n.21 del 4 aprile 1979)e ha una superficie di circa 800 ettari all’interno dei comuni di Nazzano (Rm), Torrita Tiberina (Rm), Montopoli di Sabina(Ri), Castelnuovo di Farfa (RI) e Fara in Sabina (RI) e si sviluppa intorno al fiume Tevere per un tratto di circa 10 chilometri e inrtorno al Fiume Farfa, dalla Foce fino al Ponte di Granica. Nell'ottobre del 2018 il Consiglio regionale del Lazio ha att
ribuito al nostro Ente anche la gestione della Riserva Naturale del Monte Soratte (circa 500 ettari), ma non si è ancora concluso il passaggio delle consegne, pertanto attualmente tale Riserva è ancora gestita dalla Città Metropolitana di Roma. Oltre a queste due Riserve il nostro Ente parco gestisce quattro ZSC (Zone Speciali di Conservazione): Fiume Farfa (corso medio-alto), Monte Grottone e Monte degli Elci, Monte Soratte e Riserva Tevere Farfa, per una superficie totale di circa 3000 ettari. La nostra storia ha origini lontane che risalgono alla costruzione di una diga artificiale da parte dell’Enel (tra il 1953 e il 1955) per la produzione di energia elettrica. L’intervento dell’uomo con la realizzazione di questa grande opera, insieme a fattori naturali come lo scorrere lento e sinuoso del Tevere in questo tratto e la confluenza dell’immissario Farfa hanno portato alla formazione di una zona umida di grande interesse naturalistico. Gradualmente la vegetazione tipica delle “Wetlands” ha cominciato a colonizzare le sponde del bacino e col trascorrere degli anni si sono create formazioni di bosco ripariale e igrofilo molto rare in tutto il territorio laziale. Per il carattere sedimentario del terreno, con ampi strati sabbiosi e argillosi, banchi di detrito si sono progressivamente accumulati presso le rive e al centro del laghetto formando caratteristici isolotti sui quali la cannuccia di palude, la tifa e salici cespugliosi e arborei hanno trovato la loro nicchia ecologica ideale. Le zone umide rappresentano ambienti di grande importanza sia dal punto di vista naturalistico, sia socio-economico, in esse è infatti concentrata una notevole diversità biologica e svolgono un ruolo cruciale per il mantenimento degli equilibri naturali; sono inoltre aree molto importanti per attività quali l’agricoltura, la zootecnia e il turismo. Questo tipo di ambiente costituisce anche una sorta di serbatoio di ricarica delle falde acquifere, trattiene i sedimenti e le sostanze tossiche, regola il clima e limita i danni delle alluvioni. In particolare le zone umide rivestono una funzione estremamente importante come luoghi di sosta e svernamento per gli uccelli acquatici nel periodo delle migrazioni. Per tutti questi motivi, e per la posizione strategica che la nostra zona umida riveste lungo il corridoio naturale che collega il Mar Tirreno con gli Appennini, nel corso degli anni questo territorio è stato sottoposto a crescenti regimi di tutela da parte dell’uomo. Nel 1968, grazie all’intesa tra Enel, Comune di Nazzano e WWF Italia, è stata istituita un’“Oasi di protezione della fauna”. Nel 1971 l’Oasi è stata dichiarata zona umida d’importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar (Iran). Nel 1979 è stata istituita la Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa (il nome richiama il lago di Nazzano, il Tevere e il fiume Farfa) prima area protetta regionale del Lazio. Nel 2018 la Riserva viene ampliata lungo il corso del Fiume Farfa fino al ponte di Granica nel comune di Castelnuovo di Farfa. La Riserva Naturale è compresa all'interno della ZSC (Zona Speciale di Conservazione) e ZPS (Zona a Protezione Speciale) ai sensi delle direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE (che ha aggiornato la precedente Direttiva 79/409/CEE) ed è inserita nel sistema europeo Rete Natura 2000 (regione biogeografica mediterranea). La Riserva è liberamente accessibile tutti i giorni dall'alba al tramonto, nel rispetto delle norme di comportamento che regolano la fruizione dell'Area Protetta.