Senatore Enrico Aimi

Senatore Enrico Aimi Componente del Consiglio Superiore della Magistratura 🇮🇹

I gravissimi fatti avvenuti a Ceuta rappresentano l’ennesimo segnale di una crisi migratoria che richiama inevitabilment...
31/07/2026

I gravissimi fatti avvenuti a Ceuta rappresentano l’ennesimo segnale di una crisi migratoria che richiama inevitabilmente quanto accadde nel maggio del 2021.

In appena tre giorni, circa 8.000 persone entrarono nell’enclave sp****la. La Spagna attribuì quell’ondata migratoria al deterioramento dei rapporti diplomatici con il Marocco, accusato di aver allentato i controlli alle frontiere.

Oggi, mentre Ceuta affronta una nuova gravissima emergenza migratoria, c’è un dato che merita particolare attenzione.

Nel 2026 il Re Mohammed VI ha concesso la Grazia Reale a 1.533 condannati, di cui 1.414 detenuti. Parallelamente, con l’entrata in vigore della riforma sulle pene alternative, il ministro della Giustizia Abdellatif Ouahbi ha reso noto che circa 88.000 persone sono state interessate dal nuovo sistema e che 8.947 detenuti sono stati immediatamente rimessi in libertà nelle prime settimane di applicazione della riforma.

Non esistono elementi per affermare un collegamento diretto tra tali provvedimenti e quanto sta accadendo a Ceuta. Tuttavia, si tratta di dati che impongono una riflessione seria sulla sicurezza, sul controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea e sulla gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo occidentale.

L’Europa non può permettersi di intervenire solo quando l’emergenza è già esplosa. Difendere efficacemente le frontiere esterne significa tutelare la legalità, garantire la sicurezza dei cittadini e preservare la credibilità delle istituzioni europee.

Terrorismo- Aimi (CSM) : Scritte minacciose contro il Ministro Nordio: non si sottovalutino i segnali dell’estremismo vi...
30/07/2026

Terrorismo- Aimi (CSM) : Scritte minacciose contro il Ministro Nordio: non si sottovalutino i segnali dell’estremismo violento

Le scritte minacciose comparse contro il Ministro della Giustizia Carlo Nordio non possono essere archiviate come una semplice bravata, né derubricate a gesto marginale di protesta politica. La democrazia commette un errore fatale quando si abitua all’intimidazione e considera fisiologico ciò che invece rappresenta un sintomo di degrado civile e di radicalizzazione violenta.

La storia italiana dovrebbe averci insegnato qualcosa. Negli anni Settanta il terrorismo non nacque all’improvviso con i sequestri e gli omicidi che avrebbero insanguinato il Paese. Prima vennero le parole d’odio, le campagne di delegittimazione, le scritte sui muri, le minacce, le aggressioni considerate da troppi come episodi minori, espressioni esasperate di un conflitto politico acceso. Fu proprio quella sottovalutazione, quell’indulgenza culturale verso i primi segnali, a consentire alle frange più estreme di sentirsi incoraggiate e di compiere il salto verso forme sempre più gravi di violenza.

Occorre “armarsi” di realismo severo e ricordare che il terrorismo prospera quando la società smette di reagire ai suoi sintomi iniziali. Nessuna stagione eversiva comincia con il gesto estremo: comincia quando l’intimidazione diventa tollerabile, quando il bersaglio viene disumanizzato, quando si accetta che l’avversario politico possa essere indicato come un nemico da colpire.

Per questo esprimo piena solidarietà al Ministro Nordio e rivolgo un appello alle istituzioni, alle forze politiche e all’opinione pubblica affinché vi sia una condanna netta, unanime e priva di ambiguità. Non si tratta soltanto della tutela di una persona o di una funzione di governo: è in gioco il rispetto delle istituzioni repubblicane e del libero confronto democratico.

Dobbiamo cogliere con lucidità i segnali che provengono dalle frange violente ed estremiste, qualunque sia la matrice ideologica da cui provengano. La libertà non si difende aspettando che la minaccia diventi irreparabile; si difende riconoscendo per tempo i segni dell’odio organizzato e opponendo ad essi la fermezza dello Stato di diritto, la responsabilità della politica e la vigilanza della coscienza civile.

On. Avv. Enrico Aimi
Componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura

CARCERI - AIMI (CSM): “SU NORDIO ATTACCHI PRETESTUOSI, DAL MINISTRO SOLTANTO CHIARIMENTO E RISPETTO DEI RUOLI”Roma, 25 l...
25/07/2026

CARCERI - AIMI (CSM): “SU NORDIO ATTACCHI PRETESTUOSI, DAL MINISTRO SOLTANTO CHIARIMENTO E RISPETTO DEI RUOLI”
Roma, 25 lug. – “Assistere alle contorsioni verbali di chi, in queste ore, accusa il Ministro della Giustizia Carlo Nordio di ‘delegittimazione’ o ‘attacchi scomposti’ significa ribaltare la realtà dei fatti. Le parole del Ministro Nordio non nascono da un intento polemico, ma dalla doverosa tutela del corretto equilibrio e della leale collaborazione tra i poteri dello Stato.”
Lo dichiara in una nota Enrico Aimi, componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura.
“Nessuno mette in discussione il valore delle indagini né la figura del Procuratore De Lucia, ma il richiamo del Ministro tocca un punto istituzionale essenziale: l’opportunità e la misura della comunicazione pubblica su temi delicatissimi come la sicurezza penitenziaria. Dichiarazioni d’allarme generalizzate rischiano di ingenerare ingiustificati allarmismi, delegittimando l’enorme e quotidiano sforzo della Polizia Penitenziaria e dell’intero sistema ministeriale che lavora sul campo.”
“Il Ministro Nordio — prosegue Aimi — sta affrontando l’emergenza carceraria con interventi concreti, risorse e riforme strutturali orientate all’efficienza e alla dignità della pena, ben consapevole delle criticità stratificate da anni. Confondere un legittimo richiamo istituzionale al senso della misura con una ‘squalifica della persona’ è una lettura strumentale e di parte.”
“La vera leale collaborazione — conclude il consigliere Aimi — non si fa con i proclami mediatici che alimentano lo scontro tra Politica e Magistratura, ma con il rispetto rigoroso dei rispettivi perimetri istituzionali. Piena solidarietà e sostegno, quindi, all’operato e alla fermezza del Ministro Nordio.”

Caso Roggero - Aimi (CSM): “La scelta del Ministro Nordio di avviare l’istruttoria per la grazia è un atto di equilibrio...
16/07/2026

Caso Roggero - Aimi (CSM): “La scelta del Ministro Nordio di avviare l’istruttoria per la grazia è un atto di equilibrio e di umanità”

“Accolgo con favore la decisione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio di avviare l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia nei confronti di Mario Roggero.

La sentenza definitiva della magistratura va rispettata e rappresenta un punto fermo dello Stato di diritto. Al tempo stesso, il nostro ordinamento attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di concedere la grazia, quale istituto di alta civiltà giuridica destinato a consentire, nei casi eccezionali, una valutazione di carattere umanitario ed equitativo che si affianca, senza sovrapporsi, all’accertamento giudiziario.

La vicenda di Mario Roggero presenta indubbiamente profili di straordinaria complessità. Parliamo di un uomo che, dopo aver subito ripetute rapine e aggressioni, ha reagito in circostanze drammatiche, con conseguenze gravissime che la giustizia ha già definitivamente valutato sotto il profilo penale.

L’avvio dell’istruttoria da parte del Ministro Nordio non anticipa alcuna decisione, ma consente di esaminare con la dovuta attenzione tutti gli elementi della vicenda affinché il Presidente della Repubblica possa assumere le proprie determinazioni nella piena autonomia che la Costituzione gli riconosce.

Condivido, pertanto, questo percorso istituzionale, che dimostra come lo Stato sappia coniugare il rigoroso rispetto della legalità con quei principi di umanità e di equilibrio che costituiscono il tratto distintivo della nostra tradizione giuridica.”

On. Avv. Enrico Aimi - Componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura

Ruini, Aimi (Csm): riferimento religioso, culturale e civile del Paese “Fu ascoltato dai principali protagonisti di poli...
18/06/2026

Ruini, Aimi (Csm): riferimento religioso, culturale e civile del Paese “Fu ascoltato dai principali protagonisti di politica e istituzioni”

Milano, 18 giu. (askanews) - “Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, figura eminente della Chiesa cattolica italiana e protagonista autorevole della vita ecclesiale, culturale e civile del nostro Paese”. Lo afferma Enrico Aimi, componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura, che prosegue: “Nel corso del suo lungo ministero sacerdotale ed episcopale, il Cardinale Ruini ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni, distinguendosi per la lucidità del pensiero, la profondità della fede e la costante attenzione ai valori fondanti della convivenza civile e della dignità della persona”.

“Ho sentito il dovere di recarmi presso la camera ardente allestita nella Ca****la della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore, a Roma, per rendere omaggio alla sua memoria e testimoniare la mia personale vicinanza alla Chiesa italiana e a quanti ne piangono la perdita - sottolinea Aimi -. Il Cardinale Ruini è stato una voce autorevole nel dibattito pubblico nazionale e un interlocutore ascoltato dai principali protagonisti della vita politica e istituzionale italiana. Nel rispetto del proprio ruolo ecclesiale, ha contribuito a mantenere vivo il confronto sui grandi temi etici e sociali del nostro tempo, instaurando un dialogo fecondo anche con il Presidente Silvio Berlusconi e con l’area politica moderata e riformatrice del Paese”.

“La sua opera pastorale, il servizio reso alla Diocesi di Roma e alla Conferenza Episcopale Italiana, nonché il contributo offerto al dialogo tra le istituzioni e la società civile, costituiscono un patrimonio che continuerà a ispirare il cammino delle future generazioni”, sottolinea ancora Aimi che conclude: “Alla famiglia, ai suoi collaboratori e all’intera comunità ecclesiale rivolgo sentimenti di sincera partecipazione e di affettuosa vicinanza nel ricordo di un uomo che ha segnato una stagione importante della storia religiosa e civile dell’Italia”.

Il Cardinale Camillo Ruini è tornato alla Casa del Padre. Ci mancherà la Sua guida luminosa nel solco della tradizione d...
16/06/2026

Il Cardinale Camillo Ruini è tornato alla Casa del Padre. Ci mancherà la Sua guida luminosa nel solco della tradizione di Santa Romana Chiesa. Un grande uomo di fede, un grande italiano.

12/06/23 - 12/06/26 Vi faccio una confidenza. Pur mancandomi tantissimo Silvio Berlusconi, non lo percepisco assente dal...
12/06/2026

12/06/23 - 12/06/26

Vi faccio una confidenza. Pur mancandomi tantissimo Silvio Berlusconi, non lo percepisco assente dalla mia vita: c’è, vive, agisce. Un mistero. Lo prego spessissimo. Persino il pensiero intimo della mia morte si fa più lieve nella certezza cristiana di riabbracciarlo. Presidente, ovunque Tu sia, grazie e aiuta la nostra Italia !

STRAGI DEL 1993 - AIMI (CSM): ARCHIVIAZIONE CONFERMA INCONSISTENZA DI ACCUSE CHE HANNO SEGNATO TRENT’ANNI DI VITA PUBBLI...
04/06/2026

STRAGI DEL 1993 - AIMI (CSM): ARCHIVIAZIONE CONFERMA INCONSISTENZA DI ACCUSE CHE HANNO SEGNATO TRENT’ANNI DI VITA PUBBLICA - ORA SI SEPARI LA POLITICA DALLA MAGISTRATURA

Il provvedimento di archiviazione disposto dal Tribunale di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi mafiose del 1993 rappresenta un passaggio di straordinaria rilevanza, non soltanto sul piano giudiziario, ma anche sotto il profilo della corretta ricostruzione della nostra storia repubblicana.

Per oltre trent’anni, ipotesi investigative prive di approdo processuale hanno alimentato sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione nei confronti di Silvio Berlusconi, contribuendo a diffondere nell’opinione pubblica una rappresentazione dei fatti che oggi risulta definitivamente priva di riscontri.

L’attacco frontale a Silvio Berlusconi, sia esso Presidente del Consiglio o capo dell’opposizione, ha consegnato un immagine squallida di un Italia più simile ad un Paese Latino Americano degli anni ‘70 che a quello erede legittimo della “culla del diritto”.

Il rispetto dovuto all’autonomia e all’indipendenza della magistratura impone di accogliere con serietà e senza pregiudizi gli esiti delle decisioni giudiziarie, soprattutto quando queste smentiscono ricostruzioni che per anni sono state presentate come verità acquisite. Lo Stato di diritto si fonda sui fatti e sulle prove, non sui teoremi o sulle suggestioni.

Questa vicenda ripropone, ancora una volta, il tema dell’equilibrio tra esercizio dell’azione giudiziaria, tutela della reputazione delle persone e responsabilità nell’utilizzo pubblico delle notizie riguardanti le indagini. In una democrazia compiuta, il garantismo non può essere considerato una posizione di parte, ma costituisce un principio essenziale a tutela di ogni cittadino.

Silvio Berlusconi ha segnato la storia politica italiana e ha sempre rivendicato con fermezza la propria estraneità a ogni ipotesi di contiguità con la criminalità organizzata. L’archiviazione odierna rafforza ulteriormente una verità che meritava di essere riconosciuta con la stessa evidenza con cui, nel corso degli anni, sono state amplificate accuse e sospetti.

La vicenda conferma infine l’urgenza di proseguire nel percorso di riforma della giustizia, affinché siano sempre garantiti l’efficienza del sistema, la ragionevole durata dei procedimenti e la piena tutela dei diritti fondamentali delle persone coinvolte nelle indagini. Agli italiani spetta ora un compito più alto : quello di separare la politica dalla magistratura.

On. Avv. Enrico Aimi
Componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura

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00187

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