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Roma per GKN, un'azione contro il riarmoDomenica 29 marzo dalle 11 alle 17 a Latte Bookstore, Città dell'Altra Economia ...
27/03/2026

Roma per GKN, un'azione contro il riarmo

Domenica 29 marzo dalle 11 alle 17 a Latte Bookstore, Città dell'Altra Economia (largo Dino Frisullo), diamo uno schiaffo al sistema!

Dopo il dibattito delle 11:30, e il pranzo sociale a cura di , ci sarà un'asta di biciclette offerte dalle nostre ciclofficine!

Durante tutta la giornata si potranno acquistare biglietti per una riffa solidale, e il ricavato di questa iniziativa sarà devoluto interamente al collettivo di fabbrica!

Roma per GKN, un'azione contro il riarmoDomenica 29 marzo dalle 11 alle 17 a Latte Bookstore, Città dell'Altra Economia ...
25/03/2026

Roma per GKN, un'azione contro il riarmo

Domenica 29 marzo dalle 11 alle 17 a Latte Bookstore, Città dell'Altra Economia (largo Dino Frisullo), diamo uno schiaffo al sistema!

Alle 11:30: Alternative dal basso contro il riarmo

Dibattito a partire dalla campagna di azionariato popolare dell'ex-GKN e verso il festival di letteratura working class.

Modera , e intervergono , , .

A seguire attività tutta la giornata!

--> Ore 15: Asta di bici: non lasciarti sfuggire la tua bici!

--> Ore 16: Estrazione dei biglietti vincitori della riffa

--> Durante tutta la giornata sarà possibile provare gratuitamente le bici cargo prodotte dal collettivo di fabbrica ex-GKN, acquistare magliette, libri e altro relativi al collettivo, acquistaee i biglietti della riffa.

Il ricavato di questa iniziativa sarà devoluto interamente al collettivo di fabbrica.

Roma per GKN, un'azione contro il riarmoDomenica 29 marzo dalle 11 alle 17 a Latte Bookstore, Città dell'Altra Economia ...
12/03/2026

Roma per GKN, un'azione contro il riarmo

Domenica 29 marzo dalle 11 alle 17 a Latte Bookstore, Città dell'Altra Economia (largo Dino Frisullo)

Da Roma convergiamo per sostenere la campagna di azionariato della ex-GKN! Troviamoci insieme per fare il punto sulla vertenza a poche settimane dalla quinta edizione del festival di letteratura working class!

Ad oggi, il consorzio industriale della regione toscana - per cui il collettivo di fabbrica aveva scritto e fatto approvare la legge regionale - è una scatola vuota.

Il piano di reindustrializzazione, scritto dal basso per la fabbrica socialmente integrata, è pronto ma ha bisogno di fondi. E di fronte a crisi, guerre e precarietà tutto ciò che vediamo è una accelerazione devastante del riarmo.

Ecco quindi perché la reindustrializzazione ecologica della ex GKN dà tanto fastidio. Perché questo enorme inganno ideologico chiamato riarmo non regge se sbatte contro un esempio concreto.

Siamo ancora all'ennesimo determinato, caparbio, necessario rilancio della lotta ex-GKN: il rilancio di un azionariato popolare ancora più esteso per rompere il boicottaggio di un intero sistema.

Per questi motivi domenica 29 marzo ci troveremo in piazza. Parleremo, giocheremo, ci sosterremo a vicenda in questo momento così critico. Non lasciamo spazio alla tristezza, combattiamo l'isolamento, convergiamo a colpi di pedale!

Ecco il programma della giornata:

--> Ore 11:30: Alternative dal basso contro il riarmo
Dibattito a partire dalla campagna di azionariato popolare dell'ex-GKN e verso il festival di letteratura working class

--> Ore 15: Asta di bici: non lasciarti sfuggire la tua bici!

--> Ore 16: Estrazione dei biglietti vincitori della riffa

--> Durante tutta la giornata sarà possibile provare gratuitamente le bici cargo prodotte dal collettivo di fabbrica ex-GKN, acquistare magliette, libri e altro relativi al collettivo, acquistaee i biglietti della riffa.

Il ricavato di questa iniziativa sarà devoluto interamente al collettivo di fabbrica.

Dopo settimane di   continua, sabato 4 ottobre a Roma eravamo più di 1 milione!Il giorno prima, durante lo   generale un...
09/10/2025

Dopo settimane di continua, sabato 4 ottobre a Roma eravamo più di 1 milione!

Il giorno prima, durante lo generale unitario le oltre cento piazze hanno saputo tutto – stazioni, porti, strade e autostrade – con la partecipazione di circa 2 milioni di persone.

Una marea in movimento che, forse dopo troppo tempo, è riuscita a riprendersi le piazze e le strade di questo Paese. Una marea che ha resistito alle costanti sferzate della macchina repressiva di questo governo che ha ripetutamente attaccato il diritto di sciopero e quello di , ostacolando addirittura chi si recava al corte nazionale del 4 ottobre con numerosi controlli e posti di blocco.

Queste intense e continue mobilitazioni ci dimostrano chiaramente tre cose:

● Il sostegno per il popolo e per la resistenza è una lotta che unisce, perché il rientra nel calcolo esatto di un’economia di morte in cui come Occidente siamo direttamente coinvolti e complici. Fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per richiedere la fine del genocidio in corso a e la liberazione di tutta la Palestina non è un’opzione, è un’urgenza ed è gia tardi.

● Lottare per la Palestina libera, significa lottare contro un sistema che in nome delle sue logiche opprime le nostre vite e la nostra capacità di autodeterminazione. Questo significa che, manifestazione dopo manifestazione, ci siamo accorte di come la lotta per la Palestina si sia trasformata nella lotta con la Palestina, perché la lotta del popolo Palestinese sta liberando tutt* noi.

● La spinta mobilitativa non si stanca, non si disgrega, vuole costruire e vuole essere permanente. E merita di essere percorsa fino in fondo come prima strada tangibile per iniziare a scalfire i rapporti di forza in questo Paese.

Quindi continuiamo da qui, costruiamo convergenza, capiamo insieme come essere efficaci, e mobilitiamoci fino alla Palestina libera ed oltre.

Dopo settimane di mobilitazione continua, sabato 4 ottobre a Roma eravamo più di 1 milione!Il giorno prima, durante lo  ...
09/10/2025

Dopo settimane di mobilitazione continua, sabato 4 ottobre a Roma eravamo più di 1 milione!

Il giorno prima, durante lo generale unitario le oltre cento piazze hanno saputo tutto - stazioni, porti, strade e autostrade - con la partecipazione di circa 2 milioni di persone.

Una marea in movimento che, forse dopo troppo tempo, è riuscita a riprendersi le piazze e le strade di questo Paese. Una marea che ha resistito alle costanti sferzate della macchina repressiva di questo governo che ha ripetutamente attaccato il diritto di sciopero e quello di manifestazione, ostacolando addirittura chi si recava al corteo nazionale del 4 ottobre con numerosi controlli e posti di blocco.

Queste intense e continue mobilitazioni ci dimostrano chiaramente tre cose:

● Il sostegno per il popolo e per la Palestinese è una lotta che unisce, perché il rientra nel calcolo esatto di un’economia di morte in cui come Occidente siamo direttamente coinvolti e complici. Fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per richiedere la fine del genocidio in corso a e la liberazione di tutta la non è un’opzione, è un’urgenza ed è gia tardi.

● Lottare per la Palestina libera, significa lottare contro un sistema che in nome delle sue logiche opprime le nostre vite e la nostra capacità di autodeterminazione. Questo significa che, manifestazione dopo manifestazione, ci siamo accorte di come la lotta per la Palestina si sia trasformata nella lotta con la Palestina, perché la lotta del popolo Palestinese sta liberando tutt* noi.

● La spinta mobilitativa non si stanca, non si disgrega, vuole costruire e vuole essere permanente. E merita di essere percorsa fino in fondo come prima strada tangibile per iniziare a scalfire i rapporti di forza in questo Paese.

Quindi continuiamo da qui, costruiamo convergenza, capiamo insieme come essere efficaci, e mobilitiamoci fino alla Palestina libera ed oltre.

Oltre due milioni in cento piazze.L'Italia è bloccata!Palestina libera, libera tuttə!
03/10/2025

Oltre due milioni in cento piazze.
L'Italia è bloccata!
Palestina libera, libera tuttə!

Dalla lotta per la Palestina alla lotta con la Palestina.Perché la Palestina libera libera tuttə.
28/09/2025

Dalla lotta per la Palestina alla lotta con la Palestina.
Perché la Palestina libera libera tuttə.

27/09/2025

Oggi siamo a Grottaglie davanti alla Leonardo e al porto di Taranto. Il nostro intervento durante il corteo.

Da decenni lavoratorə, studentə insieme non si astenevano dal , non si mobilitavano per dare solidarietà alla di un popolo in lotta. È un momento storico, inimmaginabile fino a poco tempo fa, quando la parola genocidio non era pronunciabile in pubblico. Quando ad esempio il movimento giovanile dell' nella primavera del 2024 veniva represso, non considerato.

Non tuttə, però, possono permettersi di scioperare, scendere in piazza in maniera permanente. Cosa si fa per sopperire a questa difficoltà? Nel nostro piccolo in Solidaria Bari usiamo la di per coprire la giornata di paga di chi vive in un limbo tra la voglia di manifestare e la difficoltà nel rinunciare al reddito. Persone precarie, migranti, invisibili sotto ricatto, senza contratto.

Il di solidarietà alla resistenza palestinese e contro il genocidio è importante che abbia alcune caratteristiche. L'urgenza, perché Gaza sta bruciando adesso. L'efficacia, perché solo cambiando i rapporti di forza diamo il nostro contributo. La permanenza, perché i rapporti di forza non si cambiano in un solo giorno o con un solo sciopero.

C'è bisogno di agire con urgenza e anche attrezzarsi per dare continuità alla mobilitazione. Ma come? Prima di tutto è necessario relazionarsi, mettersi in contatto, ascoltare il popolo palestinese, le sue voci.
Contemporaneamente come reggiamo altri scioperi? Come reggiamo uno stato di agitazione permanente? Come ampliare la mobilitazione pensando a chi è sotto ricatto, precariə nella vita, sui posti di lavoro? Diventa necessario, se non indispensabile, istituire casse di resistenza, mutualistiche. Non solo localmente osul piano associativo, bensì casse nazionali diffuse, intersindacali.

E poi quale programma sociale alternativo all' di guerra, al capitalismo costruiamo? Insieme al boicottaggio, ai blocchi, alle sanzioni da agire e rivendicare, sono necessarie altre pratiche e lotte: produzioni fuori dalle logiche del profitto, contro e fuori la Grande distribuzione organizzata, produzioni . Produzioni tramite lavoro in . Riappropriarsi di terre, spazi pubblici, dei mezzi di produzione e di cura. Supportare le economie della resistenza palestinese, costruire economie della cura, , .

Per questo c'è da sostenere il movimento tarantino che pretende e lotta per la dell' , per dare vita al Piano Taranto, alla bonifica di un territorio anch'esso martoriato. Un piano dalla parte della classe operaia, della città, del diritto a respirare.
C'è da sostenere la lotta del Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze e del movimento solidale per la ecologica per la produzione dei pannelli fotovoltaici e delle cargo bike.

Insieme ai blocchi, agli scioperi, alla solidarietà alla Global sumud flotilla, con queste economie alternative possiamo rompere con l'economia di guerra, possiamo fare esercizio e apprendimento concreto di contropotere, di ecosocialismo.

E c'è bisogno di solidarizzare con tutti i oppressi, i popoli che subiscono invasione del proprio territorio, morte, oppressione. Dal Congo al Sudan, all'Ucraina. Al Bread&Roses abbiamo costruito relazioni con realtà palestinesi, con collettivi di lavoratori e collettivi femministi ucraini. Siamo contro tutti gli imperialismi.

libera dal fiume fino al mare

A Piazza dei Cinquecento eravamo in moltx, moltissimx, una marea pronta a bloccare tutto.Lo   generale del 22 settembre ...
24/09/2025

A Piazza dei Cinquecento eravamo in moltx, moltissimx, una marea pronta a bloccare tutto.

Lo generale del 22 settembre ha riempito le strade e ha costretto a rallentare, a fermarsi, ha mostrato che la solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese è in grado di mettere sotto scacco un intero Paese. La marea ha saputo esondare oltre il tracciato. La distinzione tra chi avrebbe dovuto imporre e subire lo sciopero, tra chi ha bloccato il traffico e chi nel traffico è rimasto bloccato, si è persa. Le e gli automobilitx sono sono diventatx anche loro corteo al grido di libera.

Mentre la narrazione imposta dal governo e dai media mainstream tenta di ignorare l'imponente mobilitazione di massa, trasformandola in una questione di ordine pubblico, con l'usuale obiettivo di creare divisione e distinguo, noi rivendichiamo l'unità delle piazze e ci domandiamo che senso abbia parlare della violenza di un vetro rotto di fronte a chi continua a sostenere, proteggere e coprire un lucido e spietato.

L'esperienza del 22 settembre ci insegna che ha ancora senso portare i nostri corpi in strada, che l'indignazione può innescare organizzazione e l'organizzazione è mobilitazione che irrompe. Ed irrompe con centinaia di migliaia di persone che hanno avvertito l'urgenza di scioperare, alzare la voce e diventare insieme megafono per il popolo palestinese, bloccare tutto qui per tentare di bloccare l'assedio a Gaza e in tutta la Palestina.

Mentre pubblichiamo questo post la Global Sumud conta i danni di un nuovo attacco, segnalandoci chiaramente come l'agitazione non possa che essere permanente per dare forma organica e collettiva alle forze che, dopo due anni di mobilitazione, si sono moltiplicate e si sono condensate nello sciopero generale.

Ora non un passo indietro. Prepariamoci a convergere il 4 ottobre per il corteo nazionale.
Palestina libera!

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Rome

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