30/05/2026
Care amiche, cari amici,
non siamo ancora riusciti a pianificare il nostro viaggio annuale alle missioni in Kenya.
La situazione internazionale ha provocato scarsità dei carburanti ed incremento dei prezzi. Questi due fattori insieme hanno sollevato il dubbio che una volta lì non avremmo potuto spostarci, sia localmente a Nairobi, sia, a maggior ragione, verso Malindi e Tarasaa, a parte il dubbio di non riuscire a partire o di rimanere bloccati sulla via del ritorno.
In Kenya il carburante diesel ha superato i 210 Ksh al litro, pari ad 1,4 € circa: sembrerebbe una situazione favorevole rispetto a quella italiana, ma gli stipendi della gente comune lì sono un decimo dei nostri ed il costo del trasporto delle merci e del cibo ha influito in maniera intollerabile sui prezzi. Gli autotrasportatori, ed in particolare i guidatori dei matatu, i minibus del trasporto pubblico, sono scesi in piazza lunedì 18 per chiedere una riduzione di 46 Ksh al litro; il governo ne ha offerto solo 10: ci sono stati disordini a Nairobi, sfociati anche in sparatorie e saccheggi. Si conta qualche vittima. Una nostra amica volontaria in un sobborgo ci ha mandato in diretta l’audio degli spari!
La tregua in attesa del ritorno a Nairobi del presidente Ruto è durata una settimana, ma nulla di significativo è cambiato e i disordini sono ripresi. Sembra che il governo non abbia fondi per concedere quanto richiesto e lo sciopero dei matatu sta costringendo migliaia di persone a recarsi al lavoro a piedi, percorrendo anche molti chilometri.
A questo si aggiunga qualche problema di salute nostro e il diffondersi all’Uganda dell’epidemia di Ebola che potrebbe attraversare la frontiera col Kenya: è facile capire come non ci sentiamo di infilarci in una situazione così precaria. Vedremo tra qualche giorno cosa fare, ma temiamo che anche se lo stretto di Hormuz riaprisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare ad una quasi normalità.
Comunque siamo in continuo contatto con le nostre suore laggiù. Come vi avevamo già scritto l’anno scorso, La comunità di Nairobi sta progredendo verso l’autosufficienza e lavora per contribuire al mantenimento dei progetti che abbiamo iniziato insieme che purtroppo hanno ancora bisogno del nostro aiuto per oltre il 75% delle spese. Contiamo, noi e le suore, di ridurre sempre più la dipendenza dalla nostra associazione, sia perché purtroppo la nostra raccolta è diminuita negli ultimi anni, sia perché è sano che la responsabilità dei progetti passi nelle loro mani.
Ci siamo anche recati ad Assisi la settimana scorsa per un incontro con Suor Miriam, la nuova Madre Generale. Volevamo condividere con lei e Suor Charity, responsabile del Segretariato e Progetti Internazionali, le nostre idee e preoccupazioni per l’evoluzione de La goccia e della nostra collaborazione. L’incontro è stato proficuo, ma occorrerà ovviamente del tempo per fare progressi significativi. Suor Miriam sarà in Africa tra ottobre e novembre e potrà toccare con mano lo stato delle cose.
Intanto stiamo ricevendo informazioni dalle nostre scuole. L’aiuto che abbiamo pianificato per la scuola di Karinde sembra essere più o meno in linea con le esigenze, almeno per ora. La popolazione scolastica è arrivata a 276 studenti, inclusi quelli della Junior Secondary School (classi 7, 8 e 9). Quest’anno per la prima volta questi ragazzi sosterranno gli esami di diploma ed andranno alle superiori. Sr. Beatrice Wainaina, altra nostra cara figlia, ha affiancato Sr. Beth alla gestione della scuola.
Abbiamo ricevuto qualche foto dei lavori in corso per il nuovo edificio della secondaria: è quasi terminato e l’anno prossimo tutte le classi avranno aule e laboratori a norma. Intanto ci si arrangia con le aule vuote della primaria e con baracche riciclate.
Come già sapete dall’anno scorso la comunità di Tarasaa è poverissima: gran parte della popolazione non ha i mezzi per pagare un contributo, per non parlare di una retta. La scuola di Hurara è nata come scuola dei poveri e sembra destinata alla dipendenza quasi totale da aiuti esterni. A fine aprile aveva il conto praticamente a zero e siamo stati costretti ad anticipare quello che avevamo pianificato di mandare a fine giugno. La popolazione scolastica è sui 160 bambini, ma la scuola copre solo fino alla sesta per mancanza di risorse.
La piccola comunità di suore vive di poco o niente. Sr. Ann, la Superiora, è infermiera e insieme alla giovanissima Sr. Elizabeth gestisce il dispensario della parrocchia senza più il sostegno iniziale della diocesi: le modeste entrate bastano a mala pena a coprire i costi dei medicinali e dei materiali e lo stipendio di un paio di operatori laici. Le suore non ne ricavano nulla. La nostra carissima Sr. Beatrice Otenge, dirige la scuola dal febbraio 2025. Il suo stipendio, derivato dalle entrate della scuola come quello del personale laico, è in pratica l’unica entrata del convento.
Recentemente una autocisterna che portava l’acqua per la scuola ha divelto il cancello ed è stato necessario sostituirlo.
Mentre vagliamo le ormai scarse possibilità di un nostro viaggio ci stiamo facendo mandare foto e notizie sui bambini adottati. Man mano che arriveranno saranno inoltrate.
Un caro saluto
La goccia
Marcello e Luciana
PS: le notizie sulle adozioni arriveranno agli sponsor in un’altra comunicazione.