01/07/2026
ExpoAID: la consacrazione dell’inspiration p**n come cifra distintiva dell’azione di Governo e di molte associazioni
29 Giugno 2026
del Coordinamento PERSONE*
Si è appena conclusa ExpoAID, la kermesse riminese organizzata dal Ministero per le Disabilità, caratterizzata da slogan ad effetto, senza che tuttavia venissero affrontati «i nodi irrisolti della riforma: una sperimentazione fantoccio e la sponsorizzazione di luoghi e “attività” come se le persone con disabilità facessero parte di un mondo altro», osservano, tra le altre cose, dal Coordinamento PERSONE, in questa riflessione che fotografa la distanza (abissale) tra chi siede ai tavoli istituzionali e le difficoltà che le persone con disabilità e le loro famiglie devono affrontare quotidianamente.
Di fronte al diritto (negato) delle persone con disabilità di scegliere un’esistenza libera e di condurre la vita che desiderano con il sostegno dello Stato; di fronte alla riforma che potrebbe rendere tutto ciò realizzabile; di fronte all’impossibilità per milioni di persone con disabilità e familiari di accedere alle informazioni, al procedimento del progetto di vita personalizzato e partecipato o di avervi accesso, salvo poi sentirsi dire che non ci sono soldi e operatori, quindi si va avanti come sempre…
Bene, di fronte a questo scenario, che cosa fa la ministra?
Ci rifila l’ennesimo mantra: prima “la persona al centro”, poi “io valgo” e, in apertura di estate, “io, Persona di valore” che ha dato il via alla tre giorni milionaria di ExpoAID.
Slogan. Vuoti.
Un evento organizzato e gestito come è gestito il Ministero per le Disabilità (si vedano le inchieste del quotidiano «Domani»): “amici e amici degli amici” a supportare un racconto vecchio, impolverato, anacronistico della disabilità. Chi qualche settimana fa si dimetteva a seguito delle inchieste di «Domani», oggi parla dal palco e lo condivide con chi quelle dimissioni (farlocche) le ha rifiutate.
Una kermesse utile a mantenere la situazione politica immutata, a foraggiare (non solo economicamente) le “associazioni maggiormente rappresentative” e, pertanto a nascondere i nodi irrisolti della riforma: una sperimentazione fantoccio e la sponsorizzazione di luoghi e “attività” come se le persone con disabilità facessero parte di un mondo altro.
Cambiano le parole, non la sostanza.
È questo il centro in cui si vuole ricondurre, sempre, la persona con disabilità: non la convivenza, ma l’esclusione. Il fatto che si tenti di dipingerla come una bella opportunità a tutte le famiglie che non sanno come organizzare le proprie vite e, pertanto, si affidano, non toglie che resti un’idea e purtroppo anche una pratica escludente, segregante.
Poi, però, quando serve a fare propaganda, le persone con disabilità le si fa sfilare sulla spiaggia: due minuti di gloria salvo poi tornare nel luogo che qualcuno ha scelto per loro.
Si sono viste scene di giubilo che, forse, potevano essere adatte a un’olimpiade, non ad un convegno che avrebbe dovuto discutere per comprendere come dare gambe a una riforma epocale. A Rimini nessuno ha vinto niente.
La consacrazione dell’inspiration p**n come cifra distintiva dell’azione di Governo e di molte associazioni, è quanto di più distante dal riconoscere la persona con disabilità come persona.
Una tristezza infinita che si scontra simbolicamente con i mille sorrisi a favore di telecamera.
C’è solo una domanda: perché? E lei, ministra, non risponderà, come ha fatto sempre con tutte le questioni che abbiamo sottoposto a lei e all’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.
Ciò, tuttavia, non la esime e non esime i suoi sodali, da una responsabilità politica e umana enorme.
E, mentre su un piano verticale, potete dare per scontato che mai arriverà l’ora della base, orizzontalmente si aprono scenari nuovi.
Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo.
**n
Domani Stefano Iannaccone
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