ManifestA

ManifestA Pagina ufficiale dell'Associazione ManifestA

In questo particolare momento storico di grande sofferenza delle categorie sociali più fragili, nasce ManifestA, frutto di un percorso congiunto di quattro donne alla Camera dei Deputati e di un lavoro condiviso e sostenuto da Potere al Popolo e dal Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. La nuova Componente parlamentare, tutta al femminile, promuove le istanze di quanti non si ri

conoscono nelle politiche neoliberiste sostenute dalla destra e dalla finta sinistra presenti nel Governo. Uno spazio ambientalista e di sinistra che si oppone alle privatizzazioni, che lotta per il salario minimo, per la tassazione dei grandi patrimoni; contro la precarizzazione, l’alternanza scuola lavoro, contro la guerra e il nucleare, contro la devastazione ambientale fatta in nome del progresso. ManifestA, in rete con organizzazioni politiche, sociali e sindacali, movimenti, associazioni e comitati, rivendica e rappresenta nelle istituzioni i diritti degli ultimi e di chi ha sempre pagato il prezzo più alto negli ultimi anni, per costruire un modello di società più equo e più giusto.

Ci vediamo domani sera! Ricordiamo che è necessario iscriversi!
19/10/2025

Ci vediamo domani sera! Ricordiamo che è necessario iscriversi!

Questa tornata elettorale regionale ha un fattore in comune: NESSUNA donna è stata proposta dai principali partiti come candidata alla presidenza di Toscana, Marche, Veneto, Valle D’Aosta, Calabria, Campania, Puglia.

Un dato che spicca, soprattutto quando la parità di genere viene sventolata nei vari consessi politici e societari come una priorità e un obiettivo concreto da raggiungere. Eppure i primi risultati che arrivano mostrano il contrario.

1️⃣ In Toscana sono state elette 9 donne su 40
2️⃣ Nelle Marche elette 6 donne su 30
3️⃣ In Calabria elette 7 donne su 30.

Si potrebbe rispondere che gli elettori avranno preferito candidati uomini, ma è davvero cosi? Le donne hanno avuto pari spazio e le rispettive leggi elettorali sono “corrette” su questo tema?

Ne parleremo domani sera, alle 21.15, online!
🔴Per iscriversi: ➡️http://tiny.cc/k60u001

"Democrazia a metà: la politica regionale ha un solo genere?" con:

Cecilia Del Re, leader di Firenze Democratica, Pietro Ventriglia, responsabile dei programmi della Friedrich Ebert Stiftung in Italia, Francesca Romana d'Antuono, Presidente di Volt Europa, Lucrezia Iurlaro, presidente di Tocca a noi e tanti altri!

Modera: Omar Hussain: Segretario Generale di Equall.

Grazie ad Equall per questa occasione!
Felice di esserci, raccontare di ManifestA, di parlarne assieme e confrontarmi con voi, perché il lavoro da fare è tanto e importante.

Iscrivetevi, partecipate e passate parola!
Ci vediamo domani!

Ci siamo quasi! Cosa possiamo fare di concreto per Gaza e i territori? Come possiamo chiedere a chi governa il nostro pa...
09/07/2025

Ci siamo quasi! Cosa possiamo fare di concreto per Gaza e i territori? Come possiamo chiedere a chi governa il nostro paese, dai comuni alle città metropolitane, alle regioni sino all'esecutivo, di agire subito e con fatti?!

Ne parliamo stasera:
🗓 Mercoledì 9 luglio | 🕕 Ore 18.00 | ⏳ 1 ora
📍 Online su Zoom (mod. webinar) – iscrizione obbligatoria: https://shorturl.at/G5517

Programma:
🔴 Introduzione alla campagna con Yana Ehm
🔴 Presentazione dell’appello e degli Ordini del giorno con esperte in diritto internazionale e amministrativo:
• Alessandra Shannons – Università di Ferrara
• Micaela Frulli – Università di Firenze
• Marzia De Donno – Università di Ferrara
🔴 Spazio alle domande con moderazione di Ilaria Masinara (Amnesty International - Italia)

Illustrazione: Francesco Chiacchio

Finalmente ci siamo! In tanti ci avete chiesto in questi mesi su cosa poter fare di concreto di fronte ai crimini commes...
12/06/2025

Finalmente ci siamo! In tanti ci avete chiesto in questi mesi su cosa poter fare di concreto di fronte ai crimini commessi da Israele nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania occupata.

Oltre 54.000 morti, il 92% delle abitazioni distrutte, oltre due milioni di sfollati, arresti di massa, violenze dei coloni.

La risposta politica? Un'inerzia complice del governo Meloni e della comunità internazionale. Dopo mesi di intenso lavoro finalmente ci siamo e assieme ad altre 12 organizzazioni italiane lanciamo un appello urgente e una proposta di azione concreta e tangibile.

➡️ Trovate tutto qui, https://www.entiterritorialiperlapalestina.it, l'appello, il toolkit, il modulo di adesione e contatti.

👉 L’iniziativa chiama in causa regioni, comuni, città metropolitane e province, chiedendo azioni concrete:
• sospendere o evitare accordi con Israele che legittimano l’occupazione;
• rivedere relazioni culturali e commerciali;
• accogliere profughi e sostenere la popolazione palestinese;
• promuovere iniziative di solidarietà.

📍 Il diritto internazionale, faro delle relazioni tra Stati e dei diritti umani essenziali, da tutti tirato in causa pro domo sua, impone chiari obblighi anche verso gli Enti locali: tocca a noi far sentire la voce dei territori.

Oggi si parte! Parliamone, condividiamo, attiviamoci! Noi ci siamo!

 

Ieri alla kermesse voluta dal ministro Lollobrigida sull’agricoltura abbiamo voluto portare un pizzico di realtà quotidi...
26/03/2025

Ieri alla kermesse voluta dal ministro Lollobrigida sull’agricoltura abbiamo voluto portare un pizzico di realtà quotidiana quel mondo fatato che tanto piace raccontare a questo governo.

Si legge "agricoltura italiana 1° in Europa per valore aggiunto", senza però specificare che esso non qualifica positivamente i redditi e le marginalità delle imprese agricole. Un intero comparto che sta soccombendo, perché a furia di essere sottopagati per i loro prodotti agricoli, poi venduti con prezzi aumentati fino al 400% nei banchi dei supermercati, gli agricoltori stanno di fatto lavorando per rimetterci.

Sapete quante imprese agricole hanno chiuso solo nel 2024? Oltre 40.000! È quasi una beffa rivendicare l’agricoltura col più alto valore aggiunto in UE, non considerando questo dato

Poi al ministro piace usare "agroalimentare", come fosse sinonimo di ‘agricoltura’, eppure dovrebbe sapere che non sono la stessa cosa.
In sostanza per lui l’agricoltura è quella dei grandi consorzi con approccio multinazionale, quella delle agroindustrie. Andrebbe ricordato che il nostro cibo viene per il 90% dalle piccole e medie imprese agricole, quelle che lui lascia abbandonate alla concorrenza sleale in house e dall’estero.

Cosa potrebbero fare di concreto? Le proposte sono tante, a partire dall' aumentare i controlli d’ufficio di ICQRF sulle pratiche sleali, invece di spingere gli agricoltori a segnalare ciò che subiscono, col rischio concreto di ritorsioni.

La politica è una cosa seria. E un ministro che dovrebbe rappresentare tutti, ma fa solo gli interessi di pochi, rivela di essere solo una cosa: inadatto e non credibile!

L'altro ieri alla kermesse voluta dal ministro Lollobrigida sull’agricoltura abbiamo voluto portare un pizzico di realtà...
26/03/2025

L'altro ieri alla kermesse voluta dal ministro Lollobrigida sull’agricoltura abbiamo voluto portare un pizzico di realtà quotidiana quel mondo fatato che tanto piace raccontare a questo governo.

Si legge "agricoltura italiana 1° in Europa per valore aggiunto", senza però specificare che esso non qualifica positivamente i redditi e le marginalità delle imprese agricole. Un intero comparto che sta soccombendo, perché a furia di essere sottopagati per i loro prodotti agricoli, poi venduti con prezzi aumentati fino al 400% nei banchi dei supermercati, gli agricoltori stanno di fatto lavorando per rimetterci.

Sapete quante imprese agricole hanno chiuso solo nel 2024? Oltre 40.000! È quasi una beffa rivendicare l’agricoltura col più alto valore aggiunto in UE, non considerando questo dato

Poi al ministro piace usare "agroalimentare", come fosse sinonimo di ‘agricoltura’, eppure dovrebbe sapere che non sono la stessa cosa.
In sostanza per lui l’agricoltura è quella dei grandi consorzi con approccio multinazionale, quella delle agroindustrie. Andrebbe ricordato che il nostro cibo viene per il 90% dalle piccole e medie imprese agricole, quelle che lui lascia abbandonate alla concorrenza sleale in house e dall’estero.

Cosa potrebbero fare di concreto? Le proposte sono tante, a partire dall' aumentare i controlli d’ufficio di ICQRF sulle pratiche sleali, invece di spingere gli agricoltori a segnalare ciò che subiscono, col rischio concreto di ritorsioni.

La politica è una cosa seria. E un ministro che dovrebbe rappresentare tutti, ma fa solo gli interessi di pochi, rivela di essere solo una cosa: inadatto e non credibile!

"Ottenere la pace attraverso la forza": Ecco a cosa servono gli 800 miliardi per la spesa militare,  promossi dalla pres...
12/03/2025

"Ottenere la pace attraverso la forza": Ecco a cosa servono gli 800 miliardi per la spesa militare, promossi dalla presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen. La pace attraverso la guerra e la violenza, riconversione bellica, rafforzamento del complesso militare industriale, in pieno contrasto con l'Europa dei diritti, della pace, dei valori e della sicurezza comune.

La priorità assoluta dell'Europa, in questo momento di rapidissimo cambiamento, dove siamo circondati da guerre, soprusi, divario crescente tra ricchi e poveri e massima incertezza, dovrebbe essere un rapido cambiamento e una protezione efficace dei diritti fondamentali, di un economia etica e un futuro giusto e sostenibile, per il nostro presente, ma soprattutto per chi verrà dopo di noi, per i nostri figli.

C'è un senso di smarrimento comune, lo viviamo tutti ed è legittimo. Eppure non possiamo condividere una piazza che sostiene direttamente o indirettamente questo modello d'Europa, ivi incluso il piano . Quella piazza del 15 marzo non ci appartiene, non ci può appartenere.

La coerenza e il coraggio in politica per noi sono valori imprescindibili. E ci piace raccontarlo con fatto concreti e tangibili: nel 2021 abbiamo ottenuto lo stop dell'invio di armi verso lo Yemen, nel marzo 2022 eravamo tra le pochissime voci in parlamento a votare convintamente contro l'invio di armi in Ucraina e contro l'ordine del giorno che ha sancito l'aumento della spesa militare al 2% del Pil. Pochissimi i voti contrari, soltanto 24! Non ci siamo arrese, decreto dopo decreto, scendendo in piazza, per le strade, lottando per quell'Italia e quell' Europa che ha inserito la pace e diritti fondamentali nei dettati costituzionali.

Il nostro è dunque un grande NON IN NOSTRO NOME! C'è piuttosto bisogno di contrastare quel piano con grande determinazione e coraggio, lottando per una pagina d'Europa diversa, partendo dalla battimento di muri e la costruzione di ponti, legami, dialoghi. Un' Europa che priotizza il disarmo e la sicurezza comune, i diritti umani, lo sviluppo sostenibile.

Bisogna fare in fretta, prima che sia davvero troppo tardi. E noi ci saremo!☮️

L'8 marzo tutto mondo si ferma, l'istante di un giorno, per le donne. Mazzi di mimose vengono regalati, si fanno gli aug...
10/03/2025

L'8 marzo tutto mondo si ferma, l'istante di un giorno, per le donne. Mazzi di mimose vengono regalati, si fanno gli auguri, si concede qualcosa "visto che è la giornata vostra", come se con quel momento d'attenzione tutto si stemasse.

Poi i giorno successivi ricomincia la normalità, con i suoi ingombri quotidiani, con le sfide perpetue. Perché anche se noi donne siamo metà della popolazione sul pianeta, il divario, ancora oggi nel 2025, è davvero immenso e sconcertante.

👩‍💼Sapete quante donne sindache ci sono in Italia? Il 15%. E invece le donne che svolgono il ruolo di presidente di regione in Italia? 2 su 20.

📰 Magari va meglio nel mondo dell'informazione, anzi no: Solo il 6% di donne ha ruoli di dirigenza nei guornali. Direttrici dei TG? NESSUNA!

🏢 Alla guida di un'azienda? 1 su 3. Il tasso di occupazione femminile è al 52,5% (contro il 70,4% degli uomini), il divario più ampio in tutta l'Unione Europea.

💰Un gap retributivo esistente dal 15% al 30%.

👶Il congedo parentale?14,4 milioni giornate utilizzate da donne, solo 2.1 dagli uomini.

Si potrebbe andare avanti, tra obiettori per l'aborto, mondo accademico e sanitario o semplicemente scelte difformi dal mainstream societario.

Per contro, le aspettative verso le donne sono altissime, toccando la sfera fisica, psicologica e morale: la donna deve essere sempre presente e perfetta, rispettando a pieno le aspettative di società, partner e famiglia e sopportando i giudizi perpetui.

C'è da fare ancora tantissimo, ma soprattutto ci vuole un cambiamento culturale, dove un NO è un NO, dove i diritti sono preservati ed applicati uguale per tutti, dove vi è la consapevolezza di quanto sia preziosa la diversità complementare tra uomo e donna.

E il primo passo concreto può e deve partire da tutte e tutti noi!

Cooperazione internazionale, azioni concrete di pace, costruzione di rete per promuovere passi concreti verso un mondo d...
07/03/2025

Cooperazione internazionale, azioni concrete di pace, costruzione di rete per promuovere passi concreti verso un mondo diverso e sostenibile: ecco quanto affrontato ieri a Firenze, in una giornata dedicata alla cooperazione, al diritto internazionale e al ruolo degli enti locali, promossa dall'assessora Serena Spinelli e dalla Regione Toscana e con la preziosa presenza della prof. Alessandra Annoni ed altri esperti.

Spunti interessanti, ma soprattutto un'esigenza chiara: si può e si deve fare di più, con azioni concrete e tangibili. Ognuno può e deve fare la sua parte, unendo le forze e facendo rete, agendo contro le scelte scellerate di riarmo, dell'aumento della spesa militare e di guerre per contribuire invece alla costruzione della pace, della cooperazione decentrata e un futuro più giusto.

Come ManifestA stiamo lavorando in tal senso, assieme ad esperti del settore e in unisono con ONG e OSC, ad un'azione concreta per quanto sta accadendo a Gaza e nei territori palestinesi occupati. Perché quanto sta accadendo non è solo sotto la luce del sole, ma anche promosso e fomentato dai nostri media e parte della politica nazionale e internazionale. È nostro dovere agire per scrivere un'altra parte della storia e non essere complici di questo genocidio.

Ve ne parleremo prossimamente! Stay tuned!

Il 2024? Lo ricorderemo principalmente per le sue guerre e sofferenze atroci afflitte. Solo pochi giorni fa Gaza ha vist...
01/01/2025

Il 2024? Lo ricorderemo principalmente per le sue guerre e sofferenze atroci afflitte. Solo pochi giorni fa Gaza ha visto 6 neonati morire di freddo perché mancavano coperte, cibo, cure e casa.

Che il 2025 porti pace, serenità e un chiaro cambiamento, profondamente necessario.

Ed è solo possibile rimboccandoci le maniche e lavorando assieme!

Che sia davvero un 2025 di pace, di informazione corretta, di impegno politico e sociale e di cambio di paradigma.

Noi ci siamo! Buon anno a tutte e tutti!

Per le armi 32 miliardi, per i cittadini 0!5,7 milioni: ecco il numero di persone in condizione di povertà assoluta. Per...
11/12/2024

Per le armi 32 miliardi, per i cittadini 0!

5,7 milioni: ecco il numero di persone in condizione di povertà assoluta. Persone che non hanno la disponibilità quotidiana di una casa, cibo o vestiti. E sapete quanti di questi sono bambini? 295 mila! Persone che, pur lavorando, non riescono a provvedere ai loro bisogni essenziali.

Oltre a questi, sono 8,5 milioni gli individui in condizione che hanno difficoltà a fruire di servizi essenziali. Un trend pericolosamente in crescita.

E cosa fa il Governo? Non solo finge di non vedere, ma su di loro fa cassa!!!

Nella Legge di Bilancio 2025 nessun investimento. Anzi: sono 1,1 milione le persone in meno a beneficiare di Reddito o Pensione di Cittadinanza rispetto allo scorso anno. Il finanziamento all’Assegno di Inclusione è stato ridotto di 300 milioni. E solo per il prossimo anno, il minore investimento sul contrasto alla povertà raggiunge 1,7 miliardi di euro.

Questo è il sostegno del Governo Meloni al “popolo” a lungo promesso?

Non è vero che i soldi per aiutare i cittadini non ci sono: avremo un budget militare di 32 miliardi per il 2025, mai così alto. La strada alternativa ci sarebbe. Basta avere coraggio!

Ne faremmo volentieri a meno di questa ricorrenza del 25 novembre. Eppure dovrebbe fare riflettere tutti il dato aggiacc...
25/11/2024

Ne faremmo volentieri a meno di questa ricorrenza del 25 novembre. Eppure dovrebbe fare riflettere tutti il dato aggiacciante che ogni 10 minuti una donna viene uccisa dal suo partner o da un membro della famiglia.

Ogni 10 minuti, ogni 600 secondi!

Una violenza letale, alla quale si affianca quella fisica, verbale, economica ed emotiva.

Ne faremmo volentieri a meno, eppure i numeri del 2024 non lo permettono: 96 vittime donne, di cui 82 uccise in ambito familiare/affettivo.

Ne faremmo volentieri a meno, ma per questo occorre l'attenzione, la consapevolezza e l'azione si tutti, a partire dagli uomini.

Perché quando è NO, è NO!

È possibile cambiare, ma solo se fatto insieme!

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