08/03/2019
"Nell’ultimo congresso che si è chiuso la minoranza è quella di chi si è, in modo chiaro, esplicito e trasparente, opposto alle idee, posizioni, propositi di Zingaretti proponendo una mozione e una piattaforma distinta. Questa posizione ha perso. Dunque: questa posizione, Sempre Avanti di Giachetti ed Ascani è la minoranza congressuale. Non i renziani di ieri (che stanno in tutte le mozioni ) ma le persone che hanno votato SempreAvanti.
A questa minoranza, per rispetto del congresso, non si può chiedere di sciogliersi: i congressi aprono e danno dignità alla dialettica in un partito. Non la chiudono come pretendono i nostalgici dei partiti-chiesa, unanimistici e novecenteschi.
Nella mozione di Giachetti-Ascani c’è scritto, nero su bianco, quale è il profilo politico (obiettivi, progetti, idee sul partito) di questa minoranza. Questa minoranza dovrà ispirare la sua condotta, esclusivamente, alle sue autonome determinazioni. Non a quelle di Matteo Renzi. Ricordo che si tratta di oltre 250.000 persone. Non sarebbe giusto offendere il loro voto. Che, tra l’altro, è stato carico di passione, combattività, entusiasmo. [...]
Renzi, per questa mozione, resta un grande riferimento culturale (è l’unico che parla nel Pd di cose e di futuro), di stima e di riconoscenza. Ora però, dentro il Pd, la minoranza deve camminare sulle proprie gambe. Si è chiesto un voto in un congresso. Occorre rispettarlo." (cit.)
Noi rimaniamo e rimarremo con il nostro sguardo politico , per una visione social-liberale, laica (non il partito-chiesa di cui si parlava qualche
riga sopra) e ad alto riformismo del PD.
di Umberto Minopoli Sempre Avanti. Renzi sul Corriere precisa, definitivamente, la sua posizione: sta nel Pd (nessuna scissione né nuovo partito); non capeggia una sua corrente; è leale con Zingaretti. Il Pd dopo Renzi Spero che il chiacchiericcio dei commentatori di politica chiuda la telen...