18/08/2026
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𝗔𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗻𝗶𝗮, 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮 (𝗗𝗖): “𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 è 𝗹𝗮 𝗰𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝘃𝘂𝗹𝗰𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮, 𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮”
Torna a far discutere la gestione dei disagi all’aeroporto 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗻𝗶𝗮, dopo le recenti chiusure causate dalla sabbia vulcanica proveniente dall’Etna. A intervenire sulla questione è l’onorevole 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮, deputato regionale della 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗮 all’ARS, che ha voluto fare chiarezza sulle reali responsabilità dell’accaduto.
Il parlamentare catanese ha preso posizione dopo le dichiarazioni del 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗖 𝗶𝗻 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮, 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗶𝘂𝗳𝗳𝗿𝗶𝗱𝗮, inserendosi nel dibattito con un’analisi che sposta il focus dalla causa naturale alla gestione istituzionale dell’emergenza.
𝗟𝗮 𝗰𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝘃𝘂𝗹𝗰𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗼𝗻 è 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮
Secondo 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮, la presenza di sabbia vulcanica sulla pista non può essere considerata la vera criticità: si tratta infatti di un fenomeno legato all’attività dell’Etna, 𝗶𝗻𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼. Il deputato sottolinea come questo tipo di evento sia diventato ormai 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 per il territorio catanese, e proprio per questo dovrebbe essere affrontato con strumenti adeguati e pianificati in anticipo.
𝗟𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶
Il nodo della questione, per 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮, riguarda invece l’assenza di 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗶 da parte delle istituzioni, sia pubbliche che private. Nel suo intervento, il parlamentare denuncia la mancanza di 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗶 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, lasciati 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗰𝘂𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 durante i momenti di crisi. Una carenza organizzativa che, a suo avviso, ha trasformato un fenomeno naturale gestibile in un caos che ha generato 𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗴𝗶 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶.
𝗟’𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮 lancia infine un appello concreto: la Sicilia non può più permettersi di subire passivamente il 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗱’𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 derivante da una gestione inadeguata di questi eventi. Per il deputato della 𝗗𝗖, serve una 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗶, poiché la sola società aeroportuale non ha le risorse né gli strumenti per affrontare la situazione in autonomia.
L’intervento si inserisce in un dibattito politico più ampio sulla capacità del sistema regionale siciliano di rispondere a un fenomeno ricorrente, chiedendo un 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 legate all’attività vulcanica dell’Etna.