28/10/2024
𝐋𝐀 𝐂𝐔𝐋𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐁𝐀𝐋𝐋𝐀
Controlli su Report e la rabbia di Chigi. Meloni vede Giuli
I vertici Rai hanno visto la puntata il 22 e il 24
di Thomas Mackinson
dal Fatto Quotidiano-28 ottobre 2024
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Oggi l’Auditel dirà quanti italiani hanno visto la puntata di Report che inaugura la nuova stagione. Ma da una settimana tiene banco un altro tema, ovvero i tentativi di impedirne la messa in onda, ben prima che avvenisse, visto che erano bastate le anticipazioni a far dimettere il capo di Gabinetto del nuovo ministro della Cultura Alessandro Giuli. E se qualcuno dalle parti del governo l’ha vista in anteprima o se l’è sentita “spoilerare” minuto per minuto.
Le antenne di viale Mazzini si sono sollevate subito, fin dall’inizio della scorsa settimana, tanto che erano presto fioccate richieste di visionare preventivamente la puntata. In mezzo, le uscite infelici del direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini, che ben danno la temperatura. E forse non è il solo perché, come ha riportato il Fatto, nonostante le smentite ufficiali, anche dalle parti di Chigi c’era più che interesse a capire cos’altro aspettarsi dalla trasmissione di Sigfrido Ranucci se l’anteprima era bastata a far tremare ancora il Palazzo. Tanto che su questo è uscita una nota dell’Usigrai, cui Chigi replica con sufficienza, salvo scoprire che la Meloni era a pranzo proprio con Giuli, il ministro costretto da un’anticipazione ad accettare le dimissioni del suo vice. Il valzer attorno alla puntata inizia in realtà lunedì, quando le anticipazioni parlano di un servizio sulle vicende giudiziarie della Liguria che va in onda a urne aperte. È un appiglio per le prime richieste di visione preventiva. Maurizio Gasparri, capogruppo azzurro al Senato, parlerà di “atto illegale”: “Una trasmissione Rai non può fare propaganda elettorale durante il silenzio elettorale”. Martedì Ranucci ottempera, Corsini vede il servizio che andrà in onda perché nulla, evidentemente, era “illegale”. Mercoledì è parecchio nervoso, tanto da bollare come “infame” Corrado Formigli che risponderà per le rime.
L’indomani, giovedì, ha però tra le mani la “cassetta” di tutta la puntata di Report. L’indomani ancora, venerdì, Giuli in versione “pompiere di se stesso” concede interviste e sfoghi ai giornali. E arriva domenica, il giorno fatidico. Scende in campo direttamente Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fdi: in un’intervista a La Stampa tenta di stoppare la faida interna al partito attorno alla figura di Giuli che “ha il nostro appoggio”. Il Fatto invece rivela che, secondo fonti di governo, durante la giornata di domenica Corsini avrebbe poi riferito a Palazzo Chigi dei contenuti del programma. E parte il mezzogiorno di fuoco. Alle 12 una nota dell’Usigrai denuncia l’interferenza del governo sull’informazione della tv pubblica: “La Rai in crisi di ascolti e risorse ha bisogno di un vertice in grado di rilanciarla e non di dirigenti che rispondano a questo o quel partito”.
Alle 15 arriva la risposta da Chigi. “Report non lo vediamo in onda, figuriamoci in anteprima, e di domenica, a Palazzo Chigi”. Ma il punto è esattamente opposto, non ha senso vederla se qualcuno te l’ha già “spoilerata” a dovere. L’Ansa in serata fa sapere che Meloni e Giuli hanno trascorso “alcune ore assieme, intrattenendosi a pranzo e facendo il punto sulle future attività del ministero”. Incontro autodefinito “conviviale”. In ogni caso, il tema Giuli&C. era al centro del palinsesto di Palazzo Chigi.