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Cuba non è un caso isolato.È il laboratorio più antico e più spudorato di una tecnica che Washington ha affinato per ses...
03/08/2026

Cuba non è un caso isolato.

È il laboratorio più antico e più spudorato di una tecnica che Washington ha affinato per sessant’anni e che oggi applica, con metodi diversi ma logica identica, a mezzo mondo: piegare un popolo tagliandogli l’accesso a farmaci, carburante, credito, tecnologia, e chiamare questo “pressione economica” invece che assedio.

https://ms-ft.it/cuba-oggi-europa-domani-il-vero-volto-delle-sanzioni-americane/

Cuba non è un caso isolato. È il laboratorio più antico e più spudorato di una tecnica che Washington ha affinato per sessant’anni e che oggi applica, con metodi diversi ma logica identica, a mezzo

Sull'immigrazione l'occidente progressista non ha soluzioni: ha solo alibi
01/08/2026

Sull'immigrazione l'occidente progressista non ha soluzioni: ha solo alibi

Sull'immigrazione l'occidente progressista non ha soluzioni: ha solo alibi Ceuta non è una notizia. È una sentenza; la sentenza definitiva su vent'anni di politica migratoria europea: un edificio costruito sull'ipocrisia, tenuto in piedi dalla complicità tra il buonismo progressista e gli interes...

Il Movimento Sociale chiede al sindaco   di convocare immediatamente un’assemblea pubblica con i cittadini di   e  , di ...
01/08/2026

Il Movimento Sociale chiede al sindaco di convocare immediatamente un’assemblea pubblica con i cittadini di e , di rendere pubblici tutti i dati ambientali, di avviare un’indagine indipendente sulle cause dell’incendio e sui protocolli di sicurezza del terminal Multiservice, e di presentare un piano concreto per il ripristino immediato del sistema di sirene di allarme.
I cittadini Veneziani non si meritano un sindaco che twitta a mezzanotte. Si meritano un’amministrazione che li protegga prima e non che li tranquillizzi, con un twit, dopo.

Giovedì scorso un incendio è divampato tra i rottami metallici del terminal Multiservice di Porto Marghera in via dei Sali. I vigili del fuoco lo hanno dichiarato concluso alle 19. Venerdì 31 luglio alle 18 le fiamme sono riesplose con intensità superiore al rogo precedente tanto che una colonna...

31/07/2026

La sospensione di con la Spagna è giusta ma non basta perché il problema non è Schengen, è che il Marocco usa i migranti come arma geopolitica da anni e l'Europa continua a farsi ricattare, che una sentenza della Corte Suprema sp****la ha di fatto spalancato le porte a Ceuta incentivando traversate mortali, e che finché non si costruisce una politica mediterranea seria fatta di accordi di riammissione vincolanti, cooperazione economica reale con i Paesi di origine e controllo vero dei confini esterni, saremo qui tra sei mesi a scrivere lo stesso post su un'altra

GD

https://ms-ft.it/mesagneennesimo-operaio-morto-adesso-basta/
29/07/2026

https://ms-ft.it/mesagneennesimo-operaio-morto-adesso-basta/

Stamattina a Mesagne, nel Brindisino, una tettoia è crollata all'interno di un cantiere privatoed un operaio è morto sul posto. Un secondo lavoratore è stato trasportato in codice rosso all'ospedale in gravi condizioni. Il Movimento Sociale esprime il proprio cordoglio alla famiglia dell'operaio ...

Mesagne (BR) cantiere edile 29 luglio 2026. Una tettoia crolla ed un operaio muore ed un altro è in codice rosso.In ques...
29/07/2026

Mesagne (BR) cantiere edile 29 luglio 2026. Una tettoia crolla ed un operaio muore ed un altro è in codice rosso.
In questo Paese un lavoratore muore ogni otto ore. Ogni giorno, da anni.
E ogni giorno, da anni, il governo esprime cordoglio. Poi non cambia nulla.
Il cordoglio senza responsabilità penale certa è complicità.

27/07/2026

Pirlo escluso dalla panchina azzurra perché ha un contratto con un'azienda russa. Non perché abbia commesso reati. Non perché sostenga Putin. Perché ha firmato una sponsorizzazione commerciale con una società russa mentre allenava negli Emirati.
Stessa Europa che censura chi condivide video di Russia Today. Stesso Occidente che indaga i partiti sovranisti. Stesso sistema che vuole decidere con chi puoi lavorare, cosa puoi leggere e come puoi pensare.
Il maccartismo è tornato. Solo che stavolta ha la bandiera dell'UE

Parliamo di  , il partito del PPE, quello che risponde prima a Bruxelles che a Roma;  , il partito che si dichiara sovra...
15/07/2026

Parliamo di , il partito del PPE, quello che risponde prima a Bruxelles che a Roma; , il partito che si dichiara sovranista ma che poi obbedisce a Washington su basi, armi e NATO; il , che risponde alle fondazioni americane, ai think tank atlantisti, alle logiche di un internazionalismo liberale e delle politiche woke che non hanno nulla a che fare con gli interessi degli italiani; la Lega, che ha costruito la sua fortuna sul “prima gli italiani” e poi governa con chi mette prima gli americani, i tedeschi, i banchieri di Francoforte; il , nato per aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e finito a sostenere Draghi, le armi all’Ucraina e ogni politica che ha impoverito gli italiani; alleanza Verdi Sinistra che si dice alternativa e poi vota come il PD su tutto ciò che conta.

Sette partiti. Sette liste bloccate. Sette segretari che decidono chi entra in Parlamento e chi no. Sette sistemi di fedeltà verticale in cui il parlamentare risponde al capo, non all’elettore.

Ieri il governo Meloni è andato in minoranza sulla legge elettorale. L'emendamento che introduceva le preferenze che avrebbe restituito agli elettori il diritto di scegliere chi mandare a rappresentarli in Parlamento, è stato bocciato. Lo hanno affossato insieme la sinistra e una parte della stess...

CALABRIA, FERROVIE SABOTATE. TERRORISMO O FURTO DI RAME? LA VERITÀ CHE NON VOGLIONO DIRE.Nella notte tra l’8 e il 9 lugl...
11/07/2026

CALABRIA, FERROVIE SABOTATE. TERRORISMO O FURTO DI RAME? LA VERITÀ CHE NON VOGLIONO DIRE.
Nella notte tra l’8 e il 9 luglio la rete ferroviaria calabrese è andata in tilt. Le quattro linee esistenti (Salerno-Paola, Catanzaro Lido-Taranto, Sibari-Paola e Cosenza-Paola) sono state messe fuori uso contemporaneamente. Centinaia di passeggeri bloccati per ore nelle stazioni, bambini e anziani sopraffatti dal caldo, nessuna informazione, nessuna assistenza, nessun piano B. “Siamo qui come pecore” sono le state le disarmanti parole di un passeggero alla stazione di Scalea che sintetizzano perfettamente quello che è successo.

La versione ufficiale parla di “presunta matrice dolosa” per furto di cavi di rame. Gli inquirenti indagano. Ma permettetemi di fare quella domanda scomoda che nessuno vuole fare ad alta voce: è davvero credibile che ladri di rame abbiano colpito simultaneamente tutte e quattro le linee ferroviarie della Calabria nella stessa notte?

Salvini non ha avuto dubbi: “È terrorismo. Spero non ci siano motivi politici.” Questa è la sua versione. E quando il ministro dei Trasporti usa la parola terrorismo, significa che almeno lui sa che il furto di rame è una narrativa difficile da sostenere. Quattro linee contemporaneamente. In Calabria, nel pieno della stagione estiva e con la massima concentrazione di passeggeri turistici. Non è un caso ma un’azione coordinata.

Il Movimento Sociale chiede che le indagini vengano condotte con la massima serietà e trasparenza e che i risultati vengano comunicati agli italiani senza filtri e senza ridimensionamenti. Se si trattasse di sabotaggio come la dinamica dell’accaduto vuol fare credere, i cittadini hanno il diritto di saperlo e se ci fossero motivazioni politiche, come Salvini stesso ha ipotizzato, è ancora più urgente che emergano.

Ma c’è un secondo livello di questa vicenda che merita attenzione e che nessuno sta affrontando con il dovuto rigore. La Calabria è la regione italiana con la rete ferroviaria più fragile, più antica, con i minori investimenti d’Italia. Quattro linee per una regione grande quanto la Lombardia di cui due definibili degne di questo nome. Un’infrastruttura che non ha ridondanze, che non ha sistemi di protezione adeguati, che non ha piani di emergenza reali. Come dimostrato dalla vicenda: basta toccare i cavi in quattro punti e un’intera regione rimane isolata.

Questo non è solo un problema di sabotaggio ma è il risultato di decenni di abbandono infrastrutturale del Sud da parte di ogni governo che si è alternato a Roma. È la fotografia di una Calabria trattata come periferia dell’impero che tratta i cittadini come pecore in un recinto, senza informazioni, senza assistenza, senza rispetto.

Il Movimento Sociale, con la propria assemblea programmatica nazionale ed il congresso tenutesi proprio a Lamezia Terme, ha posto il meridione e la Calabria al centro del proprio progetto politico. Puglia, Sicilia e Calabria come hub naturale del Mediterraneo e dell’Africa. La Calabria come testa del Sud, non coda dell’Italia. Una visione che richiede investimenti infrastrutturali seri e non promesse elettorali o ferrovie che si bloccano perché qualcuno ha tagliato un cavo.

Chi ha sabotato le ferrovie calabresi ha colpito il Sud nel momento più vulnerabile: ed i governi che negli ultimi lustri si sono succeduti possono sembrare complici di questo; con agosto alle porte, massimo flusso turistico, massima dipendenza dalla mobilità ferroviaria hanno colpito le famiglie, i lavoratori, i turisti, gli anziani. Ha colpito la Calabria.

Le indagini facciano il loro corso. Ma la verità venga detta tutta, senza sconti e senza depistaggi.

Nella notte tra l'8 e il 9 luglio la rete ferroviaria calabrese è andata in tilt. Le quattro linee esistenti (Salerno-Paola, Catanzaro Lido-Taranto, Sibari-Paola e Cosenza-Paola) sono state messe fuori uso contemporaneamente. Centinaia di passeggeri bloccati per ore nelle stazioni, bambini e anzian...

ANKARA, FINE DELLA FINZIONE.Ad Ankara si è consumato qualcosa di più di un vertice militare. Si è consumata, davanti agl...
09/07/2026

ANKARA, FINE DELLA FINZIONE.
Ad Ankara si è consumato qualcosa di più di un vertice militare. Si è consumata, davanti agli occhi di tutti, la resa definitiva di una classe politica che ha trasformato la sovranità nazionale in uno slogan elettorale e la dignità dell’Italia in merce di scambio nei corridoi dell’Alleanza Atlantica.

Il vertice si è chiuso con una dichiarazione finale che definisce la Russia “minaccia a lungo termine per la sicurezza euro-atlantica” e l’Italia ha firmato, obbediente, senza ba***re ciglio. Il Consiglio Atlantico ha approvato il comunicato finale con il meccanismo della “procedura del silenzio”: in assenza di obiezioni formali entro il termine stabilito, il testo viene considerato adottato.

Ecco la “democrazia” atlantica: firmi nel silenzio, paghi nel silenzio, muori nel silenzio.

La dichiarazione finale impegna gli alleati a garantire all’Ucraina sostegno militare per 70 miliardi di euro nel 2026 e altrettanti nel 2027, per un totale di 140 miliardi in soli due anni. Centoquaranta miliardi per una guerra che non è la nostra, decisi da chi non è stato eletto da nessun italiano, firmati da chi si proclama sovranista e poi non osa aprire bocca.

Giorgia Meloni si è presentata ad Ankara con le spese militari al 2,8% del PIL, con un aumento dello 0,71% garantito soprattutto dalle spese legate alla sicurezza interna. Ed intanto il segretario generale Rutte ha attribuito all’Italia un ruolo chiave nell’operazione americana in Iran, parlando di circa 500 voli partiti dalle basi militari presenti sul territorio italiano mentre il governo continua a smentire Rutte, come se smentire cambiasse la realtà di basi straniere sul suolo della Repubblica Italiana che vengono usate per fare guerra senza che il Parlamento ne sappia nulla, senza che il popolo italiano abbia mai votato per diventare rampa di lancio dell’imperialismo americano.

La nostra proposta non cambia: non rimodulare, non rinegoziare, non chiedere deroghe a Bruxelles o sconti a Washington e uscire dall’Alleanza Atlantica che dal 1989 non ha prodotto pace ma solo guerre, instabilità, profitti per l’industria bellica e macerie per i popoli. Costruire un esercito europeo, in un contesto politico nuovo, che guardi alla Russia non come al nemico di turno ma come alla Nazione Sorella con cui edificare quella grande Europa dei Popoli dall’Atlantico al Pacifico che è l’unico orizzonte degno di questo continente.

Sulla guerra in Ucraina la nostra posizione non cambia di un millimetro: neutralità italiana, soluzione diplomatica, fine delle forniture di armi. Non perché siamo filorussi ( e se lo fossimo avremmo ragioni per esserlo) ma perché siamo italiani e non vogliamo che nemmeno un soldato italiano, nemmeno un euro italiano, nemmeno una base italiana serva ad alimentare una guerra per procura che gli americani combattono fino all’ultimo ucraino e fino all’ultimo euro europeo.

Ad Ankara si è consumato qualcosa di più di un vertice militare. Si è consumata, davanti agli occhi di tutti, la resa definitiva di una classe politica che ha trasformato la sovranità nazionale in uno slogan elettorale e la dignità dell'Italia in merce di scambio nei corridoi dell'Alleanza Atla...

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