24/07/2026
La tutela della salute dei bambini comincia ancora prima della nascita e passa attraverso una rete di professionisti che accompagna le famiglie nei primi mille giorni di vita. È proprio questo uno dei pilastri della prima proposta di legge italiana sull'esposizione ai dispositivi digitali nella prima infanzia: creare un'alleanza stabile tra ostetriche, neonatologi, pediatri, consultori e altri servizi territoriali, introducendo anche nei corsi di accompagnamento alla nascita moduli dedicati agli effetti delle tecnologie digitali sullo sviluppo del neonato e del bambino.
Ieri, nella prestigiosa cornice di Palazzo Madama, è stata presentata la prima proposta di legge italiana dedicata alla regolamentazione dell'esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da 0 a 3 anni, con l'obiettivo di tutelarne lo sviluppo neurocognitivo, fisico ed emotivo.
Un'iniziativa promossa dalla Senatrice Simona Malpezzi, insieme alla Società Italiana di Pediatria (SIP) e a Fondazione Terre des Hommes Italia ETS, che nasce da solide evidenze scientifiche e punta a costruire un sistema nazionale di prevenzione capace di accompagnare le famiglie fin dalla gravidanza, promuovendo un utilizzo consapevole delle tecnologie durante tutta l'età evolutiva.
A rappresentare la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO) è stata la vicepresidente Nadia Rovelli, che ha portato il contributo delle ostetriche all'interno di un percorso che mette al centro la salute dei bambini e il sostegno ai genitori.
"Quella di oggi non è stata soltanto una presenza istituzionale. È stata la testimonianza di una missione comune: proteggere la salute e lo sviluppo dei più piccoli attraverso un'alleanza concreta tra istituzioni, professionisti sanitari, educativi e sociali e, soprattutto, famiglie", ha dichiarato Nadia Rovelli.
Le evidenze scientifiche analizzate dalla Commissione Dipendenze Digitali della SIP mostrano come un'esposizione precoce e prolungata agli schermi possa interferire con lo sviluppo del linguaggio, dell'attenzione, delle funzioni esecutive, della regolazione delle emozioni, della qualità del sonno e della relazione tra bambino e adulto. Per questo il disegno di legge propone di evitare l'esposizione ai dispositivi digitali nei primi 36 mesi di vita, rafforzando al tempo stesso l'informazione alle famiglie, la formazione dei professionisti e la promozione di esperienze fondamentali per la crescita, come il gioco, il movimento, il contatto e le relazioni.
Tra gli aspetti più innovativi del provvedimento vi è proprio il coinvolgimento di figure professionali ben definite. La proposta di legge individua infatti nelle ostetriche, nei pediatri, nei neonatologi, nei consultori familiari, nei punti nascita e nei medici di medicina generale i principali interlocutori delle famiglie, prevedendo percorsi informativi strutturati già durante la gravidanza e nei corsi di preparazione al parto e di accompagnamento alla nascita.
"In questo percorso – ha sottolineato Rovelli – la tutela dei bambini passa dalla prevenzione, dall'informazione e dal sostegno ai genitori fin dalla gravidanza e dai primi giorni di vita. La multiprofessionalità e la collaborazione tra professionisti e famiglie rappresentano strumenti essenziali per accompagnare scelte consapevoli e promuovere ambienti favorevoli a una crescita sana."
Per la FNOPO, il riconoscimento del ruolo delle ostetriche all'interno del disegno di legge rappresenta un elemento di particolare valore: la prevenzione dell'esposizione precoce agli schermi entra infatti a far parte dell'educazione alla salute che accompagna la donna e la coppia fin dalla gravidanza.
Le ostetriche sono infatti tra le prime figure professionali che accompagnano le famiglie nel delicato percorso della nascita e dei primi mesi di vita del bambino, un momento decisivo anche per promuovere corrette abitudini educative e relazionali.
"Come ostetriche siamo parte di questa rete e abbiamo la responsabilità di essere accanto ai bambini e alle loro famiglie, trasformando le evidenze scientifiche in educazione, prevenzione e promozione della salute. Perché proteggere la salute e lo sviluppo dei bambini di oggi significa contribuire a costruire gli adulti in salute di domani", ha concluso la vicepresidente FNOPO.