26/01/2026
VOLETE DAVVERO LA VERITÀ PER GIULIO REGENI?
di Mario Adinolfi
“Ho visto su Giulio tutto il male del mondo”, disse Paola Deffendi dopo aver riconosciuto il ca****re del figlio, ritrovato il 3 febbraio 2016 in Egitto scaricato su una strada dopo essere stato orrendamente torturato dalla polizia che lo aveva arrestato al Cairo la sera del 25 gennaio. Oggi, dieci anni dopo, la mamma di Giulio Regeni dice parole ancora più forti: “Se avete un biglietto per l’Egitto, stracciatelo”. Poi è tornata a chiedere “verità per Giulio Regeni” come recita il noto drappo giallo di Amnesty International che è diventato nel tempo una sorta di logo distintivo di una battaglia che mi fa chiedere: volete davvero la verità per Giulio Regeni?
La verità che nessuno osa pronunciare è che “tutto il male del mondo” che mamma Paola ha visto sul corpo di Giulio è rappresentato dai regimi islamisti che sono profondamente incivili e non hanno rispetto della vita umana. Bisogna tornare a pronunciare la citazione che tanto scandalo produsse quando la fece Benedetto XVI a Ratisbona: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane”. Questa è la pura e semplice verità, che chiunque trova difficile proclamare e a Ratzinger costò addirittura il divieto di parola all’Università di Roma, preteso da un appello di docenti universitari laicisti guidati dal futuro premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi. Da allora, eravamo nel 2006, abbiamo avuto vent’anni di ripetute prove di quanto l’affermazione di Manuele Paleologo citata dal Papa fosse fondata. Giulio è lì, il suo ca****re torturato è il monito all’Italia che però non ha il coraggio di dirsi la verità neanche quando un ragazzo marocchino affonda a scuola una lama di trenta centimetri nell’addome di un suo compagno di classe cristiano copto. O quando il principe saudita fa fare a pezzi il corpo del giornalista Khassoggi.
Aprite il numero di Time appena uscito: il regime iraniano degli ayatollah nella notte tra l’8 e il 9 gennaio scorsi ha trucidato per ordine diretto del dittatore Khamenei trentamila ragazzi che protestavano per le strade di Teheran e delle altre città persiane. Le direttive erano di “sparare in mezzo agli occhi, senza pietà”. Oggi leggevo il Corriere della Sera. L’apertura del giornale e le sue prime sei pagine intere sono dedicate all’uccisione del manifestante Alex Pretti da parte dell’Ice a Minneapolis, addebitata a Donald Trump. Matteo Renzi chiede “un’immediata presa di posizione della Meloni” per via di due giornalisti Rai duramente ripresi da agenti Ice. È lo stesso Matteo Renzi che si fa tranquillamente pagare dal principe saudita Bin Salman, il mandante dell’assassinio brutale del giornalista Khassoggi. Il Corriere della Sera che ha sei pagine sulla morte di Pretti, con tutta pagina 5 che addirittura studia la modalità dell’uccisione fotogramma per fotogramma, sbatte a pagina 17 i numeri dell’inchiesta di Time: 30.304 morti in una notte, 3.117 peraltro ammessi ufficialmente dal regime islamista che ha completamente isolato l’Iran sigillando sia internet che la possibilità di accedere nel Paese. Le prime sei pagine su un morto addebitato a Trump, mezza pagina 17 per i 30.304 voluti da Khamenei. Per questo non vogliamo davvero la verità per Giulio Regeni.
La verità è che il nuovo nazismo è l’Islam e la cosa si dimostra dove la legge islamica detta legge: in Iran, in Afghanistan, in Egitto, in Siria, in Marocco, in Libia, in Tunisia, in Algeria, a Gaza, in Pakistan, in Bangladesh, in Ciad, in Somalia, in Costa d’Avorio, in Senegal, in Mauritania, in Sudan, in Arabia Saudita, negli Emirati, in Qatar, nello Yemen, in Indonesia pregate sempre di non finire mai in carcere o in contrapposizione col potere islamista, altrimenti ne saggerete l’inciviltà estrema e capirete finalmente la verità su Giulio Regeni: è stato vittima di un Paese incivile che è incivile come tutti i Paesi dove vige la sharia, cioè la legge coranica che si fa legge civile. Altro che Trump fascista, altro che Ice nazista, tutto il male del mondo che la mamma di Giulio ha visto sul ca****re del figlio è il male di un sistema, quello islamista, che è incompatibile col concetto stesso di civiltà.