non coincidesse con la deposizione delle armi.
Il modo di agire di queste potenze è fortemente ambiguo la loro affidabilità è pari a zero.
Non serve a nulla salvare la faccia inviando aiuti umanitari.
Che cosa fanno i cosiddetti paesi cristiani europei? Mentre da un lato vanno in chiesa, dove con una mano si fanno il segno della croce e si battono il petto, con l'altra mano consegnano armi a Zelenski che ne chiede sempre di più e sempre più potenti, diranno, "si però sappiate che gli diamo le armi a fin di bene eh ... è per la pace".
E ancora, da un lato i signori della geopolitica si riuniscono a cadenza annuale per dire che hanno tutta l’intenzione di salvare il pianeta azzurro, dall’altra, una volta finito il summit e il relativo fastoso buffet, si rimangiano quanto sottoscritto, continuando come nulla fosse con i loro abusi, con i loro progetti energetici che generano devastazioni per l'ecosistema.
Chissà cosa frulla realmente nelle calotte craniche di alcuni.
Hanno abbattuto i muri di cemento e mattoni ma realizzano muri più difficili da abbattere, quelli costruiti a colpi di sanzioni, bombe economiche, fiscali, commerciali, in pratica muri invisibili e quasi impossibile da abbattere.
Un’altra modalità, non sempre evidente, di queste potenze è quella di far apparire come umanità di scarto, senza valore tutti quegli individui che le medesime potenze, per ragioni geopolitiche, hanno di fatto interesse a distruggere.
Infatti il principale problema da risolvere per questi Stati è quello di creare i presupposti "negativi" o le opportune motivazioni giuridiche al fine di legittimare e giustificare i loro interventi ovviamente "positivi" ... interventi a suon di machiavellici inciuci e missili per esportare la "loro" democrazia e la "loro" pace nel mondo.
Riflettendo su quanto appena detto, ovviamente, l'unica soluzione per costringere un altro Stato a desistere dai propri propositi di invasione militare, è quella di ricorrere, a un’altra guerra.
L’assurdità illogica dell’ambiguo agire umano, che ha nella guerra l’unica modalità risolutiva dei contrasti.
E i contrasti sono sempre dietro l'angolo poiché l'umanità è costretta ad oscillare inerzialmente da un disastro all’altro, quasi che l’uno richiami l’altro, ondeggia e si infrange tra una tragedia geopolitica e una sciagura pandemica, tra un disastro geofisico e una crisi politico-economica, in attesa di andare a sb****re inevitabilmente in un cataclisma sociale, insomma tra un sisma totalmente umano, quale è la guerra, e un sisma del tutto disumano, qual è il fenomeno tellurico.
Non potendo umanamente sottrarsi a quest’ultimo, nonostante tutte le precauzioni ingegneristiche, potrebbe almeno provare ad evitare il primo tipo di catastrofe, dal momento che l’umanità si è trovata costretta a sviluppare una propria forma di pensiero e di ragione.
Purtroppo, però, il dramma umano risiede nel fatto che la stessa ragione, come si è visto, benché sia in grado di ideare e di delineare le condizioni per la salvezza dell’umanità, come si vede nella Costituzione italiana, nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nei trattati e nei negoziati, tuttavia essa non solo si dimostra incapace di realizzarla, ma è irresistibilmente e inspiegabilmente attratta dalla propria autodistruzione.
E ciò spinge uno studioso come Elias a ipotizzare che solo quel resto di umanità che sopravvivrà a una incombente guerra nucleare si vedrà costretto a creare soluzioni pacifiche per gli inevitabili conflitti tra gli uomini.
Ciò per dire che solo dopo la scomparsa di buona parte dell’umanità quel resto, non di giusti ma di fortunati, sarà costretto a modificare e a migliorare la propria "humana conditio".
Sicché, solo quel rimasuglio di umanità che alla fine potrebbe rimanere dopo l’edizione nucleare del "mabul" (il diluvio universale dell'era moderna) alla luce di quanto vissuto forse avrà una resilienza intelligente nell'interesse di tutti.
Senza alcun dubbio anche nell’attuale scenario russo-ucraino c’è un signore (con la esse minuscola) d'oltreoceano (non dall'alto dei cieli), che, secondo i propri progetti nascosti ai molti, suscita l’odio tra fratelli e speriamo mai scateni il "mabul" dell'era moderna.