Centro Studi Tagliacarne

Centro Studi Tagliacarne Realizziamo studi, ricerche e analisi su imprese, economia, territorio.

Il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne Srl (nato dalla tradizione dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne) ha il fine di promuovere e diffondere la cultura economica, svolgendo attività di studi, di ricerca e di informazione. Il Centro Studi Tagliacarne svolge attività di studio e di analisi in molti ambiti che includono:
-individuazione di percorsi di sviluppo locale;
-anali

si, elaborazione e lettura delle dinamiche delle imprese;
-contabilità economica territoriale;
-definizione di linee di policy e monitoraggio dei loro effetti;
-osservazione delle tendenze dei settori e delle filiere produttive. Il Centro Studi ha anche specifiche competenze per l’approntamento di risposte a bandi di gara per attività di studi (sia a livello nazionale sia nell’ambito di Programmi a gestione diretta della Commissione Europea). Inoltre fa attività di affiancamento alla costituzione di alleanze e partenariati; per concludere fa anche parte del Sistema Statistico Nazionale SISTAN, contribuendo alla elaborazione dell'informazione statistica ufficiale.

🧐 Sai qual è la componente del "Core" Cultura che concentra il maggior numero di occupati? Seguici per scoprirlo. Con ol...
04/09/2026

🧐 Sai qual è la componente del "Core" Cultura che concentra il maggior numero di occupati? Seguici per scoprirlo. Con oltre 206 mila addetti, il 22,6% del totale, davanti a tutti troviamo il comparto dei Software e videogiochi 🎮. Seguono Editoria e stampa, con quasi 192 mila lavoratori (21%), e Architettura e design, con circa 149 mila occupati (16,3%). A completare la graduatoria troviamo Comunicazione, che concentra il 14,3% dell'occupazione complessiva del Core Cultura, 🎨 Performing arts e arti visive (12,1%), Patrimonio storico e artistico (7%) e 🎧 Audiovisivo e musica (6,8%).

⬇️ Scopri di più sull'argomento scaricando qui il comunicato del rapporto Io sono Cultura, giunto alla sedicesima edizione e realizzato congiuntamente da Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, da Fondazione Symbola e Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo ETS, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura:
https://www.tagliacarne.it/news/la_cultura_vale_il_15_4_della_ricchezza_italiana_il_sud_accelera_e_la_campania_guida_la_crescita-4451/

Sai in quale provincia italiana le imprese dell'economia del mare 🚢 hanno un'incidenza maggiore sul complesso delle azie...
29/08/2026

Sai in quale provincia italiana le imprese dell'economia del mare 🚢 hanno un'incidenza maggiore sul complesso delle aziende locali? Scopriamolo insieme. A La Spezia le 3.611 aziende del comparto rappresentano il 17,5% del totale delle attività presenti nella provincia. Subito dopo troviamo Rimini, con 5.722 aziende e un'incidenza del 14,5%, e Livorno con 4.419 attività e un valore del 13,9%. Completano la top 5 italiana le province di Venezia (9.973 aziende, 13,3% del totale) e Trieste (1.988 unità, 12,6% del totale).

↪️ Se vuoi essere ancora più informato scarica qui il XIV Rapporto Nazionale sull'Economia del Mare, realizzato dall'Osservatorio Nazionale sull'Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare - Azienda Speciale Camera di Commercio Frosinone Latina, Camera di Commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network:
https://www.tagliacarne.it/files/260708/xiv_rapporto_nazionale_sull_economia_del_mare_2026_unioncamere_tagliacarne_ossermare.pdf

Camera di Commercio Riviere di Liguria
Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno
Camera di commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini

⚡ Rilanciare la struttura alla base del successo dei distretti industriali per vivere così una nuova stagione di svilupp...
25/08/2026

⚡ Rilanciare la struttura alla base del successo dei distretti industriali per vivere così una nuova stagione di sviluppo. È quanto auspica Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, nell'articolo "La classe dirigente come infrastruttura dello sviluppo", pubblicato sull'HuffPost Italia. La cosiddetta "Terza Italia" ha dato slancio alla crescita del Paese grazie al connubio tra classe dirigente locale, comunità e istituzioni.
🤨 Poi è arrivata la globalizzazione e tutto è cambiato: nel 1985 erano 27 le province nelle quali l’industria contribuiva per oltre il 40% alla formazione del valore aggiunto; oggi ne rimangono soltanto tre.
📍Oggi, secondo Esposito, bisognerebbe ricreare le condizioni alla base di quell'atmosfera industriale che ha condotto i distretti italiani al successo.Investendo sulla formazione di nuove classi dirigenti locali e favorendo un'interazione virtuosa tra le politiche di sviluppo territoriali e quelle nazionali.
💬 "Ricostruire una nuova atmosfera dello sviluppo significa allora ricostruire fiducia, partecipazione e capacità progettuale, superando tanto il centralismo quanto il localismo. Perché lo sviluppo locale acquista pienamente senso quando diventa parte dello sviluppo nazionale".

👇Leggi qui l'articolo completo: https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/08/21/news/la_classe_dirigente_come_infrastruttura_dello_sviluppo-22569154/

Unioncamere
Unioncamere Europa Asbl

Il 73% delle medie aziende segnala almeno una barriera agli investimenti in digitalizzazione 💻 e sostenibilità ambiental...
23/08/2026

Il 73% delle medie aziende segnala almeno una barriera agli investimenti in digitalizzazione 💻 e sostenibilità ambientale🌱. 😕 Quella principale, a detta del 41,2% delle Mid-Cap, è rappresentata dai costi iniziali elevati. Per il 34%, invece, l'ostacolo principale è da ricercarsi nell'incertezza normativa mentre il 32,5% segnala la priorità su altri investimenti. Tra le barriere 🔐 che frenano gli investimenti in digitale e green troviamo anche la mancanza di competenze interne e manageriali, per il 25,3% delle medie aziende, e la difficoltà di accesso al credito (18%).

🔎 Scopri di più sull'argomento scaricando qui il Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica”, realizzato da Unioncamere, dall’Area Studi di Mediobanca e dal Centro Studi Tagliacarne :
https://www.tagliacarne.it/files/260630/report_medie_imprese_continuita_e_trasformazione.pdf

🥇 C'è una regione italiana che conquista il primo posto per crescita delle imprese del Core Cultura tra 2021 e 2025 . Sa...
15/08/2026

🥇 C'è una regione italiana che conquista il primo posto per crescita delle imprese del Core Cultura tra 2021 e 2025 . Sai qual è? Con un aumento del 12,3% è la Campania a posizionarsi in cima alla speciale graduatoria delle imprese che operano nei settori Architettura e design, Comunicazione, Audiovisivo e musica, Software e Videogiochi 🕹️, Editoria e stampa, Performing arts e arti visive 🖌️, Patrimonio storico e artistico. Dietro, quasi appaiate tra loro, Molise (+11,8%) e Trentino Alto Adige (+11,7%). Il primato della Campania, insieme al secondo posto del Molise, trascinano il Mezzogiorno che, infatti, tra 2021 e 2025 vede crescere le aziende del Core Cultura più delle altre macroaree: +11,1% contro +8,3% del Nord Ovest, +6,5% del Nord Est, +6% del Centro e +8,1% della media nazionale.

👇Per scoprire di più sull'argomento scarica qui il rapporto Io sono Cultura 2026, realizzato congiuntamente da Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, da Fondazione Symbola e Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo ETS, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura:https://www.tagliacarne.it/files/260716/io_sono_cultura_2026.pdf

Unioncamere Campania
Camera di Commercio del Molise
Camera di Commercio di Napoli
Camera di Commercio di Salerno
Camera di Commercio Irpinia Sannio
Camera di Commercio di Trento
Handelskammer Bozen - Camera di commercio di Bolzano - Ciamena dl Comerz

12/08/2026

Entro il 2028 il 76% delle medie imprese investirà in digitale e il 73% in green. https://www.unioncamere.gov.it/comunicazione-istituzionale-il-sistema-camerale/comunicati-stampa/entro-il-2028-il-76-delle-medie-imprese-investira-digitale-e-il-73-green
Tra il 2026 e il 2028, il 76% delle medie imprese investirà in digitale e il 73% in green. Ma tre imprese su quattro si scontrano con almeno un ostacolo nel portare avanti gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale. A frenare sono soprattutto gli elevati costi iniziali da sostenere, indicati dal 41,2% delle medie imprese. Seguono l’incertezza normativa (34%) e la necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali (32,5%). È quanto emerge nel Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica” realizzati da Unioncamere, dall’Area Studi di Mediobanca e da Centro Studi Tagliacarne.

10/08/2026

Quanto dipendono le medie imprese italiane dai mercati esteriì❓L'incidenza del valore delle importazioni sui ricavi di q...
07/08/2026

Quanto dipendono le medie imprese italiane dai mercati esteriì❓
L'incidenza del valore delle importazioni sui ricavi di queste imprese si attesta al 13,8%. Il Sistema moda 👔 (tessile, abbigliamento, calzature) è il settore dove il peso dell'import è maggiore (22,9%). Seguono Elettronica e apparecchi elettrici (18,9%) e Legno, carta e stampa (18,4%).
✔️ Valori sopra i dieci punti percentuali anche per Chimica-Farmaceutica, gomma e plastica (18,1%), Metallurgia e prodotti in metallo (15,5%) e Alimentari, bevande e tabacco (12,1%). Appaiati all'8,3% troviamo, invece, Meccanica e mezzi di trasporto e Mobili e altre attività manifatturiere. Incidenza ridotta per Lavorazione di minerali non metalliferi (6,2%).

⬇️ Per approfondire l'argomento scarica qui il report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica” realizzato da Unioncamere dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne:
https://www.tagliacarne.it/files/260630/report_medie_imprese_continuita_e_trasformazione.pdf

📈 Le medie imprese italiane prevedono un aumento del giro d’affari nell’ordine del 2,5% per il 2026, un dato nettamente ...
07/08/2026

📈 Le medie imprese italiane prevedono un aumento del giro d’affari nell’ordine del 2,5% per il 2026, un dato nettamente superiore alla previsione del +0,3% del 2025. A pesare, però, per il 73,9% di queste aziende è l’incertezza globale: preoccupano, soprattutto, la volatilità dei costi energetici e delle materie prime e le tensioni geopolitiche internazionali.
📰 Sono alcune delle evidenze dell’articolo “Medie imprese crescono, ma temono l’incertezza globale” di Loredana Capuozzo, pubblicato sul magazine di Unioncamere “Economia & Imprese”. Prendendo spunto dal Rapporto sulle medie imprese industriali italiane” realizzato dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere insieme al Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica” si evidenziano alcuni dati.
Innanzitutto quelli sulla crescita, costante tra il 1996 e il 2024: in questo periodo le Mid-Cap hanno registrato aumenti del 178,3% del fatturato 💸, del 290,7% delle vendite estere e del 47,2% degli occupati.
Oggi questo sistema conta 3.500 aziende 💼 che, nel tempo, sono arrivate a generare il 16% del giro d’affari dell’industria manifatturiera italiana e il 13% delle esportazioni e dell’occupazione. Le Mid-Cap rappresentano un punto di forza del capitalismo familiare Made in Italy: il 65% di queste imprese fa capo a un’unica famiglia o persona fisica e il 22% è controllato da più soggetti legati comunque da un rapporto di parentela.
💬 Per Giuseppe Molinari, presidente del Centro Studi Tagliacarne, “la competitività futura passa dalla continuità di questo modello imprenditoriale con una trasformazione più profonda, fatta di investimenti nelle tecnologie più avanzate e nel capitale umano”.

⬇️ Leggi qui l’articolo completo: https://www.unioncamere.gov.it/sites/default/files/magazine/2026/06/ =14
⬇️ Scarica qui il magazine: https://www.unioncamere.gov.it/sites/default/files/magazine/2026/06/ =1

📺 A Timeline di Sky tg24 nell'intervista a Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, si ...
07/08/2026

📺 A Timeline di Sky tg24 nell'intervista a Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, si parla dell'economia del mare. Quella connessa alle coste pesa per circa 86 miliardi sul PIL italiano e dà lavoro a oltre 600 mila addetti su più di 1 milione e trecentomila totali della blue economy. Sono alcuni dei dati che emergono .
⚓ Allargando il discorso all'intero contesto dell'economia del mare, che pesa per l'11,4% sul PIL italiano, Esposito ricorda che ogni euro investito dalle imprese in uno dei tanti settori che compongono la Blue economy ne genera 1,8 sul resto dell'economia.
📍 "Eppure anche in questo sistema c'è il problema del mismatch. Nonostante la Blue economy registri un incremento dei posti di lavoro tre volte superiore rispetto al resto dell'economia, abbiamo circa il 60% di imprese che non riescono a trovare lavoratori".

➡️ Guarda qui l'estratto dell'intervista al direttore generale: https://www.youtube.com/embed/?listType=playlist&list=PL-isspiUhXPho1uj-MZvgORDgwH4EW0lt&autoplay=1&mute=0
➡️ Il servizio completo sul sito Sky tg 24: https://video.sky.it/news/cronaca/playlist/sky-tg24-timeline-tutte-le-puntate-3986



Unioncamere
Unioncamere Europa Asbl
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Rome
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