03/08/2016
Urbanistica e rigenerazione urbana: Roma senza prospettive.
Contributo di Lorenza Baroncelli per
Urbanistica e rigenerazione urbana: Roma senza prospettive.
Contributo di Lorenza Baroncelli
Le linee programmatiche, per legge, definiscono gli indirizzi, le iniziative e l’elenco delle opere da finanziare durante il corso di un mandato. Sebbene spesso sottovalutate, sono uno strumento di verifica fondamentale perché grazie a esse i cittadini potranno giudicare se la giunta ha fatto quello che aveva promesso.
Nel documento Raggi mancano obiettivi e azioni concrete da valutare. Le dirette Facebook non controllano dove, e a chi, il sindaco vuole destinare le risorse. Chi ha vinto promettendo legalità, non fornisce ai romani il primo strumento di trasparenza.
Questo è ancor più evidente nella parte riguardante l’urbanistica, dove manca un’idea di città e quello che è proposto come innovativo non è che un mero adeguamento normativo. Per rendersene conto basta soffermarsi su due punti del documento: la visione e le procedure.
LA VISIONE
Nel capitolo 10, in sintesi, è scritto che “le linee di intervento prioritarie saranno la trasparenza dei procedimenti di gara, la riorganizzazione del sistema amministrativo capitolino nel settore degli appalti, il reperimento di risorse economiche per lavori urgenti quale illuminazione e rifacimento dei marciapiedi con particolare attenzione agli scivoli per disabili”. Il resto del capitolo si concentra sulla risoluzione dell’emergenza abitativa.
Ma cosa pensa Paolo Berdini del problema delle periferie? E del necessario completamento delle opere di urbanizzazione (strade, scuole, biblioteche)? Come intende ristabilire un rapporto sano tra città pubblica e interessi privati?
Cosa pensa finalmente delle Olimpiadi? E dello Stadio della Roma? E del completamento della Metro C? E dei toponimi o delle zone O?
Come risolverà il famoso problema delle buche?
PROCEDURE
È necessario ricordare all’assessore Berdini che adeguarsi alle procedure di gara stabilite dal Nuovo Codice degli Appalti, approvato dal governo Renzi, non è una scelta, né indice di un’amministrazione virtuosa, ma è obbligo di legge.
E ricordargli che deve spiegarci come evitare il ricorso a scorciatoie e malaffari quando parla di programmazione delle procedure.
E ricordargli che rigorose verifiche del Piano urbanistico sono ammissibili nei rari casi di assenza di Piani Attuativi: revocare una convenzione in atto, altrimenti, significa far diventare i romani degli abusivi nelle proprie case.
Tutte le amministrazioni devono impegnarsi affinché la legge sia rispettata. Le affermazioni delle linee Raggi sono tautologiche, sono un atto dovuto, non si allontanano dai meri adempimenti normativi, sono povere di un'idea di città.
Credo che, nel rispetto dell’agenda europea e del dibattito nazionale sulla necessità di ridurre il consumo di suolo, il vero, entusiasmante tema sia governare la complessità, trasformare delle visioni in realtà, ridare ai cittadini un contesto migliore e far tornare infine Roma ad essere Roma.