17/06/2026
Alla questura di Roma, è stato inaugurato il “Muro della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo della Polizia di Stato.
E per ricordare il coraggio di uno de , l'agente Ciro Capobianco, oggi vi faccio ascoltare direttamente le parole del suo collega Salvatore e da sua sorella Assunta Patrizia.
Era il 5 dicembre 1981, quando una pattuglia con a bordo Ciro e altri due poliziotti, stava percorrendo via Flaminia a Roma. Giunti al quartiere Labaro, gli agenti decisero di controllare quattro uomini seduti su una panchina, ma inaspettatamentequesti estrassero le pistole aprendo il fuoco contro di loro. Durante l'agguato Ciro venne colpito da un proiettile alla testa e morì due giorni dopo, aveva solo 21 anni. I suoi colleghi risposero al fuoco, uccidendo uno dei terroristi e ferendone un secondo. I tre fuggirono poi a bordo dell’auto di pattuglia che abbandonarono pochi chilometri dopo. In seguito però, furono assicurati alla giustizia, erano appartenenti al gruppo di fuoco dei Nar, i Nuclei armati rivoluzionari.
Malgrado la famiglia di un polizotto sia consapevole dei pericoli che corre, nessuno è mai preparato abbastanza. E sentire le parole della sorella di Ciro, allora bambina, mi hanno tanto colpito, perché visse due perdite, quella del fratello ucciso e quella della madre rimasta "senza anima" per lo straziante lutto.
Per questo ritengo fondamentale celebrare il sacrificio di questi poliziotti con il ricordo mai.
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