19/03/2026
LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE MASELLI: LA DISABILITÀ NON È UN NUMERO, LE NOSTRE VITE NON SONO UN DEBITO
Egregio Assessore Maselli,
Le scriviamo con il peso di una disperazione che non trova più parole, se non quelle della rabbia e del tradimento. Dietro la fredda burocrazia di una delibera che abbassa la soglia ISEE da 50.000 a 30.000 euro per l’assegno di disabilità gravissima, ci sono corpi allettati, respiratori che fischiano nella notte e genitori che non dormono da anni.
Avete cambiato le carte in tavola a partita in corso.
Nel 2021 la Regione Lazio aveva tracciato un percorso, una promessa di continuità fino al 2027. Su quella promessa, migliaia di famiglie hanno costruito un equilibrio precario: abbiamo assunto operatori, abbiamo regolarizzato contratti, abbiamo permesso ai nostri figli e ai nostri cari allettati di avere un’assistenza dignitosa tra le mura di casa, evitando il trauma dell'istituzionalizzazione.
Oggi, con un colpo di penna, quel limite di 30.000 euro espelle migliaia di nuclei familiari dal diritto al sostegno. Assessore, 30.001 euro di ISEE in una famiglia con un disabile gravissimo non significano ricchezza. Significano una dignità che viene tassata. Significa che chi ha lavorato una vita e ha una piccola proprietà o un reddito normale viene punito proprio perché ha bisogno di assistenza h24.
Cosa ne sarà dei nostri ragazzi? Cosa ne sarà dei genitori anziani che assistono figli non autosufficienti?
Togliere il buono mensile significa, nei fatti, licenziare gli operatori che sono le "braccia e le gambe" dei nostri cari. Significa condannare il genitore-caregiver a un isolamento totale, a un burnout fisico e mentale che non ha ritorno. Significa dire a un ragazzo allettato: "La tua vita costa troppo, la Regione non può più permettersela".
Un'amministrazione che risparmia sui più fragili è un'amministrazione che ha perso la sua bussola morale. Non si può parlare di "inclusione" nei convegni e poi tagliare i viveri nelle case di chi soffre.
Le chiediamo un atto di responsabilità immediato:
* Il ripristino della soglia ISEE a 50.000 euro, come stabilito originariamente nel bando fino al 2027.
* La garanzia della continuità assistenziale per chi ha già un piano personalizzato attivo.
Non siamo numeri in un bilancio. Siamo cittadini che chiedono solo di poter curare i propri cari con dignità. Non ci costringa a portare le nostre barelle e le nostre sedie a rotelle sotto i palazzi della Regione per essere visti.
Le famiglie dei disabili gravissimi della Regione Lazio