04/09/2026
Il 12 giugno scorso sono stato ordinato sacerdote nel Duomo di Colonia, per la diocesi di Colonia. In quel giorno ho ripercorso i miei 31 anni e, soprattutto, gli 11 anni e mezzo che mi hanno condotto fin qui. Sono nato ad Avezzano, in Abruzzo, e dopo la maturità scientifica mi sono iscritto a Informatica all’Aquila. Durante gli anni del liceo è maturata in me anche la fede e, con essa, una domanda: cosa fare della mia vita? Desideravo partire per la missione nella Chiesa cattolica.
Il 6 ottobre 2014 è iniziata la mia avventura in Germania, quasi per caso, ammesso che nel mio caso si possa davvero parlare di “caso”. Sono partito come seminarista per il Seminario missionario Redemptoris Mater di Bonn, senza sapere dove mi avrebbe portato quella strada. La formazione è cominciata dallo studio del tedesco, una lingua con cui sono entrato subito in sintonia: dopo appena cinque mesi ero già in grado di tradurre simultaneamente dal tedesco all’italiano.
In questi anni ho conosciuto profondamente la Germania: Bonn, Colonia, Düsseldorf, Wuppertal, Coblenza, Norimberga, Osnabrück, Hannover, Lipsia e molti altri luoghi. In particolare Bonn e Norimberga mi hanno segnato: “sie haben mich stark geprägt”. Ancora oggi, dopo due anni a Euskirchen, mi considero un Bonner.
La Germania è diventata casa mia. Il tedesco, e persino il Kölsch, sono diventati parte di me: dopotutto, “il Kölsch è l’unica lingua che puoi anche bere”.
Per un italiano come me, anche lo stile di guida e il rapporto con l’automobile hanno richiesto un po’ di tempo per essere assimilati. Quanto al clima, per chi viene da Avezzano, dove durante gli inverni del liceo i -21 °C erano all’ordine del giorno, il freddo tedesco non è poi così terribile. E diciamolo: le Kartoffeln tedesche non hanno nulla da invidiare alle patate del Fucino!
Vivendo nelle parrocchie tedesche ho scoperto una realtà ecclesiale organizzata diversamente da quella italiana. Basta uno sguardo alla vita delle parrocchie per accorgersi dello sforzo che la Chiesa compie per rimanere parte integrante della vita delle persone. Anche insegnare nella scuola elementare mi ha permesso di conoscere una dimensione della società tedesca che difficilmente si coglie nella vita quotidiana: il rapporto con lo Stato, l’educazione all’ecologia e la trasmissione dei nostri valori europei.
Oggi, accanto alla pastorale parrocchiale, insegno nelle scuole e faccio ripetizioni di matematica in tedesco. Ho conseguito il C2 e posso dire che questa lingua e questo popolo hanno profondamente plasmato la mia vita.
Sono grato a Dio per avermi fatto incontrare il popolo tedesco: un popolo che vuole e sa farsi voler bene.