29/09/2026
La verità sulla legge elettorale. Senza pregiudizi.
(Vi preghiamo di leggere attentamente fino alla fine)
Il caos che si sta sollevando attorno alla riforma della legge elettorale proposta dalla maggioranza a sostegno del governo Meloni, non ha nulla di diverso da ciò che succede da sempre in Italia.
Chi grida oggi allo scandalo, opposizioni in prima linea, dovrebbe farsi un esame di coscienza perchè avrebbe ben poco da lagnarsi, avendo partecipato più volte ai pastrocchi e accorduncoli pre-elettorali, funzionali a blindare le proprie poltrone.
Vi spieghiamo come e perché. Partiamo da questa nuova legge elettorale dicendo (senza alcun pregiudizio, ma stando nel merito del testo) che a noi, non piace. Anche perché è stata studiata per evitare l’effetto Vannacci, la mina impazzita a destra che sta erodendo tutto il consenso alla Lega.
Le leggi studiate per far fuori qualcuno, non possono che nascere male e consolidarsi ancor più storte e incomplete. Tuttavia, con tutti i suoi difetti, questa legge ha un aspetto positivo: reintroduce le preferenze. Benchè i capilista siano esentati da tale norma e comunque blindati e indicati dai partiti. Ma è sempre un piccolo passo avanti, considerato che le preferenze mancavano dagli anni '90.
Salvo sorprese, la legge dovrebbe essere approvata entro le prime settimane di ottobre. Anche perché, se non dovesse trovare una piena maggioranza, la Meloni ha già promesso il ritorno anticipato alle urne. Un dramma all’italiana soprattutto per tutti i parlamentari di prima legislatura che perderebbero il diritto alla pensione. Considerato che per percepirla, occorrerebbe far durare la legislatura almeno fino al marzo 2027.
La proposta, come tutte le altre leggi elettorali, favorisce lo stesso legislatore. Quindi, gli eletti attuali. Con un evidente conflitto di interessi che tuttavia, è insuperabile. Trattandosi di una legge ordinaria, senza limiti di tempo e poteri, nulla e nessuno possono impedire al parlamento di farsi la legge ad hoc, anche l’ultimo giorno utile prima del periodo elettorale.
Questo è certamente un vulnus tutto italiano che toglie credibilità ad un sistema che si forgia d’essere democratico, ma in realtà è da anni “esclusivo” e “blindato”. Non è un caso se i soliti noti (i vari Renzi, Lupi, Calenda ecc) siano stati esentati ancora una volta dalla raccolta firme, con lo stratagemma dei partitini costituiti prima di una certa data.
Mentre i partiti di nuova formazione, non attualmente presenti in parlamento, saranno costretti a raccogliene più del doppio (ben 400mila). Una cifra esorbitante che obiettivamente rende quasi impossibile l’impresa. Poi c’è il premio di maggioranza, ma se nessuno dovesse raggiungerlo, si tornerebbe alle dinamiche proporzionali con probabili accrocchi e accordini di convenienza per non tornare alle urne. Insomma, un pasticcio all’italiana.
Detto ciò, perché a nostro avviso le opposizioni (PD, Cinquestelle, sinistre ecc) non possono permettersi di gridare allo scandalo? Semplice. Loro, nel 2022, fecero la stessa identica cosa quando erano al governo con Draghi. Sebbene con metodologie diverse e utilizzando lo strumento del decreto legge.
Nello specifico, ci riferiamo al decreto N.41 (decreto Election Day) nel quale era stata inserita furbescamente una normettina che favoriva i gruppetti degli amici del governo Draghi che avevano costituito gruppi parlamentari entro il 21 dicembre 2021, esentandoli dalla raccolta firme.
Bene, quando il governo Draghi cadde nel luglio 2022, guarda caso, giusto in tempo per far maturare la pensione agli eletti di prima legislatura, il fronte del dissenso che si era creato anche a causa della maldestra gestione Covid, fu costretto a raccogliere migliaia di firme in pieno agosto, con gli elettori in vacanza, i media silenziati e gli uffici a mezzo servizio.
Insomma, un colpo gobbo alla democrazia per blindare le poltrone dei partiti di governo e affiliati ed escludere un fronte democratico nato direttamente sulle piazze per difendere i diritti della persona. Una schifezza votata proprio da tutti quelli che oggi gridano allo scippo di democrazia, ovvero: M5Stelle, PD e con loro Lega, Forza Italia, Italia Viva, Azione e più Europa, il partitino di DI Maio (Insieme per il Futuro) e Coraggio Italia.
Alla luce di queste evidenze e poiché i cittadini sono sempre più esclusi dal dibattito pubblico e meno informati su ciò che accade nei palazzi (e qui si spiega perché ormai in Italia voti ormai poco più della metà degli aventi diritto), ci è d’obbligo, visto che noi nel 2022 eravamo in parlamento all’opposizione del governo Draghi, ricordare a tutti, che fummo tra i pochissimi a non votare quel vergognoso testo di legge "blinda poltrone". Ma per onor di verità, dobbiamo dire che neanche la Meloni con Fratelli d’Italia lo votarono.
Queste non sono nostre opinioni. Ma pura verità incontrovertibile e verificabile comodamente da chiunque in rete. Tutto è agli atti e dimostra la malafede di chi sta al potere da anni, al governo e poi all’opposizione, tutelando sempre e solo i propri privilegi ed escludendo nuove forze politiche e nuovo dissenso dalle istituzioni e dai processi decisionali vitali per la democrazia e per il paese. Meditate gente.