Fondazione La Rossa Primavera

Fondazione La Rossa Primavera Intervenire nel presente anche attraverso l’analisi del passato, confrontare esperienze per sostenere e promuovere culture militanti.

La Fondazione ha l'obiettivo di creare sinergie tra la memoria delle lotte di classe dagli anni Sessanta del Novecento a oggi e i movimenti e il presente delle lotte sociali e politiche.

9 maggio 1976 - Ulrike Meinhof cadeva combattendo                                       contro l’isolamento in carcere.L...
07/05/2026

9 maggio 1976 - Ulrike Meinhof cadeva combattendo contro l’isolamento in carcere.
La RAF, il coraggio dell’Internazionalismo rivoluzionario
Fra il 1976/77 lo scontro fra la RAF, i suoi prigionieri/e, e la Repubblica Federale Tedesca raggiunse il suo apice. Dal 1970 l’organizzazione di guerriglia urbana aveva portato significativi attacchi sia allo Stato e al padronato sia alla loro connessione con l’imperialismo USA. Nei fatti ne erano parte organica, completamente subalterni. Questo come risultato dell’ordine ricostituito dopo la sconfitta del’45. E ciò che la RAF rivelò con le sue azioni era anche una certa continuità fra il regime nazista e quello “democratico”. Il nerbo dello Stato seguiva le stesse esigenze del dominio di classe e imperialista, adattandone forme e strumenti alla nuova epoca, per di più con l’incombente “pericolo rosso” di un movimento comunista internazionale che si intrecciava a quelli della liberazione anticoloniale, in piena espansione.
Lo stesso movimento studentesco esploso negli anni sessanta aveva toccato queste contraddizioni e in particolare questa continuità fra i due regimi, il peso che se ne risentiva sia socialmente che politicamente. La RAF d’altronde nacque entro questo movimento, assumendo lo scontro cha da subito il potere impose, e sviluppandolo con una proposta strategica di ampio respiro. La guerra di liberazione in Vietnam e in Palestina divennero un riferimento fondante. L’azione eclatante contro il centro di comando USA a Heidelberg, con la distruzione del computer centrale che coordinava i bombardamenti in Vietnam, e il rapporto organico con la resistenza palestinese fino alle operazioni comuni dell’autunno ’77, ne furono forte concretizzazione. E che verrà sviluppata nel decennio successivo.
Ma qui ci focalizzeremo su questo primo periodo, e su un altro aspetto fondamentale: lo scontro in e attorno al carcere. Lo Stato, per la prima volta in Europa, applicò un trattamento incentrato sull’isolamento, sulla “tortura bianca”. Una violenza meno evidente eppure crudele ed efficace. Le prigioniere/i lottarono duramente con diversi scioperi della fame, in sintonia con le operazioni esterne della guerriglia. Di fronte a questa forza, riemerse il lato più oscuro e nazista dello Stato “democratico”: 5 prigioniere/i vennero uccisi, e mascherati come suicidi. Ulrike Meinhof fra loro. Come le altre/i era fondatrice e dirigente della RAF.
Ecco i due punti su cui vorremmo concentrare l’attenzione nella serata, l’internazionalismo rivoluzionario e il confronto con la repressione , con la sua essenza controrivoluzionaria. Punti che riguardano il nostro presente! La serata sarà aperta dal video storico in cui Ulrike Meinhof interviene in quanto giornalista e ricercatrice, all’epoca accreditata pure in televisione. Un documento prezioso.
Sabato 9 maggio ore 18, c/o la Rossa Primavera, in via Mecenate 27
Soccorso Rosso Internazionale – Collettivo di Roma

08/01/2026

Domani, venerdì 9 gennaio - 11h30, presidio di protesta davanti alla DNAA. Struttura centrale della repressione di Stato, dirige anche le operazioni repressive contro i Palestinesi in Italia, militanti resistenti o semplici sostegni alla lotta di liberazione. Orienta, oltre agli arresti e ai processi, anche la politica carceraria, con l'assegnazione ai circuiti dell'alta sicurezza e del 41bis. E questo rispetto a tutti/e militanti rivoluzionari/e. Questo presidio è un passo nella mobilitazione a fianco dei compagni palestinesi sotto processo all'Aquila, la cui prossima udienza (e probabilmente con sentenza) è fissata al 16 gennaio. Facciamo appello a una forte presenza anche lì.
IL SOSTEGNO AI PRIGIONIERI FA PARTE DELLA SOLIDARIETA' INTERNAZIONALISTA CON LA RESISTENZA!

SABATO 13 DICEMBRE ORE 19CARCERE E GUERRAINCONTRO CON MANSOOR ADAYFI E PER I PRIGIONIERI PALESTINESI Mansoor Adyfi è un ...
11/12/2025

SABATO 13 DICEMBRE ORE 19
CARCERE E GUERRA
INCONTRO CON MANSOOR ADAYFI E PER I PRIGIONIERI PALESTINESI
Mansoor Adyfi è un ex prigioniero del campo di concentramento di Guantánamo, dove è statodetenuto per oltre 14 anni senza che fosse mai formulata nei suoi confronti nessuna accusa.
Guantánamo è un carcere di guerra statunitense attivo dal 2002, per la lotta al cosiddetto terrorismo,dove vige un perenne stato di eccezione, si opera in condizioni di extra territorialità ed extra
legalità, ed i detenuti subiscono torture, privazioni, e una detenzione arbitraria.
Nel 2016 Mansoor Adyfi è stato consegnato alla Serbia e ha iniziato una lotta per costruirsi una nuova vita e per liberarsi dalla classificazione di sospetto terrorista. Oggi è uno scrittore ed avvocato ed è l’autore del libro“Don’t forghet us here”, lost and found at Guantánamo. A partire dalla sulla sua esperienza di prigioniero a Guantánamo ha pubblicato articoli, rilasciato interviste, partecipato a documentari, programmi radio e podcast. Mansoor Adayfi è inoltre un attivista di CAGE international, organizzazione che sta supportando Prisoners for Palestine. A dimostrazione della censura in vigore verso chi difende la causa palestinese è stata bloccata la spedizione del suo libro in Italia e gli è statoconcesso un visto di soli pochi giorni,motivo per il quale potrà tenere un numero limitato di iniziative.
Con questo incontro vogliamo approfondire la conoscenza dei dispositivi contro-insurrezionali usati dagli Stati colonialisti per supportare le loro aggressioni. L’utilizzo di questi strumenti viene
sempre giustificato tramite la narrazione della “lotta al terrorismo”. Vediamo, ad esempio, come riguardo alla situazione in Palestina i governi occidentali, mentre non compiono alcun atto concreto
contro il genocidio attuato da sionisti, sono sempre pronti a delegittimare la resistenza palestinese e a censurare, criminalizzare, reprimere ogni forma di solidarietà verso il popolo palestinese che vada al di la dell’umanitarismo di facciata.
L’accusa di terrorismo è quindi sempre pronta per essere utilizzata contro chi sostiene la Palestina. Noi invece vogliamo ribadire che la liberazione dal colonialismo passa attraverso l’autodeterminazione degli oppressi e quindi tramite la lotta che assume la forma della resistenza.

Tramite questa iniziativa daremo il nostro contributo alla giornata nazionale di mobilitazione in sostegno ad Anan Alì e Mansour. I tre palestinesi sono sotto processo a l’Aquila con l’accusa di
terrorismo internazionale, ma per noi sono persone che hanno giustamente difeso la loro terra dal colonialismo. Il loro è un processo farsa, istruito dalle autorità italiane per esaudire la richiesta di Israele di colpire Anan, storico e dichiarato membro della resistenza della Cisgiordania.
Nelle ultime udienze abbiamo assistito alla presenza di funzionari dello Stato sionista in sostegno dell’accusa, ovvero i tribunali italiani chiamano i responsabili di un genocidio a testimoniare contro
chi lotta contro questo genocidio.

Il processo farsa dell’Aquila, è la dimostrazione dell’asservimento della magistratura italiana agli assassini israeliani e della complicità del governo italiano con il genocidio in corso in Asia occidentale. Difendere la Palestina significa anche difendere i Palestinesi in Europa colpiti dalla longa manus di Israele e sostenere il diritto dei palestinesi a difendere la loro terra con i mezzi necessari.
Il 13 dicembre si terrà una giornata nazionale di mobilitazione diffusa in solidarietà con Anan, Alì e Mansour.
Il 19 Dicembre si terrà al tribunale di l’Aquila un importante udienza del processo ad Anan, Alì e Mansour. In questà data parlerà la difesa e potrebbe essere emessa la sentenza.
Invitiamo da ora tutti i solidale e le solidali a partecipare al presidio che si terrà a partire dalle ore 9.30 al tribunale di L’Aquila in via 20 settembre 66.

DOMENICA 14 ORE 17 : DISCUSSIONE SU COME RILANCIARE LA LOTTA IN SOLIDARIETA' AD ALFREDO COSPITO E CONTRO IL 41bis  A seg...
11/12/2025

DOMENICA 14 ORE 17 : DISCUSSIONE SU COME RILANCIARE LA LOTTA IN SOLIDARIETA' AD ALFREDO COSPITO E CONTRO IL 41bis A seguire: Aperitivo benefit spese legali. Ci vediamo alla sede della fondazione “La rossa primavera”, via Mecenate 27, Roma.
Anche a Roma, come nel resto d’Italia, la scure della repressione si abbatte su chi è sceso in strada al fianco di Alfredo Cospito durante il suo sciopero della fame contro 41 bis ed ergastolo ostativo.
Ai primi di gennaio prenderà il via un processo, con tredici imputati, per i fatti avvenuti a piazza Trilussa il 28 gennaio 2023, il processo dovrebbe entrare nel vivo in primavera, nello stesso periodo in cui nelle stanze del Ministero della Galera si discuterà della permanenza di Alfredo nel regime detentivo di tortura bianca che è il 41 bis.
Come parte degli imputati in questo processo vorremmo usare il procedimento a nostro carico per dare nuovo slancio alla lotta in solidarietà ad Alfredo, in solidarietà ai prigionieri rivoluzionari. Contro la galera e il mondo che sottende.
Per discutere di questo e di come il carcere duro sia sempre meno che una semplice ipotesi per i prigionieri e di come a cascata le misure repressive colpiscano le varie forme di resistenza e lotta ci vediamo domenica 14 dicembre alle 17:00 alla Fondazione “La Rossa Primavera”. A seguire aperitivo benefit per le spese legali.

23/11/2025

28 novembre
Sciopero Generale

Contro una finanziaria di guerra che saccheggia la sanità, la scuola, i salari, le pensioni.
Contro le armi inviate ai paesi in guerra.
Contro un governo che firma cambiali di sangue e chiama “realpolitik” la complicità con un genocidio.

Per la rottura immediata delle relazioni con Israele: diplomatiche, militari, industriali, economiche, culturali.

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29 novembre - Roma
Corteo nazionale per la Palestina

Il 29 novembre non è una ricorrenza:
è una ferita aperta nella storia.

È la '𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁à 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗲𝘀𝗲' perché proprio il 29 novembre 1947 l'ONU approvò la Risoluzione 181, spartendo la Palestina come fosse di sua proprietà, senza considerare la presenza pregressa dei palestinesi.

Anche da quel voto è scaturita la Nakba.

Da quel giorno un intero popolo vive in apnea, e il mondo guarda altrove.

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Dopo la finta tregua,
il silenzio è il nuovo crimine.

Mentre ci raccontano la favola della “pausa umanitaria”, a Gaza continua la fame, la sete, la tortura, l’annientamento di interi quartieri.

E mentre i riflettori si spengono, gli Stati Uniti preparano il loro “piano di ricostruzione”: un protettorato coloniale USA, una nuova amministrazione sotto controllo militare, un commissariamento travestito da aiuto.
La Palestina passata dal fuoco israeliano alle mani del padrone americano.

Il 29 novembre è il giorno di chi vive sotto assedio,
di chi resiste da 77 anni alla Nakba,
da 776 giorni agli ultimi eccidi,
da un’intera vita all’occupazione che cambia nome ma non cambia mano.

I Paesi che finanziano e armano Israele — tra cui l'Italia — sono cinghia di trasmissione di questo massacro.
Ogni governo occidentale che parla di “pace” mentre vende armi è un pilastro del genocidio.

Tutto questo accade nel nostro nome, con le nostre tasse, con la nostra complicità.

Il 28 e il 29 novembre il governo deve tremare.
Il popolo eve farsi vedere. Deve farsi sentire.

Per Gaza, per Rafah, per Khan Younis.
Per Hebron, per Gerusalemme, per Nablus, per Jenin.
Per Tulkarem cancellata.
Per ogni casa implosa.
Per ogni nome strappato dalle anagrafi.
Per ogni bambino che il mondo non ha voluto salvare.
Per gli ostaggi palestinesi torturati nei lager dell’occupante.

Scendiamo in piazza per rompere il silenzio.

A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE

Ogni nostro passo è un NO alla pulizia etnica.
Ogni corpo in strada spezza il silenzio e si oppone al racconto ufficiale.
Ogni voce è una diga contro il genocidio e contro il protettorato USA che vogliono imporre come “soluzione”.

La Palestina vive.
E vivrà finché qualcuno avrà il coraggio di gridarlo.

Il 29 novembre vieni per la Palestina
non per uno schieramento o una sigla.
Vieni per il popolo palestinese.

Tutti gli occhi su GAZA.
Tutti gli occhi sulla Cisgiordania.

° ° °

Buon compleanno Paola!
23/11/2025

Buon compleanno Paola!

Non solo Palestina, in diversi paesi movimenti di liberazione antimperialista e per la rivoluzione sociale combattono co...
07/11/2025

Non solo Palestina, in diversi paesi movimenti di liberazione antimperialista e per la rivoluzione sociale combattono coraggiosamente. In Turchia un fronte sempre aperto è quello nelle carceri, migliaia di prigionier* politic* resistono contro le politiche di annientamento, fra cui l'isolamento e le deprivazioni sistematiche. Sostenerl* significa sostenere i fronti rivoluzionari, le ragioni della loro lotta, e il comune interesse internazionalista.
Martedì prossimo, 11 novembre alle ore 20 presso il nostro locale di via Merulana 27, ci collegheremo con una compagna turca che ci aggiornerà sugli sviluppi della lotta in corso da mesi.

Grazie Dario !queste parole sono risuonate in diversi interventi alla commemorazione di domenica 12 ottobre. E' stato un...
20/10/2025

Grazie Dario !
queste parole sono risuonate in diversi interventi alla commemorazione di domenica 12 ottobre. E' stato un momento molto forte, di emozione e abbraccio collettivo attorno alla sua persona. Un omaggio proveniente anche da ambiti diversi, come diversi sono stati gli impegni e il contributo da parte di Dario, accomunati dallo stesso spirito di solidarietà, generosa ed attiva, e di combattività e militanza orientate alla prospettiva rivoluzionaria.

Sul nostro sito larossaprimavera.org abbiamo pubblicato alcuni degli interventi e immagini.

"Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte
e mi ribellai insieme a loro.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato."
(da poesia di B. Brecht letta in commemorazione)

04/10/2025

Indirizzo

Via Mecenate, 27
Rome
00184

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