03/09/2026
Trivigliano Cultura 2026: al Castello Petochi il successo della rassegna tra memoria, radici e riflessioni sul presente
Si è svolta sabato 29 agosto, nella suggestiva e storica cornice del Castello Petochi di Trivigliano, l’edizione 2026 del convegno annuale “Trivigliano Cultura – Oltre la pagina”, appuntamento dedicato alla valorizzazione della letteratura e della cultura intesa non soltanto come espressione artistica, ma come strumento di conoscenza, partecipazione e servizio alla comunità.
L’iniziativa ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, riunendo studiosi, autorità, professionisti e cittadini in un momento di confronto capace di intrecciare memoria, identità e attenzione alle sfide del presente. Un’occasione per ribadire un concetto centrale della manifestazione: Trivigliano vive pienamente la propria identità quando riesce a trasformarsi in un autentico centro di produzione culturale, aperto al territorio e al dialogo.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti del dottor Giuseppe Petochi e del sindaco Gianluca Latini che hanno sottolineato il valore di una manifestazione ormai divenuta un importante momento di incontro e di promozione culturale per la comunità.
La giornata è stata introdotta e coordinata dai professori Ennio Quatrana e Luigi Potenziani. Quest’ultimo ha presentato alcuni componimenti tratti dalla sua ultima raccolta, Cuore, opera nella quale l’amore profondo e viscerale per il territorio si intreccia con l’affetto per le persone e le relazioni che ne costituiscono l’anima.
Particolarmente significativo è stato quindi l’intervento della dott.ssa Chiara Anguissola d’Altoè, presidente dell’A.D.S.I. Lazio, che ha posto l’attenzione sul valore delle dimore storiche e sulla necessità di mantenerle vive e accessibili. Un patrimonio prezioso, la cui conservazione richiede oggi impegno, risorse e una crescente consapevolezza del suo valore culturale e identitario.
La prof.ssa Valentina Cardinale ha poi accompagnato il pubblico in un viaggio nella memoria della cultura ciociara, attraverso storie di uomini, mestieri e comunità. Le sue toccanti poesie in dialetto hanno restituito voce a figure emblematiche di un mondo che rischia di scomparire, come il varacchinaro e il nonno Claudiuccio, reduce di guerra e custode di una vita semplice, rigorosa e profondamente legata ai valori della propria terra.
A seguire, don Marino Pietrogiacomi ha arricchito l’incontro con aneddoti e poesie legati alla figura del parroco, offrendo ulteriori spunti di riflessione sul rapporto tra memoria individuale, esperienza comunitaria e tradizione.
La dott.ssa Arianna Massimiani ha invece affrontato il tema della fragilità umana di fronte alla malattia, evidenziando il valore dell’intervento logopedico come strumento capace di restituire dignità, autonomia e partecipazione. In questa prospettiva, la lettura non è soltanto un esercizio, ma una vera e propria chiave di accesso al mondo e alla relazione con gli altri.
Originale e ricco di suggestioni anche il contributo della dott.ssa Francesca dell’Omo, che ha raccontato la propria esperienza nel vivaio letterario, unendo la passione per le piante a quella per la lettura. Un percorso metaforico e concreto insieme, nel quale coltivare libri e coltivare piante diventano occasioni per favorire la crescita, la condivisione e la nascita di nuove amicizie.
Nel corso della manifestazione è stato inoltre letto il testo di Luca Di Ianni dedicato alla cosiddetta “fuga dei cervelli”, una riflessione sulla condizione dei giovani talenti italiani e sulla necessità, per il Paese, di creare condizioni capaci di valorizzarne competenze, creatività e professionalità, evitando che risorse preziose siano costrette a cercare altrove il proprio futuro.
L’edizione 2026 di “Trivigliano Cultura – Oltre la pagina” si è conclusa così come era iniziata: nel segno della partecipazione e del dialogo. Un momento corale nel quale letteratura, poesia, memoria, territorio e attualità hanno trovato un comune denominatore.
La difesa del dialetto, la custodia della memoria, la valorizzazione delle dimore storiche, l’attenzione alla fragilità e la capacità di interrogarsi sul futuro diventano, insieme, strumenti per riconoscere e custodire le radici della comunità senza trasformarle in nostalgia, ma facendone una risorsa viva per affrontare il presente.
Perché andare “oltre la pagina” significa proprio questo: fare della cultura non un patrimonio immobile, ma una pratica quotidiana di conoscenza, confronto e responsabilità, capace di tenere insieme ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che desideriamo diventare.
Di Valentina Cardinale