Aurelio in Comune

Aurelio in Comune 🍃♀️🏴‍☠️ Ecologista, femminista, libertario. Con Lorenzo Ianiro e Maristella Urru nel Consiglio del Municipio XIII.
🔗 www.aurelioincomune.it

𝗟𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼. 𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮.Quando una ragazza vive nell’ansia, quando un adoles...
05/09/2026

𝗟𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼. 𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮.

Quando una ragazza vive nell’ansia, quando un adolescente sviluppa un disturbo alimentare, quando una famiglia non riesce a trovare un sostegno psicologico accessibile, non siamo davanti a fragilità individuali da lasciare sole.

Siamo davanti a un problema di salute pubblica.

Nel Lazio la richiesta di aiuto cresce, soprattutto tra i più giovani. Ansia, depressione, disturbi della condotta alimentare, disagio relazionale, ritiro sociale: segnali diversi, ma spesso legati alla stessa cosa.

La difficoltà di essere presi in carico in tempo.

Perché la psicoterapia, per essere efficace, non può essere una risposta occasionale. Ha bisogno di continuità, ascolto, accessibilità, professionisti, servizi territoriali capaci di accompagnare le persone nel tempo.

E qui si apre una grande questione di giustizia sociale.

Chi cresce in una famiglia con meno risorse parte spesso con meno difese. Se l’aiuto psicologico arriva solo a chi può permetterselo, allora la sofferenza diventa anche una disuguaglianza.

Per questo non bastano bonus limitati, graduatorie corte o interventi una tantum.

Serve un piano vero di prevenzione, soprattutto nelle scuole, nei territori, nei servizi di prossimità. Serve un monitoraggio continuo del disagio giovanile. Serve rafforzare la neuropsichiatria, i consultori, i centri di salute mentale, il raccordo tra sanità, scuola e servizi sociali.

Nessuno dovrebbe sentirsi solo quando chiede aiuto.

La salute mentale è cura, prevenzione, dignità.
Ed è responsabilità delle istituzioni renderla accessibile, stabile e vicina alle persone.

Tre anni fa, il 4 settembre 2023, ci lasciava Giorgio Giannini.Studioso, pacifista, ambientalista, Giorgio ha dedicato u...
04/09/2026

Tre anni fa, il 4 settembre 2023, ci lasciava Giorgio Giannini.

Studioso, pacifista, ambientalista, Giorgio ha dedicato una parte importante della sua vita all’impegno civile e politico nel nostro territorio. Per anni consigliere municipale, nel 2021 aveva scelto ancora una volta di mettersi a disposizione della comunità, candidandosi come capolista alle elezioni municipali.

Per Aurelio in Comune è stato un compagno di strada prezioso, capace di tenere insieme competenza, passione e una visione della politica fondata sulla pace, sulla tutela dell’ambiente, sulla partecipazione e sulla difesa dei beni comuni.

A tre anni dalla sua scomparsa lo ricordiamo con affetto e gratitudine, per le battaglie condivise, per quello che ci ha insegnato e per il segno che ha lasciato nel nostro territorio.

Ci sono persone che continuano a camminare con noi attraverso le idee e l’esempio che hanno lasciato. Giorgio è una di queste.

𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲.L...
04/09/2026

𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲.

La grande partecipazione dei residenti dimostra una cosa molto semplice: il problema non è la resistenza al cambiamento. Il problema è un cambiamento deciso senza il quartiere e scaricato interamente sulle persone che ogni giorno lo abitano.

La nuova viabilità legata al cantiere dello studentato ha prodotto disagi evidenti, comunicati a ridosso di Ferragosto e senza un confronto preventivo vero con residenti e attività commerciali. Persino esigenze elementari, come il carico e scarico di un supermercato, sembrano essere emerse solo dopo.

Ora si sostiene che la parte politica del Municipio non fosse a conoscenza delle modifiche e che tutto sia nato dagli uffici tecnici e dalla Polizia Locale.

Una spiegazione che apre più domande di quante ne chiuda.

Chi ha costruito questi atti? Chi li ha autorizzati? Perché sono entrati in vigore proprio nei giorni di Ferragosto? Sono stati valutati davvero gli effetti sul quartiere? E soprattutto: quale sarà la viabilità definitiva una volta concluso il cantiere?

Abbiamo chiesto che venga ricostruita fino in fondo la genesi dei provvedimenti e verificato anche se eventuali irregolarità possano consentire ai cittadini di contestare le sanzioni ricevute.

Ma c’è un tema politico più grande.

Cavalleggeri è uno dei quartieri dove la pressione turistica e ricettiva sta cambiando rapidamente funzioni, spazi e mercato della casa. Nuovi studentati, strutture ricettive, affitti brevi e trasformazioni urbanistiche non possono essere governati considerando il territorio come un semplice corridoio verso San Pietro.

La città deve accogliere chi arriva senza espellere, penalizzare o rendere più difficile la vita di chi c’è già.

Per questo continueremo a chiedere trasparenza sugli atti, partecipazione prima delle decisioni e una valutazione seria dell’impatto complessivo che queste trasformazioni stanno producendo su Cavalleggeri.

31/08/2026

La lingua non può diventare una nuova frontiera dell’esclusione.

La proposta di Valditara sull’obbligo di italiano per i genitori stranieri con figli in difficoltà a scuola apre un tema serio, che non va liquidato con uno slogan.

In Francia e in Germania percorsi simili esistono. Ma funzionano solo se non sono pensati come punizione o stigma: devono essere accompagnati da corsi accessibili, mediazione culturale, servizi, sostegno alle famiglie e alle scuole.

Perché imparare l’italiano può essere uno strumento fondamentale di autonomia, partecipazione e inclusione. Ma se diventa solo un obbligo calato dall’alto, rischia di produrre l’effetto opposto: distanza, paura, marginalità.

Questa discussione riguarda anche noi. Riguarda i nostri quartieri, le nostre scuole, le famiglie che vivono ogni giorno il nostro Municipio.

Il punto non è dividere tra “noi” e “loro”.
Il punto è costruire comunità.
E una comunità si costruisce così: con diritti, doveri, servizi pubblici, ascolto e responsabilità condivisa.

𝗟𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮. 𝗘 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗽𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼.Da domani ria...
28/08/2026

𝗟𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮. 𝗘 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗽𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼.

Da domani riapre il Social Market: un luogo dove il sostegno alimentare incontra dignità, ascolto e comunità. Perché dietro ogni spesa che non si riesce più a sostenere, dietro ogni rinuncia, ci sono persone e famiglie che troppo spesso restano invisibili.

In un tempo in cui il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari, contrastare la povertà significa costruire risposte concrete nei quartieri: non assistenza dall’alto, ma reti capaci di non lasciare indietro nessuno.

Domani si riaprono le porte. E insieme, ogni giorno, proviamo a tenere aperta una comunità.

«Non è ammissibile che scelte capaci di modificare l’assetto urbano di un quartiere vengano calate dall’alto a cose fatt...
24/08/2026

«Non è ammissibile che scelte capaci di modificare l’assetto urbano di un quartiere vengano calate dall’alto a cose fatte. Chiediamo che, all’esito della Commissione, si organizzi immediatamente un’assemblea pubblica sul territorio: fare partecipazione significa consultare la cittadinanza quando è ancora possibile correggere i progetti, non a cantiere ultimato».

📰 Su AbitareA Roma le dichiarazioni di Maristella Urru sulle modifiche alla viabilità, realizzate nella settimana di Ferragosto a Cavalleggeri.

🔗 Link nel primo commento

Parto da qui, da quando Spintime venne a Bastogi in corteo.Le scorse settimane sono state un miscuglio di tante cose: da...
17/08/2026

Parto da qui, da quando Spintime venne a Bastogi in corteo.

Le scorse settimane sono state un miscuglio di tante cose: dalla rabbia più inconsolabile per le centinaia di persone sbattute per strada, all'entusiasmo commuovente per la resistenza che il presidio della comunità di Spin è riuscita a costruire.
È stata sempre questa la cifra di Spintime, nella mia esperienza: la generosità della lotta.

Chiunque, quando si trattava di difendere l'esperienza del palazzo, avrebbe potuto serrare i ranghi e asserragliarsi. Ma Spintime non è chiunque, e ogni volta ha spinto la rivendicazione più in là dei propri "confini catastali".
Ci attaccate? Vi dimostriamo che ve la state prendendo con un pezzo di Roma. La Roma che sogna e lavora, la Roma che mette da parte il proverbiale cinismo che sotto sotto è accettazione dell'esistente, e che invece si ribella all'ingiustizia.

Anche in una fase complicatissima come quella delle ultime settimane, ha prevalso questa generosità ribelle. Restituendo alla città uno spazio proprio mentre venivano messi i sigilli al palazzo.
Permettendo alla complessità della lotta di rimanere condivisa e orizzontale nell'esatto momento in cui qualcuno voleva frammentarla e costringerla ad una scelta obbligata e verticale: la casa o la città. Noi vogliamo la casa e la città, vogliamo tutto.

Per questo sappiamo gioire del fatto che centinaia di persone hanno ottenuto la promessa di una casa popolare, e sappiamo protestare perché un tetto non basta per fare una casa: serve il sistema di relazioni e di servizi che c'è intorno, e non si può chiedere alle persone di abbandonarlo da un giorno all'altro.

Per questo sappiamo applaudire la scelta delle istituzioni che hanno preso le parti di Spin nel confronto con InvestiRe e con un Governo connivente o addirittura mandante. E sappiamo alzare l'asticella e conservare la memoria, perché InvestiRe non è spuntata come un fungo, perché ad essa e ad altri fondi d'investimento è stata ed è appaltata buona parte della rigenerazione urbana in città, e ora esigiamo che questo enorme spazio di agibilità che è stato concesso loro, che ha permesso a InvestiRe di trattare su Spintime con il coltello dalla parte del ma**co, venga ridotto, sottratto, azzerato.

Per questo sappiamo piangere, perché è la fine di un pezzo di storia di Spintime, che è la Storia della lotta per il diritto alla città a Roma, e sappiamo ricomporci con il sangue che ribolle ancora più forte per riprenderci questo palazzo, tanti altri palazzi e interi quartieri nella nostra città.
Per fare quello che ha sempre insegnato Spin: moltiplicare le esperienze di riappropriazione, mettere in pratica ovunque un'altra idea di città. E non accontentarsi.

Da Bastogi a Spintime la lotta continua. Sempre più generosa e sempre più ribelle

Gino Strada ci manca, soprattutto quando il mondo sembra aver dimenticato quanto vale una vita.Ci manca la sua voce ruvi...
13/08/2026

Gino Strada ci manca, soprattutto quando il mondo sembra aver dimenticato quanto vale una vita.

Ci manca la sua voce ruvida, insofferente alle ipocrisie.
Ci manca quel modo quasi scandaloso di ricordarci che sotto le bombe non esistono nemici, esistono corpi. Madri. Bambini. Persone che hanno paura, che sanguinano, che vogliono tornare a casa.

Gino aveva scelto di stare lì. Nel punto esatto in cui la guerra smette di essere geopolitica e diventa una gamba amputata, una famiglia distrutta, una sala operatoria da tenere aperta mentre tutto intorno crolla.

Cinque anni fa se ne andava.

Eppure, in questi giorni così pieni di armi, confini, parole feroci e vite considerate sacrificabili, sembra ancora di sentirlo ripetere la cosa più semplice e più rivoluzionaria di tutte: nessun essere umano viene dopo.

Forse ricordarlo significa proprio questo.
Non trasformarlo in un santino, ma continuare a scegliere da che parte stare.

Dalla parte di chi cura.
Dalla parte di chi salva.
Dalla parte ostinata della vita.

𝗜𝗲𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗿𝗮 𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀.Una piazza piena di volti, di silenzi, di mani che si cercavano...
12/08/2026

𝗜𝗲𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗿𝗮 𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀.

Una piazza piena di volti, di silenzi, di mani che si cercavano.

Eravamo lì per salutare Kamal, Jahan e Arowa. Tre vite spezzate, tre nomi che da ieri appartengono ancora di più alla memoria del quartiere.

C’erano italiani e bangladesi. C’erano persone nate a pochi metri da quella piazza e persone che hanno attraversato continenti per arrivarci.

Eppure, davanti a quel dolore, nessuno era straniero.

Perché ci sono momenti in cui cadono tutte le parole con cui proviamo a dividerci. Restano le lacrime di una madre, l’abbraccio di un vicino, una mano sulla spalla, il silenzio di chi non sa cosa dire ma sceglie comunque di esserci.

Viviamo un tempo che troppo spesso trasforma le differenze in confini, le paure in muri, le persone in categorie.

Ieri sera Casalotti ha raccontato un’altra possibilità. Ha detto che una casa può essere anche una piazza. Che una patria può essere il luogo in cui qualcuno si accorge del tuo dolore. Che nessuno è davvero straniero quando diventa parte della vita degli altri.

Kamal, Jahan e Arowa erano parte di questa comunità.

E continueranno ad esserlo nella memoria di una piazza che, almeno per una sera, ha ricordato a tutti noi una cosa semplice e preziosa: ci salviamo soltanto quando impariamo a riconoscerci gli uni negli altri.

11/08/2026

Detto. Fatto male.

Inaugurata un mese fa.
La 'Porta del Pineto' è già da rifare.

Non lo diciamo noi: lo dice la Presidente.

La pavimentazione del playground, parole sue, è stata “fatta male” e va rifatta totalmente.
I cestini non erano adeguati e sono già stati sostituiti.

Noi questi problemi li avevamo segnalati.
E allora il punto è semplice: controllare non significa “puntare il dito”.
Significa difendere i soldi pubblici, la sicurezza dei bambini, la qualità degli spazi del quartiere.

Perché le opere pubbliche vanno inaugurate, certo. Ma soprattutto vanno fatte bene.

Indirizzo

Via Adriano I, 129
Rome
00167

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